Garlasco, la resa dei conti: Sempio verso il processo, Stasi verso la revisione. Diciannove anni dopo, due verità si incrociano

Garlasco, è la resa dei conti per Sempio. Diciannove anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco arriva davanti a un paradosso giudiziario che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato quasi impossibile: l’uomo condannato in via definitiva per il delitto potrebbe chiedere la revisione del processo proprio mentre un altro uomo, Andrea Sempio, arriva alla chiusura delle indagini come unico indagato per quella stessa morte. Due percorsi giudiziari diversi, che non si cancellano automaticamente a vicenda, ma che da oggi diventano inevitabilmente due facce dello stesso gigantesco interrogativo: che cosa accadde davvero nella villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007?

Il 28 settembre 2026 è dunque molto più di una data sul calendario dell’inchiesta. Scadono i termini delle indagini preliminari della Procura di Pavia e per Andrea Sempio arriva il secondo avviso di conclusione delle indagini, dopo quello notificato a maggio e seguito da ulteriori approfondimenti. L’impianto dell’accusa non cambia, mentre nel fascicolo entrano le integrazioni alle nuove consulenze scientifiche disposte dai magistrati.

Sempio respinge l’accusa e resta, naturalmente, innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva. Ma la giornata di oggi apre una fase decisiva: i suoi avvocati potranno finalmente conoscere nella loro completezza gli ultimi elementi sui quali la Procura ha lavorato per mesi e decidere come contrastarli prima delle successive determinazioni dei pm.

Garlasco, le nuove prove che le difese di Sempio e Stasi vogliono vedere

«Non possiamo fare altro che aspettare di leggere le nuove prove della Procura», ha spiegato l’avvocato Liborio Cataliotti, che difende Andrea Sempio insieme ad Angela Taccia. La difesa aveva già presentato le proprie controdeduzioni agli elementi precedenti e adesso aspetta di conoscere ciò che gli ultimi mesi di indagine hanno aggiunto al fascicolo.

Ed è proprio qui che si concentra la partita. Una delle consulenze riguarda il Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, con gli approfondimenti affidati al genetista Carlo Previderè. Un’altra riguarda le misurazioni antropometriche di Sempio, delle quali si è occupata Cristina Cattaneo. Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno invece lavorato sulle impronte a pallini lasciate da una scarpa sul pavimento della villetta.

Tre capitoli tecnici che toccano alcuni dei punti più delicati della nuova inchiesta e sui quali accusa e difesa hanno già mostrato letture profondamente differenti.

Resta poi il capitolo della consulenza affidata allo psichiatra Roberto Catanesi. La Procura gli aveva chiesto di valutare l’eventuale presenza, all’epoca del delitto, di condizioni patologiche capaci di incidere sulla capacità di intendere e di volere di Sempio, oltre all’eventuale pericolosità sociale. Sempio ha però scelto di non sottoporsi ai colloqui richiesti dal consulente.

L’ultima mossa dei pm: Garofano convocato prima della chiusura

A rendere ancora più significativa la vigilia della chiusura delle indagini è arrivata la convocazione di Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, insieme ad alcuni ufficiali che parteciparono agli accertamenti scientifici del 2007.

Garofano conosce il caso da una posizione particolarissima: lavorò sui rilievi scientifici della prima inchiesta e, molti anni dopo, per un periodo collaborò anche come consulente della difesa Sempio. Davanti alle domande sul contenuto dell’audizione ha mantenuto il massimo riserbo: «Aspettiamo il 415 bis».

Il fatto che la Procura abbia voluto tornare proprio sui protagonisti degli accertamenti scientifici originari nelle battute finali dell’inchiesta mostra quanto il confronto fra ciò che venne rilevato nel 2007 e ciò che oggi la scienza permette di rileggere rimanga uno dei terreni fondamentali del nuovo caso Garlasco.

Garlasco: Sempio guarda a Stasi: perché la revisione diventa decisiva

Ma c’è un secondo tavolo e potrebbe diventare persino più esplosivo del primo. Mentre Andrea Sempio aspetta le carte della Procura, anche la sua difesa guarda infatti a ciò che faranno gli avvocati di Alberto Stasi.

Giada Bocellari e Antonio De Rensis lavorano da tempo alla possibile istanza di revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Stasi a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. I legali hanno atteso anche la conclusione delle nuove indagini per avere davanti il quadro completo e la richiesta potrebbe arrivare dopo la chiusura del fascicolo su Sempio.

