La vicenda giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi si arricchisce di un nuovo capitolo di dibattito tecnico-scientifico, alimentato dal confronto a distanza tra l’ex comandante del RIS Luciano Garofano e l’investigatore e analista Luigi Grimaldi. Al centro della discussione c’è la cosiddetta “traccia a V” rinvenuta sul pavimento della villetta di Garlasco, potenzialmente riconducibile alle calzature marca Lacoste indossate da Alberto Stasi la mattina del 13 agosto 2007.
Nel corso di un intervento televisivo, il generale Garofano ha ridimensionato l’importanza della traccia, riproponendo un rilievo classico: l’assenza di una sequenza continuativa di impronte riconducibile a Stasi al suo ingresso nella casa. Secondo Garofano, la mancanza di una scia omogenea sul pavimento metterebbe in dubbio che il giovane possa essere passato di lì senza macchiarsi in modo evidente o senza lasciare una camminata ben definita.
La contro-analisi: differenze temporali e stato del sangue
Di parere opposto è l’analisi di Grimaldi, che contestualizza la traccia sotto il profilo temporale e fluidodinamico. L’impronta lasciata dall’aggressore si è impressa su sangue ancora fresco e abbondante, creando una serie continua di orme; al contrario, il passaggio di Stasi sarebbe avvenuto a distanza di ore, quando lo stato di essiccazione del materiale biologico era nettamente diverso. Inoltre, viene evidenziato come eventuali tracce poco visibili possano non essere state rilevate prima dell’impiego del Luminol nelle fasi successive d’indagine.
Lo studio grafico e il calcolo probabilistico
A supporto dell’ipotesi di compatibilità intervengono anche nuovi studi tecnico-grafici e probabilistici. L’analisi del professor Mario Felici, condotta attraverso il raddrizzamento e la sovrapposizione in scala delle immagini, ha riscontrato una corrispondenza tra il disegno a spina di pesce della piastrella e la suola delle scarpe taglia 41 in uso a Stasi. Successivi calcoli elaborati tramite modelli di intelligenza artificiale forense basati sulle linee guida ENFSI attribuiscono ai dodici punti di contatto rilevati una probabilistica coincidenza estremamente alta (pari a un rapporto di 20 milioni a 1) rispetto all’ipotesi di un segno casuale.
Mentre le interpretazioni tra esperti restano contrapposte, i nuovi elementi di analisi scientifica continuano a far discutere sulla solidità degli indizi e sulla ricostruzione della scena del crimine.







