Il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria della Euroscatola Spa, storica impresa della lavorazione di carta e cartone con sede a Cantù. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza di Como, arriva nell’ambito delle indagini della Dda milanese guidate dal pm Pasquale Addesso, lo stesso fascicolo che aveva già portato all’operazione “Cavalli di razza”.
Rapporti anche dopo le condanne
Secondo la Procura, l’azienda sarebbe stata progressivamente permeata da soggetti legati alla criminalità organizzata, senza che il management intervenisse per interrompere rapporti considerati a rischio. Gli investigatori avrebbero ricostruito una continuità di relazioni commerciali, avviate dal 2019, con una società di Lomazzo ritenuta riconducibile a un esponente di primo piano della locale di ’ndrangheta di Fino Mornasco, già condannato in via definitiva per trasferimento fraudolento di valori aggravato dall’agevolazione mafiosa. Rapporti che, secondo gli inquirenti, sarebbero proseguiti anche dopo le condanne.
Le relazioni pericolose
Nel decreto vengono richiamate anche collaborazioni con imprese del trasporto merci i cui titolari risultano condannati per associazione mafiosa. A questo si aggiungerebbe una carenza di controlli sulle assunzioni: in azienda sarebbero entrati lavoratori con precedenti penali e misure cautelari per traffico di droga, segno – per la Procura – di un sistema interno incapace di prevenire infiltrazioni.
Nel provvedimento compare anche la società Valcart, considerata dai giudici un’impresa cresciuta nell’orbita di Euroscatola e operante sotto la protezione del gruppo guidato dal boss Bartolomeo Iaconis. Citato anche Alessandro Tagliente, indicato come socio occulto nella società creata per ottenere un appalto redditizio: entrambi già condannati nel filone “Cavalli di razza”.
L’intreccio con la politica
Richiamata inoltre la posizione di Cesare Pravisano, ex assessore di Lomazzo ed ex funzionario bancario, ritenuto titolare formale di cooperative utilizzate – secondo l’accusa – per frodi fiscali e reati finanziari destinati a sostenere economicamente il clan. Una informativa della Finanza ricostruisce come, tra il 2015 e il 2019, le cosche avrebbero consolidato la loro presenza tra Como e Varese attraverso appalti nei servizi di pulizia e facchinaggio.
Una forte presenza della ‘Ndrangheta
L’amministrazione giudiziaria non è una sanzione, ma una misura di prevenzione antimafia: l’amministratore nominato dovrà verificare i contratti, interrompere ogni rapporto con soggetti collegati alle cosche e rafforzare i controlli interni.
Un intervento ritenuto necessario in un territorio che i giudici definiscono segnato dalla forte presenza delle locali di ’ndrangheta di Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cermenate e Mariano Comense.







