Garlasco, Angela Taccia e Andrea Sempio: «Lo difenderei anche se fosse colpevole». Amicizia, passato e battaglia legale

Amica da vent’anni, ex legame sentimentale finito sotto i riflettori, oggi avvocata di uno degli uomini più discussi d’Italia. Angela Taccia torna a parlare di Andrea Sempio e mette sul tavolo la frase destinata ad accendere ancora di più il caso Garlasco: «Se Andrea Sempio fosse stato colpevole, io l’avrei difeso comunque». Non una presa di distanza, non una mezza correzione. Una rivendicazione netta del ruolo dell’avvocato, ma anche l’ennesimo tassello di un rapporto personale che continua a incuriosire i lettori e a incendiare il dibattito pubblico.

Taccia sa benissimo che una parte della discussione ruota intorno a lei quasi quanto intorno al suo assistito. Sa che le viene contestata la vicinanza personale con Sempio, quel rapporto nato molti anni fa, passato dall’affetto privato alla difesa legale, diventato oggi uno degli intrecci più chiacchierati dell’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi. E proprio per questo sceglie di affrontare il punto senza girarci intorno: «È vero che sono sua amica da vent’anni, ma in questo momento sono il suo legale».

«Lo avrei difeso comunque, ma in modo diverso»

La frase che pesa di più è quella sulla colpevolezza ipotetica. «Ho già detto che se fosse stato colpevole l’avrei difeso comunque, ma in una maniera diversa», spiega Taccia. Il senso è chiaro: il rapporto personale non cancella il ruolo professionale, ma non impedisce nemmeno alla legale di rivendicare la convinzione maturata studiando gli atti.

«Ascolto la sua versione, ma soprattutto analizzo le carte e le confronto con quello che lui dice. Quindi se siamo tranquilli e siamo sicuri della sua innocenza è perché abbiamo anche dei riscontri», afferma l’avvocata. Taccia prova così a spostare il discorso dal gossip alla strategia difensiva, pur sapendo che proprio il legame con Sempio resta uno dei motivi per cui ogni sua parola finisce amplificata.

La legale respinge l’idea che la sua posizione possa essere ridotta alla formula «l’amica di Sempio». «Spesso si tende ad andare sul personale e a screditare dicendo: “Lei è l’amica di Sempio”. Cerco di metterci tutta me stessa in questo lavoro, e deve essere chiaro che prima di tutto adesso io sono il legale».

Le foto intime e la difesa della vita privata

Taccia affronta anche uno dei passaggi più scivolosi della narrazione costruita intorno a Sempio: le fotografie intime di una conoscente che l’indagato avrebbe acquistato e altro materiale riguardante colleghe di lavoro. La legale non minimizza l’esistenza del tema, ma contesta il salto logico tra vita privata, gusti sessuali e sospetto di omicidio.

«Era un gioco, era d’accordo, io non mi metto a giudicare le abitudini altrui», dice. Poi aggiunge: «Le abitudini sessuali, il modo di scherzare non possono convincere il pubblico che una persona, magari moralmente discutibile, sia un assassino».

È uno dei punti centrali della sua linea: distinguere ciò che può apparire imbarazzante, discutibile o pruriginoso da ciò che ha valore giudiziario. «Se sta bene sia a Sempio che alle colleghe, che si divertano loro. Se tutte le colleghe vanno a difenderlo non penso che Sempio abbia leso qualche dignità», insiste Taccia.

La difesa punta così a disinnescare il processo mediatico parallelo. Per l’avvocata, trasformare abitudini private, messaggi, battute o materiale sessuale in indizi di una presunta indole omicida significa costruire una scorciatoia pericolosa. E nel caso Garlasco, dove ogni parola pesa come un macigno, quella scorciatoia rischia di orientare il pubblico prima ancora delle carte.

«Prima delle prove volete accertare la psiche? È imbarazzante»

Il passaggio più duro arriva però sulla consulenza psichiatrica chiesta dalla Procura di Pavia. L’accertamento dovrebbe valutare la capacità di intendere e di volere di Andrea Sempio, l’eventuale pericolosità sociale e anche la fondatezza delle cinque consulenze depositate recentemente dalla difesa.

Taccia reagisce con parole durissime: «Ci aspettavamo di poterci confrontare in contraddittorio su aspetti oggettivi, concreti e tecnici. Dopo aver depositato con sudore cinque consulenze su elementi fondamentali per capire chi è il reale assassino di Chiara Poggi, prima delle prove vogliono accertarmi lo stato di salute psichiatrico di Andrea Sempio? Ma davvero?».

La legale vuole riportare il confronto sul terreno delle prove materiali. «Invece che venire nell’aula giudiziaria a combattere con noi in contraddittorio non volete accertare concretamente se il piede di Andrea Sempio entra in quell’orma? Andiamo a parare su una consulenza psichiatrica? È imbarazzante».

Qui la strategia diventa chiarissima: la difesa chiede battaglia sugli elementi tecnici, non sulla personalità dell’indagato. Taccia vuole discutere di orme, Dna, ricostruzioni medico-legali, consulenze, compatibilità materiali. Non accetta che il baricentro scivoli prima sulla psiche di Sempio e poi sulla sua vita privata.

Il rapporto che continua ad accendere il caso Garlasco

Eppure il rapporto tra Angela Taccia e Andrea Sempio resta uno dei punti più forti del racconto pubblico. Non perché decida la colpevolezza o l’innocenza dell’indagato, ma perché aggiunge al caso Garlasco un intreccio umano potentissimo: l’amicizia di vent’anni, il passato sentimentale, la fiducia personale, la scelta di difenderlo nel momento più difficile.

Taccia prova a separare i piani: da una parte l’affetto, dall’altra il mandato professionale. Ma proprio questa doppia dimensione rende la storia irresistibile per il pubblico. Da un lato l’avvocata che dice «lo avrei difeso anche se fosse stato colpevole». Dall’altro l’amica che lo conosce da una vita e sostiene di avere riscontri sulla sua innocenza. In mezzo, uno dei delitti più seguiti della cronaca italiana, una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi e una nuova inchiesta che rimette tutto in discussione.

Andrea Sempio resta indagato e presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva. Angela Taccia non risulta indagata. Ma il loro rapporto, ormai, è diventato parte del caso. E ogni nuova dichiarazione dell’avvocata non fa che alimentare l’interesse intorno a questo strano cortocircuito tra amore passato, amicizia presente e difesa legale.