Garlasco, Stasi rompe il silenzio: «Spero sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara e per me». La revisione si avvicina

Alberto Stasi

Alberto Stasi rompe il silenzio. Lo fa con pochissime parole, mentre sul delitto di Garlasco si avvicina uno dei passaggi potenzialmente più importanti degli ultimi anni: la possibile revisione del processo che lo ha condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. «Non faccio dichiarazioni anche per rispetto dell’autorità giudiziaria. Spero che sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara, per me». È quanto ha detto il 43enne raggiunto dalle telecamere di Mattino 5. Una frase brevissima nella quale Stasi mette insieme il proprio destino giudiziario e quello della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco.

Stasi: «Giustizia per Chiara e per me»

Stasi continua dunque a mantenere il profilo seguito durante la nuova tempesta giudiziaria e mediatica scoppiata attorno al caso. Nessuna accusa nei confronti di altri, nessun commento sulle indagini e soprattutto nessun riferimento diretto ad Andrea Sempio, nuovamente indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara.

Ma quelle poche parole arrivano mentre si parla con crescente insistenza della possibilità che la difesa del condannato possa giocare la carta della revisione. A spiegare la posizione di Stasi è stata la sua avvocata Giada Bocellari: «Alberto non ama molto parlare, e questo è stato motivo di antipatia in passato». Secondo la legale, il suo assistito guarda adesso al futuro «con fiducia ma anche con paura», dopo anni di sofferenza.

Una speranza esiste, ha aggiunto Bocellari, ma saranno i processi e gli atti giudiziari a contare, indipendentemente dal clamore mediatico che ormai accompagna quotidianamente il caso Garlasco.

La difesa: «La revisione riguarda Stasi, non Sempio»

La precisazione più importante riguarda proprio Andrea Sempio. «Il focus della revisione è Alberto Stasi, non Andrea Sempio», ha spiegato Bocellari, sottolineando che Sempio non viene menzionato nella richiesta di revisione predisposta dalla difesa.

Il motivo è giuridicamente fondamentale: per ottenere la revisione della condanna non è necessario dimostrare che l’assassino sia Sempio. La difesa deve invece presentare elementi nuovi capaci, insieme alle prove già valutate, di incidere sulla condanna definitiva pronunciata nei confronti di Stasi.

Sempio, dal canto suo, ha diritto a essere giudicato nell’eventuale procedimento che lo riguarda e con tutte le garanzie del contraddittorio. «Quello che le indagini di Pavia possono dire rispetto alla revisione riguardano potenziali elementi a discarico di Alberto Stasi», ha precisato Bocellari, «a prescindere che essi siano o meno a carico del nuovo indagato».

Le nuove indagini possono cambiare il processo di Garlasco

È questo il punto che potrebbe trasformare il nuovo fascicolo aperto a Pavia in qualcosa di molto più grande di un’indagine parallela. Se dagli accertamenti dovessero emergere nuovi elementi incompatibili o difficilmente conciliabili con la ricostruzione che portò alla condanna di Stasi, la difesa potrebbe utilizzarli per sostenere la richiesta di revisione.

Non significherebbe automaticamente cancellare la sentenza definitiva. E neppure che l’iscrizione di Sempio nel registro degli indagati dimostri l’innocenza di Stasi: allo stato, Sempio è indagato e gode della presunzione di innocenza, mentre la condanna di Stasi resta pienamente valida.

Ma dopo quasi vent’anni dal delitto, le due vicende giudiziarie rischiano inevitabilmente di incrociarsi. E Alberto Stasi, almeno pubblicamente, continua a non indicare un altro possibile assassino. Dice soltanto di aspettare. Questa volta con una speranza affidata a una frase che pesa come un macigno: «Spero sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara e per me».