Garlasco, Daniela Ferrari ricoverata in Psichiatria dopo il tentato suicidio: la madre di Andrea Sempio è fuori pericolo

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio

Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, si trova ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Vigevano dopo il tentato suicidio avvenuto il 17 giugno. La donna, 66 anni, era arrivata d’urgenza in Rianimazione in overdose di farmaci. Dopo una serie di lavande gastriche, secondo quanto emerso, sarebbe fuori pericolo. L’azienda sanitaria non rilascia informazioni sulle sue condizioni per tutelarne la privacy.

Il ricovero in Psichiatria, in casi di autolesionismo, rappresenta una prassi consueta dopo la stabilizzazione clinica del paziente. A confermare che l’assunzione massiccia di farmaci fosse legata a un tentativo di suicidio sono stati gli avvocati di Andrea Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, intervenuti per chiarire la natura del gesto e, soprattutto, per chiedere che si abbassi il livello dello scontro attorno alla famiglia.

L’odio social contro la madre di Andrea Sempio

Il caso umano si intreccia con il clima sempre più pesante che circonda la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Da settimane Daniela Ferrari è finita al centro di commenti, attacchi e insinuazioni legati soprattutto alla vicenda dello scontrino di Vigevano, uno degli elementi discussi nell’alibi di Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi.

«Da settimane è travolta dall’odio», ha spiegato l’avvocato Cataliotti. Il legale aveva già lanciato un appello pubblico: «Chiedo a tutti gli utenti di preservare la tranquillità di questa donna che non merita di essere travolta dall’odio come purtroppo è avvenuto in questa settimana come ho potuto constatare».

La richiesta, però, non avrebbe fermato la valanga di messaggi offensivi. Anche dopo la notizia del ricovero, insulti e commenti sulla vita privata della donna avrebbero continuato a circolare sui social.

Il nodo dello scontrino di Vigevano

Al centro dell’esposizione mediatica di Daniela Ferrari c’è soprattutto lo scontrino del parcheggio di Vigevano, presentato negli anni come uno degli elementi dell’alibi di Andrea Sempio. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata proprio la madre a conservarlo per circa un anno, prima di consegnarlo al figlio quando venne convocato dagli inquirenti.

Ferrari aveva spiegato in televisione di averlo fatto per una forma di prudenza maturata anche attraverso una precedente esperienza lavorativa: «Negli anni ’86-87 ho lavorato in un carcere di massima sicurezza come vigilatrice penitenziaria e le detenute, quando ti parlavano dei loro guai giudiziari, dicevano di pararsi il fondoschiena qualunque cosa succeda. La cosa più ovvia che mi è venuta in mente, magari anche sbagliando, è stata quella di conservare lo scontrino: l’ho preso io, l’ho messo in una busta di plastica e l’ho messo in un cassetto».

Una seconda ricostruzione, invece, ha alimentato ulteriori sospetti e insinuazioni, collegando la presenza della donna a Vigevano a una presunta relazione extraconiugale. Ed è proprio su questo terreno, più vicino al gossip che alla cronaca giudiziaria, che l’attenzione social si è fatta ancora più aggressiva.

«Con quello scontrino gli ho rovinato la vita»

Negli atti della nuova inchiesta compare anche un’intercettazione ambientale tra i genitori di Andrea Sempio che restituisce il peso emotivo della vicenda sulla donna. Daniela Ferrari, parlando con il marito, piange e dice: «È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino… Gli ho rovinato la vita all’Andrea».

Il marito prova a rassicurarla, sostenendo che quel documento resta importante perché «dimostra che il ragazzo era a casa e poi è andato in giro».

È in questo intreccio tra inchiesta, pressione mediatica, vita privata e accuse sui social che matura il gesto della donna. Andrea Sempio resta indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Per quel delitto Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva, ma la nuova indagine ha riaperto il caso e riportato sotto i riflettori anche persone che non risultano indagate.

Daniela Ferrari è una di queste. E il suo ricovero diventa il segnale più drammatico di una vicenda giudiziaria che, ancora una volta, travolge anche chi si trova ai margini dell’inchiesta.