Garlasco, in attesa delle decisioni del pm: quali sono davvero gli indizi che portano ad Andrea Sempio nel delitto Poggi

Andrea Sempio al centro delle indagini

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna a muoversi lungo una linea sottile fatta di nuovi accertamenti e vecchie tracce rilette alla luce delle tecnologie attuali. Andrea Sempio è di nuovo indagato dalla procura di Pavia con l’ipotesi di omicidio in concorso, mentre si attendono le decisioni del pubblico ministero, previste entro l’estate ma che potrebbero slittare a settembre. Nel frattempo, il cuore dell’indagine ruota attorno a una serie di elementi che, presi singolarmente, non rappresentano ancora una prova definitiva, ma che insieme delineano la direzione degli accertamenti.

Il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi

Il primo e più discusso indizio è quello genetico. Sotto le unghie di Chiara Poggi furono trovati campioni biologici già analizzati nel 2016 su impulso della difesa di Alberto Stasi. All’epoca emerse una compatibilità con il DNA di Sempio, ma il dato venne ritenuto inutilizzabile per la scarsa quantità di materiale e per i limiti tecnici delle analisi.

Oggi quei campioni sono stati nuovamente esaminati con metodologie più avanzate. Secondo quanto filtrato, il profilo genetico sarebbe ora considerato compatibile e potenzialmente utilizzabile. È un passaggio centrale, perché suggerirebbe un contatto diretto tra Sempio e la vittima. Resta però da stabilire, in sede di incidente probatorio, quanto questo elemento sia solido e come possa essere interpretato in un contesto giudiziario.

L’impronta del palmo mai valorizzata

Il secondo elemento riguarda un’impronta palmare individuata nel 2007 sul muro delle scale che portano alla cantina della casa dei Poggi. All’epoca fu classificata come “traccia 33” e considerata priva di valore identificativo.

Le nuove analisi hanno portato a un confronto tra le fotografie dell’impronta e i campioni palmari di Sempio. Sarebbero stati individuati 15 punti di corrispondenza, le cosiddette minuzie, utilizzate nella dattiloscopia per identificare una persona. Anche questo elemento, come il DNA, dovrà essere sottoposto a verifica tecnica e giuridica per valutarne l’effettiva attendibilità.

Gli altri elementi ancora da chiarire

Accanto a DNA e impronte, gli inquirenti stanno lavorando su altri elementi che potrebbero rafforzare o ridimensionare il quadro. Tra questi c’è un’impronta digitale insanguinata trovata sulla porta d’ingresso della casa, che presenta un numero limitato di punti utili per il confronto ma che potrebbe essere sottoposta a nuove analisi genetiche.

Vengono poi riesaminati materiali mai approfonditi all’epoca, come le fascette paradesive utilizzate durante i rilievi e i rifiuti presenti nella cucina dell’abitazione, tra cui i resti di una possibile colazione. Si tratta di elementi che finora non hanno avuto un ruolo centrale, ma che potrebbero offrire nuovi spunti investigativi se analizzati con tecnologie più recenti.

Un quadro ancora aperto

L’indagine su Andrea Sempio si muove quindi su un terreno complesso, dove ogni elemento deve essere ancora consolidato. La sua posizione resta quella di indagato e lui continua a respingere ogni accusa. Allo stesso tempo, la condanna definitiva di Alberto Stasi rappresenta un punto fermo con cui ogni nuovo sviluppo dovrà confrontarsi.

In questa fase, più che certezze, emergono linee investigative. Saranno le decisioni della procura e l’esito degli accertamenti tecnici a stabilire se questi indizi potranno trasformarsi in prove oppure restare, ancora una volta, elementi insufficienti per riscrivere la storia giudiziaria del caso.