Valentino, l’ultimo colpo di scena: il patrimonio va alla fondazione in Liechtenstein e Wideville finisce sul mercato

Valentino

L’ultimo colpo di scena di Valentino Garavani non arriva da una passerella, ma da un indirizzo preciso: Heiligkreuz 6, Vaduz, capitale del Liechtenstein. È lì, negli uffici di uno dei principali studi legali e fiduciari del principato, che ha sede la Valentino Garavani-Giancarlo Giammetti Foundation, indicata come «unico erede» del patrimonio dello stilista scomparso il 19 gennaio 2026 a 93 anni, senza eredi legittimi. Una scelta che consente di tenere insieme un impero fatto di immobili, yacht, opere d’arte, liquidità, investimenti e fondazioni, evitando la dispersione di un patrimonio costruito in una vita intera.

Cos’è successo?

Secondo quanto ricostruito dal Corriere, Valentino aveva consegnato il proprio testamento il 29 marzo 2023 al notaio svizzero Rolf Schneider, a Gstaad, dove negli ultimi anni aveva mantenuto la residenza ufficiale nello Chalet Gifferhorn. La successione segue dunque la legge elvetica. Il testamento è stato depositato in Italia il 21 gennaio, due giorni dopo la morte e due giorni prima del funerale, ed è stato poi eseguito a partire dal 15 aprile 2026, data in cui la fondazione del Liechtenstein «ha accettato l’eredità in modo espresso».

La fondazione di Vaduz e i beni più preziosi

Alla fondazione risultano già intestati alcuni dei beni più iconici dell’universo Valentino. Tra questi Villa Letizia, la grande residenza romana sull’Appia con trenta stanze, dove lo stilista ha vissuto a lungo negli ultimi anni, e lo yacht di 46 metri Tm Blue One. Rientrano nella stessa architettura anche le attività operative dell’omonima fondazione italiana e una parte significativa della “collezione” Valentino.

Le carte esecutive indicano che il testamento «prevede un solo erede e una serie di legati», ma non rendono noti i nomi dei destinatari delle donazioni ereditarie. È il punto più riservato e più intrigante della successione: la fondazione ha probabilmente il compito di mantenere compatto il patrimonio e garantirne la gestione nel tempo, ma attraverso i legati Valentino potrebbe aver destinato liquidità, beni mobili, opere d’arte, diritti d’uso di immobili o altre utilità alle persone che gli sono state più vicine.

Nel perimetro naturale di questa storia ci sono il compagno Vernon Bruce Hoeksema, l’ex compagno, socio e amico di una vita Giancarlo Giammetti, il nipote Piero Villani, figlio della sorella Wanda, la famiglia di Carlos Souza con i figli Sean e Anthony, oltre alla stessa galassia delle fondazioni legate al nome Valentino-Giammetti. Ma i documenti, almeno per ora, mantengono il riserbo sui beneficiari effettivi dei legati.

Il castello di Wideville verso la vendita

Il gioiello più scenografico resta il castello di Wideville, dimora cinquecentesca vicino a Parigi, acquistata nel gennaio 1995 dai coniugi Setton per 80,7 milioni di franchi francesi, circa 12 milioni di euro. Oggi il suo valore sarebbe molto più alto. Gli atti indicano che da giugno la proprietà è della «Succession Valentino Garavani», rappresentata da tre esecutori testamentari: Giancarlo Giammetti, Ronald Feijen e Marc Bonnant.

Il loro ruolo è centrale. Sono loro a dover realizzare concretamente il piano successorio voluto dallo stilista, anche attraverso la vendita di alcuni asset, con l’obiettivo di soddisfare i beneficiari dei legati e completare la struttura patrimoniale immaginata da Valentino. Wideville dovrebbe essere tra i beni destinati al mercato, ma il processo è ancora in corso e potrebbe richiedere tempi lunghi.

Giammetti resta la figura più simbolica, l’uomo che ha condiviso con Valentino vita, lavoro, società, amicizie e patrimonio culturale. Feijen viene indicato come il fiduciario e l’architetto dell’arcipelago finanziario costruito negli anni attorno allo stilista. Bonnant, avvocato svizzero di grande fama, è stato per decenni accanto a Valentino. Nel board della fondazione siedono anche professionisti di alto profilo, tra cui Grégoire Bordier della Bordier & Cie e Matteo Pedrazzini, avvocato ginevrino con esperienze nella gestione di organizzazioni no profit.

Un’eredità internazionale come la vita di Valentino

La scelta del Liechtenstein e il testamento svizzero raccontano molto della dimensione internazionale della vita di Valentino. Dopo la vendita della maison nel 1998 per 500 miliardi di lire, circa 260 milioni di euro, lo stilista aveva costruito un patrimonio globale fatto di case, arte, finanza, società, fondazioni e relazioni. Roma, Londra, Parigi, Gstaad, Vaduz: ogni luogo conserva un pezzo della sua storia privata e pubblica.

La villa sull’Appia rappresenta il Valentino romano, monumentale e domestico insieme. Wideville è il Valentino francese, aristocratico, teatrale, immerso nell’idea di una bellezza senza tempo. Lo yacht Tm Blue One racconta invece il lato più mondano e mediterraneo di una vita trascorsa tra viaggi, ospiti, amicizie internazionali e lusso controllato con precisione quasi scenografica.

Il mistero vero, oggi, riguarda i legati. Chi ha ricevuto cosa? Quali beni verranno venduti? Quali resteranno uniti nella fondazione? Quali persone della cerchia più intima sono state ricordate nel testamento? Le carte svelano la struttura generale, ma non ancora tutta la mappa sentimentale della successione. Ed è forse lì che si nasconde l’ultimo gesto di Valentino: non solo conservare un patrimonio, ma decidere chi dovrà custodirne la memoria.