Garlasco, la prossima mossa di Stasi può cambiare anche il destino di Sempio: perché settembre sarà il mese decisivo

Il caso Garlasco si avvicina a uno snodo capace di modificare l’intero quadro giudiziario. Da una parte Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, prepara la richiesta di revisione del processo. Dall’altra Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia, attende di conoscere le decisioni dei magistrati.

Le due vicende seguono percorsi formalmente distinti, ma finiranno inevitabilmente per influenzarsi. La revisione della condanna di Stasi potrebbe infatti cambiare il peso degli elementi raccolti contro Sempio e imporre una nuova lettura della scena del crimine, delle consulenze e delle ricostruzioni che hanno attraversato quasi vent’anni di indagini e processi. Il primo passaggio decisivo dovrebbe arrivare a settembre, quando la Procura generale di Milano valuterà la richiesta preparata dai legali di Stasi.

La decisione della Procura generale di Milano

La procuratrice generale Francesca Nanni dovrà stabilire se trasmettere la richiesta di revisione alla Corte d’Appello di Brescia oppure fermare il percorso prima dell’apertura di un nuovo giudizio. Il direttore del settimanale Gente, Umberto Brindani, ha descritto il momento con una metafora calcistica: «Se il caso Garlasco fosse una partita di calcio saremmo alla fine del primo tempo, con le squadre negli spogliatoi e i tifosi che commentano, allo stadio e sui social. Pare che bisognerà aspettare settembre per avere un primo risultato».

Secondo Brindani, la scelta della procuratrice generale rappresenterà il primo vero bivio. «Se la dottoressa Francesca Nanni propenderà per l’invio della richiesta di revisione a Brescia, ben difficilmente Brescia potrà giudicarla inammissibile, e pertanto partirà il processo di revisione». L’apertura del giudizio non comporterebbe automaticamente l’annullamento della condanna di Stasi. Consentirebbe però alla difesa di sottoporre a un nuovo esame gli elementi emersi negli ultimi mesi e di sostenere che il quadro probatorio non corrisponde più a quello valutato nella sentenza definitiva.

Perché la revisione può incidere su Sempio

La Procura di Pavia conduce in parallelo l’indagine su Andrea Sempio. I due procedimenti restano indipendenti, perché la posizione di Sempio non dipende formalmente dall’accoglimento della richiesta presentata da Stasi. Sul piano sostanziale, però, il rapporto appare molto più stretto. Se Brescia aprisse il processo di revisione, i giudici dovrebbero valutare se le nuove risultanze riescano a mettere in discussione la ricostruzione che ha portato alla condanna dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.

Un eventuale ridimensionamento degli elementi contro Stasi rafforzerebbe inevitabilmente il peso della nuova indagine. La Procura di Pavia potrebbe così presentare il procedimento contro Sempio dentro uno scenario giudiziario profondamente mutato, nel quale la presenza di un condannato definitivo non costituirebbe più un punto fermo intoccabile.

Brindani sottolinea proprio questo legame: «Nel frattempo, o in seguito, prenderà il via anche il procedimento contro Sempio, indipendente dalla revisione di Stasi, ma fortemente condizionato da essa». La revisione potrebbe incidere anche sulla valutazione pubblica del nuovo fascicolo. Finché la condanna di Stasi resta pienamente intatta, l’indagine su Sempio deve convivere con una verità giudiziaria già consolidata. L’apertura di un nuovo processo renderebbe invece possibile il confronto diretto tra due ricostruzioni alternative.

Cosa accade se Milano dice no

Lo scenario cambierebbe radicalmente se la Procura generale respingesse la richiesta. «Viceversa, se la Nanni dirà no alla revisione, i giochi saranno finiti», sostiene Brindani. La difesa di Stasi perderebbe il principale strumento per rimettere in discussione la condanna definitiva, mentre la Procura di Pavia dovrebbe proseguire il lavoro su Sempio senza poter contare sull’apertura di un nuovo giudizio nei confronti dell’uomo che la giustizia considera ancora l’assassino di Chiara Poggi.

Anche in questo caso l’indagine su Sempio non si fermerebbe automaticamente. I magistrati potrebbero chiedere il rinvio a giudizio se ritenessero sufficienti gli elementi raccolti. Dovrebbero però affrontare una difficoltà evidente: sostenere una nuova accusa per lo stesso omicidio mentre resta valida la condanna definitiva pronunciata contro un’altra persona. Settembre diventa quindi il mese nel quale i diversi percorsi potrebbero finalmente incrociarsi. La decisione sulla revisione di Stasi non stabilirà da sola il destino di Andrea Sempio, ma potrà cambiare il terreno sul quale la Procura di Pavia costruirà le proprie prossime mosse.