Nel caso Garlasco ogni nuova dichiarazione sembra destinata a produrre l’effetto opposto rispetto a quello immaginato. È quello che sostiene Liborio Cataliotti, uno dei difensori di Andrea Sempio, secondo il quale l’audizione di Alberto Stasi davanti al procuratore Fabio Napoleone non rafforzerebbe affatto i sospetti sul suo assistito. Al contrario, rappresenterebbe «un eccezionale elemento a favore di Sempio».
L’avvocato è intervenuto durante la trasmissione Ignoto X e ha commentato il contenuto del verbale del 20 maggio 2025, diventato pubblico nelle ultime ore. Il passaggio che interessa maggiormente la difesa riguarda il tema dei video intimi che coinvolgevano Chiara Poggi e Alberto Stasi, un argomento tornato più volte nelle recenti ricostruzioni investigative e mediatiche.
Il punto sui video intimi di Chiara Poggi
Secondo alcune ipotesi investigative emerse negli ultimi mesi, il presunto possesso o la visione di quei filmati potrebbe avere un ruolo nell’individuazione del movente dell’omicidio. È proprio su questo aspetto che Cataliotti concentra la sua analisi.
Nel corso della sua deposizione, infatti, Alberto Stasi ha dichiarato di «non avere notizia sulla circolazione dei video». Una frase che, per la difesa di Sempio, assume un significato molto preciso.
Cataliotti richiama infatti una consulenza tecnica secondo la quale «i quattro video intimi (…) non sono mai stati visti da terze persone che non fossero Chiara». Se questa conclusione fosse confermata, verrebbe meno uno dei presupposti che negli ultimi mesi hanno alimentato il dibattito attorno alla posizione di Sempio.
La tesi della difesa è semplice: se i video non sono mai usciti dalla disponibilità della coppia e se nemmeno Stasi ha elementi per sostenere una loro diffusione, diventa più difficile sostenere che Andrea Sempio ne fosse entrato in possesso o li avesse visionati.
Cataliotti: «Non è un interrogatorio»
L’avvocato ha inoltre contestato anche il modo in cui l’audizione di Stasi è stata raccontata pubblicamente. Secondo Cataliotti, infatti, non si tratterebbe tecnicamente di un interrogatorio.
«Quello di Stasi non può definirsi interrogatorio ma un esame di teste assistito», ha spiegato durante la trasmissione. Una precisazione giuridica che per il difensore non è secondaria, perché colloca Alberto Stasi nella posizione di soggetto chiamato a riferire fatti relativi ad altre persone e non a difendere sé stesso da contestazioni.
Cataliotti ha definito l’atto come la deposizione di una persona che «ha deposto sotto giuramento in relazione alla posizione di altri». Una distinzione che la difesa considera importante per interpretare correttamente il contenuto delle dichiarazioni rese davanti ai magistrati.
Il dibattito sul possibile movente
La questione dei video rappresenta oggi uno dei punti più controversi dell’intera nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Negli ultimi mesi gli investigatori hanno approfondito più volte il tema, cercando di comprendere se quei filmati possano avere avuto un ruolo nella dinamica che ha portato all’omicidio di Chiara Poggi.
Proprio per questo motivo le parole di Stasi vengono lette in modo opposto dalle diverse parti coinvolte. Da una parte c’è chi ritiene che la nuova inchiesta stia facendo emergere elementi rimasti in ombra per anni. Dall’altra c’è la difesa di Andrea Sempio, che vede nelle stesse dichiarazioni un argomento utile a smontare una delle ipotesi più discusse degli ultimi mesi.
Il confronto resta quindi apertissimo. Mentre la Procura continua a lavorare sugli elementi raccolti, le difese provano a valorizzare ogni passaggio favorevole ai propri assistiti. E nel caso Garlasco, ormai, anche una singola frase pronunciata davanti ai magistrati è sufficiente per alimentare nuove interpretazioni e nuove polemiche.
Il botta e risposta sul caso Garlasco
Nel corso della trasmissione televisiva non è mancato il confronto con il giornalista e criminologo Pino Rinaldi, da tempo impegnato nell’analisi pubblica del caso. Il tema centrale resta sempre lo stesso: capire quali elementi abbiano un reale valore investigativo e quali siano invece ricostruzioni o ipotesi che dovranno ancora trovare conferme.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso continua infatti a oscillare tra verità processuali consolidate e nuovi filoni investigativi. La posizione di Alberto Stasi è stata definita da una sentenza definitiva. Quella di Andrea Sempio è invece al centro delle nuove indagini della Procura di Pavia.
Ed è proprio in questo scenario che le parole pronunciate da Stasi sul tema dei video vengono oggi trasformate dalla difesa di Sempio in un possibile punto di forza. Un elemento che, secondo Cataliotti, anziché aggravare la posizione del suo assistito, contribuirebbe a rafforzarne la linea difensiva.







