I partecipanti alla chat si scambiavano immagini delle ignari passeggere che viaggiavano sulla linea 15, che collega il centro città a Rozzano, attraversando tutto il quartiere Ticinese, che venivano immortalate dalle telecamere interne del mezzo.
Volti, seni e cosce di donne ignare di essere riprese
Le immagini non riprendevano soltanto i volti, ma poteva capitare che una passeggera avesse le gambe accavallate o indossasse una minigonna e la telecamera del tram la riprendesse perché la pruriginosa fantasia del personale Atm coinvolto si scatenasse e confluisse in commenti grevi e sessisti. A scoprire l’esistenza della combriccola di tranvieri depravati è stata l’attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli, nella sua newsletter “Rassegna Stanca”.
La denuncia dell’attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli
Nella sua newsletter, Carlotta Vagnoli riporta il racconto di una passeggera seduta sul tram 15 di fianco a “un autista in pausa, riconoscibile dalla divisa dell’azienda che aveva indosso” che “stava scambiando dei messaggi in una chat denominata ‘Staff Ticinese’ con quelli che, per la giovane, erano senza dubbio colleghi di lavoro” che non riguardavano “foto di situazioni di pericolo o problemi tecnici, bensì fotogrammi su gambe, volti, seni e cosce di donne ignare di essere diventate carne da macello per un gruppo di uomini con la divisa dell’azienda”.
Commenti sessisti e frasi oscene
La donna “ha capito essere fotogrammi delle riprese dei video del circuito di sorveglianza in disposizione a ogni tram e usato per garantire la sicurezza di autisti e passeggeri” che “ritraevano donne ed erano accompagnate da commenti sessisti e frasi oscene”. La notizia è stata quindi ripresa da alcune influencer su Instagram, tra cui Carly Tommasini, ex concorrente dell’Isola dei Famosi.
Non si è fatta attendere la risposta dell’Atm: “Abbiamo preso questa segnalazione molto sul serio e ci siamo prontamente attivati con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio. Per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città. Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa”.
A Milano, secondo una denuncia dei sindacati di categoria di alcuni mesi fa, mancherebbero 400 autisti di bus e tram; molti neoassunti, con uno stipendio iniziale di 1300-1400 euro, rinunciano al posto di lavoro a causa dell’alto costo della vita nel capoluogo lombardo. Quei 400 adesso potrebbero aumentare. Ma stavolta la vita è quella che separa dalla cintola in giù.







