Un’azione rapida, preparata nei minimi dettagli e sfociata in una fuga convulsa. Nelle prime ore di martedì 8 settembre, un commando di ladri ha colpito il Museo Renoir di Cagnes-sur-Mer, a due passi da Nizza, portando via quattro capolavori del celebre maestro impressionista. Il valore totale del bottino sfiora i 9 milioni di euro, ma il piano dei malviventi non è andato esattamente come previsto.
La dinamica
L’allarme dell’edificio è scattato alle 5:48. I due malviventi, ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, si sono introdotti nella struttura rompendo un vetro e hanno utilizzato arnesi metallici per tranciare di netto i cavi di sicurezza delle cornici. Nonostante l’intervento di polizia municipale e nazionale in meno di cinque minuti, i ladri erano già riusciti a far perdere le proprie tracce. Una modalità d’azione così chirurgica da far sospettare un vero e proprio colpo su commissione.
Il giallo dei dipinti ritrovati tra l’erba del museo
Durante la rocambolesca uscita di scena, qualcosa è andato storto. I ladri hanno infatti abbandonato due delle quattro opere direttamente nel giardino della villa. Tra i quadri recuperati dalla polizia giudiziaria figura il celebre Ritratto della signora Stephen Pichon (1895), mentre la seconda tela non è ancora stata identificata ufficialmente. Restano da accertare le condizioni di conservazione dei due dipinti dopo la caduta.
Quali sono le opere Renoir ancora introvabili?
La caccia all’uomo si concentra ora sui due dipinti ancora mancanti. Secondo i media transalpini, tra le opere coinvolte nella rapina figurano capolavori come il Ritratto della signora Colonna Romano, La giovane donna al pozzo e Coco mentre disegna, un’intima tela dedicata al figlio Claude. La Procura di Grasse ha aperto un’inchiesta a tutto campo per risalire alla destinazione finale delle opere sparite.
Un patrimonio violato
Oltre all’impatto economico devastante, il colpo ferisce uno dei luoghi simbolo dell’impressionismo. La struttura che ospita la collezione è la storica dimora in cui Renoir trascorse i suoi ultimi anni, tra sculture, arredi d’epoca, il suo cavalletto e perfino la sedia a rotelle usata dall’artista. Il museo ha sospeso temporaneamente le visite per permettere i rilievi scientifici, mentre il sindaco di Cagnes-sur-Mer, Bryan Masson, è tornato a chiedere a gran voce interventi urgenti e fondi per blindare la sicurezza dei musei europei, sempre più nel mirino delle bande specializzate.







