Si è aperto davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma il processo a Claudio Carlomagno, accusato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, oltre che di occultamento e vilipendio del cadavere di Federica Torzullo. L’uomo è imputato per l’omicidio della moglie, uccisa il 9 gennaio scorso ad Anguillara Sabazia. Le autorità hanno ritrovato il corpo della donna il 18 gennaio in un terreno vicino all’azienda dell’imputato.
Durante la prima udienza, Carlomagno, presente in aula e reo confesso, ha assistito alla richiesta avanzata dai suoi legali di sospendere il procedimento. La difesa ha chiesto alla Corte di sollevare davanti alla Corte costituzionale una questione di legittimità relativa alla nuova fattispecie di femminicidio, introdotta nel 2025 e contestata nel processo. Secondo i difensori, la norma violerebbe il principio di uguaglianza e presenterebbe alcuni profili di ambiguità nella sua formulazione.
La difesa contesta la nuova norma sul femminicidio
Al centro della richiesta c’è l’articolo 577-bis del codice penale, che prevede l’ergastolo per chi provoca la morte di una donna per odio, discriminazione, prevaricazione o per esercitare controllo, possesso e dominio in quanto donna. La norma comprende anche gli omicidi legati al rifiuto della vittima di instaurare o mantenere una relazione affettiva e agli atti diretti a limitarne la libertà individuale.
Le parti civili si sono opposte alla richiesta della difesa. Tra loro, l’avvocato Nicodemo Gentile, legale del padre di Federica Torzullo, ha definito la questione sollevata dai difensori infondata. «Siamo all’anno zero, la rivoluzione deve partire dalle aule di giustizia», ha dichiarato Gentile. «Il reato di femminicidio ci dice che esiste il movente di genere. Siamo in guerra e chiediamo una pagina di storia nuova».
Dopo la camera di consiglio, la Prima Corte d’Assise ha respinto la richiesta della difesa, ritenendo non rilevante la questione di legittimità costituzionale. Il processo proseguirà quindi senza la sospensione richiesta dai legali dell’imputato.
Le parti civili e la presenza dei familiari di Federica Torzullo
Nel procedimento si sono costituiti parte civile i genitori di Federica Torzullo, anche in qualità di tutori legali del figlio della coppia. Hanno aderito inoltre la sorella della vittima e diverse associazioni impegnate nella tutela delle donne e delle persone vulnerabili. Tra queste figurano Differenza Donna, Insieme a Marianna, Giardini Segreto, Vittime Vulnerabili di Reato, Per Marta e per tutte e Scuola di Atene.
La prima udienza è stata segnata anche dalla forte tensione emotiva dei familiari della vittima. Al termine della seduta, la madre di Federica, Roberta Virgulti, si è rivolta all’imputato gridando: «Guardami in faccia».
La prossima udienza fissata al 16 novembre
Il procedimento proseguirà il 16 novembre, quando la Corte tornerà a esaminare il caso. Il processo dovrà fare luce sull’omicidio di Federica Torzullo e sulle circostanze che hanno portato alla contestazione del reato di femminicidio aggravato.
La decisione di respingere la richiesta della difesa consente al dibattimento di proseguire senza un rinvio legato alla questione costituzionale. Resta centrale l’accertamento giudiziario delle responsabilità contestate a Claudio Carlomagno, nel rispetto delle garanzie previste per l’imputato e delle richieste di giustizia avanzate dai familiari della vittima.







