La possibile revisione del processo ad Alberto Stasi entra in una fase delicata. La Procura generale di Milano ha avviato l’esame degli atti trasmessi dalla Procura di Pavia e dovrà decidere se esistano i presupposti per chiedere alla Corte d’Appello di Brescia la revisione della sentenza definitiva che ha condannato Stasi a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo quanto riferito da Gianluigi Nuzzi, la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, sta analizzando il materiale inviato dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
L’esame degli atti durerà tutta l’estate
Sempre secondo quanto riferito da Nuzzi, il lavoro della Procura generale richiederà tempo. L’analisi del fascicolo dovrebbe proseguire per tutto il mese di luglio e anche durante agosto. Di conseguenza, la Procura generale non scioglierà le proprie riserve prima di settembre, quando dovrà decidere se presentare oppure no l’istanza di revisione davanti ai giudici di Brescia.
La revisione rappresenta un procedimento autonomo
L’eventuale richiesta di revisione seguirebbe un percorso distinto rispetto alla nuova indagine che vede Andrea Sempio indagato dalla Procura di Pavia. Anche qualora la Procura generale decidesse di attivarsi, la Corte d’Appello di Brescia dovrebbe prima valutare l’ammissibilità dell’istanza e verificare se gli elementi prodotti possiedano i requisiti previsti dalla legge per riaprire un processo definito con sentenza irrevocabile.
La decisione attesa dopo l’estate rappresenta quindi uno dei passaggi più importanti della vicenda giudiziaria di Garlasco, ma non coincide automaticamente con una revisione del processo. Costituirebbe invece il primo passo di un iter che, in caso di esito favorevole, dovrebbe ancora affrontare ulteriori verifiche davanti ai giudici.







