Garlasco, dopo 19 anni parla Marco Poggi: «Ora basta fango». Il fratello di Chiara rompe il silenzio e affronta i temi più controversi

Marco Poggi, il fratello di Chiara

È uno degli scoop televisivi più importanti da quando il caso Garlasco è tornato al centro della cronaca nazionale. Gianluigi Nuzzi porta a Quarto Grado la prima intervista rilasciata da Marco Poggi in diciannove anni. Il fratello di Chiara Poggi, rimasto in silenzio dall’agosto 2007 fino a oggi, ha deciso di parlare davanti alle telecamere della trasmissione di Rete 4 per affrontare i temi che da anni accompagnano il suo nome: l’alibi del giorno dell’omicidio, le accuse circolate sul web e soprattutto il rapporto con Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato nell’inchiesta sul delitto di Garlasco.

Per quasi vent’anni è rimasto sullo sfondo. Mentre il delitto di Garlasco riempiva televisioni, tribunali, libri e social network, Marco Poggi ha scelto il silenzio. Un silenzio quasi assoluto, mantenuto mentre attorno al suo nome si accumulavano sospetti, insinuazioni e teorie che negli anni hanno finito per coinvolgere praticamente chiunque orbitasse intorno alla tragedia del 13 agosto 2007.

Adesso, per la prima volta, il fratello di Chiara Poggi ha deciso di parlare pubblicamente. Lo farà domani in un’intervista esclusiva a Quarto Grado che rappresenta uno degli eventi mediatici più attesi dall’inizio della nuova fase dell’inchiesta su Garlasco. Una scelta che arriva in un momento particolarmente delicato, con Andrea Sempio nuovamente indagato e il caso tornato prepotentemente al centro dell’attenzione nazionale.

L’alibi di Marco Poggi torna sotto i riflettori

Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda inevitabilmente il suo alibi. Negli anni alcuni blogger, opinionisti e autori di ricostruzioni alternative hanno cercato di mettere in discussione la versione fornita dalla famiglia Poggi, secondo la quale Marco si trovava in vacanza in montagna insieme ai genitori Rita Preda e Giuseppe Poggi nel giorno in cui Chiara venne uccisa nella villetta di via Pascoli.

Un filone che, secondo gli atti giudiziari, non ha mai trovato riscontri concreti. La Procura di Pavia ha infatti escluso qualsiasi coinvolgimento del fratello della vittima, arrivando a definire prive di fondamento le ipotesi costruite attorno alla sua figura. Nonostante questo, il suo nome ha continuato a comparire in numerose ricostruzioni alternative, spesso diffuse sul web e rilanciate negli anni da diverse piattaforme.

Proprio per questo la sua decisione di intervenire pubblicamente assume un peso particolare. Per la prima volta sarà lui stesso a ricostruire quei giorni e a rispondere alle domande che lo accompagnano da quasi due decenni.

L’amicizia con Andrea Sempio

C’è però un altro tema destinato a occupare una parte importante dell’intervista: il rapporto con Andrea Sempio. Il legame tra i due non è mai stato un mistero. Sempio faceva parte della cerchia di amici di Marco Poggi e frequentava abitualmente il gruppo negli anni immediatamente precedenti all’omicidio. Un rapporto che oggi viene inevitabilmente riletto alla luce della nuova indagine aperta dalla Procura di Pavia.

Proprio perché si trattava di un’amicizia consolidata, le parole di Marco Poggi potrebbero offrire elementi utili per comprendere meglio dinamiche, frequentazioni e rapporti personali di quel periodo. Si tratta di un passaggio particolarmente delicato. Da una parte c’è il fratello della vittima. Dall’altra c’è una persona che per anni è stata considerata un amico di famiglia e che oggi si trova nuovamente al centro dell’inchiesta.

Le indagini sul fango mediatico

La decisione di parlare arriva anche dopo anni segnati da una lunga battaglia contro le accuse e le insinuazioni circolate online. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per stalking e atti persecutori nei confronti di soggetti che avrebbero preso di mira Marco Poggi attraverso campagne diffamatorie e ricostruzioni considerate infondate.

Parallelamente, negli atti di chiusura delle indagini depositati dalla Procura di Pavia, i magistrati hanno ribadito la totale estraneità del fratello di Chiara Poggi rispetto all’omicidio. Un elemento che spiega almeno in parte la scelta di rompere il silenzio proprio ora. Dopo diciannove anni trascorsi a osservare il caso da spettatore forzato, Marco Poggi sembra aver deciso che è arrivato il momento di raccontare direttamente la propria versione dei fatti.

Una voce che mancava dal 2007

Nel grande racconto mediatico di Garlasco hanno parlato investigatori, magistrati, consulenti, avvocati, giornalisti, testimoni e presunti supertestimoni. È intervenuto praticamente chiunque. Mancava però una delle persone più vicine a Chiara Poggi. Per questo l’intervento di Marco Poggi assume un valore particolare. Non perché possa risolvere il mistero dell’omicidio o cambiare da solo il corso delle indagini, ma perché restituisce finalmente voce a una figura che per diciannove anni è rimasta quasi sempre fuori dall’inquadratura.

In una vicenda che continua a produrre nuove domande, nuove piste e nuovi protagonisti, il fratello di Chiara sceglie finalmente di raccontare la propria verità. E già questo, nel caso Garlasco, rappresenta una notizia.