Ed è qui che la vicenda assume una dimensione giudiziaria eccezionale.

Perché un eventuale processo a Sempio non cancellerebbe la condanna di Stasi. La sentenza contro l’ex fidanzato di Chiara resta definitiva fino a quando un procedimento di revisione non stabilisca diversamente. Allo stesso modo, l’eventuale revisione della posizione di Stasi non dimostrerebbe automaticamente la responsabilità di Sempio.

Eppure i due percorsi ormai corrono inevitabilmente uno accanto all’altro.

Garlasco, due uomini e lo stesso omicidio: il nodo di Sempio e Stasi

La nuova indagine ha prodotto una situazione che rende il delitto di Garlasco ancora più complesso di quanto non fosse già stato nei precedenti diciannove anni. Da una parte esiste una verità giudiziaria definitiva: Alberto Stasi è stato condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. Dall’altra esiste una nuova inchiesta nella quale la Procura di Pavia contesta ad Andrea Sempio l’omicidio della stessa ragazza.

Non significa che esistano già due verità giudiziarie contrapposte. Sempio non è stato condannato e nemmeno rinviato a giudizio, mentre la condanna di Stasi resta pienamente efficace. Ma significa che la nuova indagine ha ormai raggiunto un livello tale da obbligare il sistema giudiziario a confrontarsi con le possibili conseguenze degli elementi raccolti.

E proprio la revisione rappresenta il punto nel quale questa tensione potrebbe esplodere.

La Procura generale di Milano sta valutando le carte trasmesse da Pavia e potrebbe assumere proprie iniziative, mentre la difesa di Stasi ha già chiarito di voler percorrere la strada della revisione. Sarà eventualmente la Corte d’appello di Brescia a valutare l’ammissibilità della richiesta e, se questa supererà il primo vaglio, ad affrontarne il merito.

Il vecchio fascicolo del 2017 e le anomalie rimaste sul tavolo

Dentro questa storia continua inoltre a pesare ciò che accadde nella prima indagine su Sempio del 2017. L’inchiesta bresciana sull’ex procuratore di Pavia Mario Venditti non ha trovato elementi capaci di sostenere nei suoi confronti l’ipotesi di un accordo corruttivo e la sua posizione è stata archiviata.

Il giudice ha però distinto questa conclusione dalle anomalie emerse nell’attività investigativa dell’epoca, indicando possibili spiegazioni alternative che chiamano in causa il livello della polizia giudiziaria. Resta inoltre aperta la posizione di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, nell’ambito del filone nato dal famoso appunto che accostava il nome di Venditti a una cifra.

Un capitolo parallelo che non prova chi abbia ucciso Chiara Poggi, ma che contribuisce a spiegare perché il caso giudiziario nato attorno alla villetta di via Pascoli continui, diciannove anni dopo, a produrre nuovi fascicoli e nuove domande.

Il 28 settembre cambia il caso Garlasco: Sempio e Stasi dentro o fuori?

Da oggi, quindi, la partita cambia terreno. La Procura mette le proprie carte sul tavolo, la difesa Sempio può attaccarle nel merito e quella di Stasi può prepararsi a giocare la carta della revisione.

Il passaggio successivo per Andrea Sempio potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio, ma non rappresenta ancora un esito scontato né, tantomeno, una dichiarazione di colpevolezza. Dopo il 415 bis la difesa dispone infatti degli strumenti previsti dal codice per presentare memorie, documentazione e richieste prima delle determinazioni definitive dell’accusa.

Per Alberto Stasi si apre invece una strada completamente diversa e autonoma: dimostrare che gli elementi emersi dopo la sua condanna possano avere la forza necessaria per riaprire un processo concluso definitivamente nel 2015.

Ed è questa la vera resa dei conti di Garlasco. Non Sempio contro Stasi in senso processuale, perché i due procedimenti seguono binari diversi, ma due ricostruzioni dello stesso delitto che da oggi potrebbero essere sottoposte contemporaneamente al vaglio della giustizia.

Diciannove anni dopo quella mattina del 13 agosto 2007, il caso Chiara Poggi arriva così al suo passaggio forse più delicato: un uomo resta condannato definitivamente per il delitto, mentre la Procura si prepara a decidere se portarne