Garlasco, il Racis su Sempio: “Incline alla menzogna”, il punto che può cambiare tutto. Ma lui respinge l’accusa

Andrea Sempio

Garlasco il Racis su Sempio: il caso continua ad aggiungere nuovi tasselli e, a pochi passi dalla possibile chiusura del nuovo filone d’indagine, emergono indiscrezioni che riguardano direttamente il profilo psicologico di Andrea Sempio. Il 37enne, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, sarebbe stato descritto in una consulenza del Raggruppamento Carabinieri investigazioni scientifiche come una persona con “innata capacità di mentire” e con un “rapporto problematico con le donne”. Una ricostruzione che lo stesso Sempio ha respinto con decisione.

Caso Garlasco, la consulenza Racis su Andrea Sempio

La relazione, secondo quanto riportato, sarebbe il risultato di un’analisi approfondita del materiale sequestrato nel corso delle indagini. I carabinieri avrebbero esaminato appunti, agende, dispositivi elettronici e documenti personali raccolti sia nell’abitazione attuale di Sempio sia in quella dei genitori, oltre agli oggetti che l’indagato aveva portato con sé dalla casa in cui viveva nel 2007.

L’obiettivo della consulenza non sarebbe quello di dimostrare una responsabilità diretta nel delitto, ma di delineare un quadro della personalità che possa eventualmente intrecciarsi con gli altri elementi raccolti dagli investigatori. Un tassello, dunque, che si inserisce all’interno di un mosaico molto più ampio e ancora incompleto.

Il materiale sequestrato e gli appunti sotto la lente

Tra gli oggetti analizzati figurerebbero cinque telefoni cellulari, decine di supporti digitali tra cd, dvd e chiavette usb, hard disk, quaderni e agende. Un archivio personale molto ampio, che gli inquirenti stanno passando al setaccio da mesi.

Tra i documenti più discussi c’è un appunto diventato ormai noto, in cui Sempio aveva scritto: “Ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare”. Una frase che ha attirato l’attenzione degli investigatori ma che lo stesso indagato ha sempre ridimensionato, spiegando che si riferiva a una giornata particolarmente negativa e non a fatti legati al delitto.

Negli stessi materiali comparirebbe anche il nome di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva per l’omicidio, oltre a ritagli di giornale e fotografie dell’epoca. Elementi che confermano quanto il caso fosse presente nella sfera personale di Sempio già negli anni successivi al delitto.

Il profilo psicologico e le altre perizie in arrivo

La consulenza del Racis si concentra anche sugli aspetti relazionali e sulla sfera privata dell’indagato. Secondo quanto emerso, verrebbe evidenziata una certa difficoltà nei rapporti personali, in particolare con le donne, e una tendenza alla riservatezza. Sempio ha replicato negando ogni ricostruzione negativa, sottolineando di aver sempre mantenuto rapporti cordiali con le persone frequentate e ricordando anche esperienze come corsi di seduzione, nei quali – ha spiegato – il principio guida era la lealtà.

Non si tratta comunque di un elemento decisivo dal punto di vista processuale. Il profilo psicologico, infatti, non può essere utilizzato per dimostrare la colpevolezza, ma solo per fornire un contesto interpretativo agli altri elementi investigativi.

Garlasco il Racis su Sempio

Il vero passaggio chiave resta quello delle altre consulenze tecniche attese dalla Procura. Tra queste la Bloodstain Pattern Analysis del Ris di Cagliari, la valutazione sull’impronta 33 e la consulenza medico-legale dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Tutti elementi che confluiranno nell’informativa finale dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano, destinata alla Procura di Pavia.

È da lì che si capirà quale direzione prenderà davvero l’inchiesta. Perché nel caso Garlasco, ancora una volta, ogni dettaglio sembra in grado di spostare l’equilibrio.