Il caso Garlasco non finisce mai, e questa volta il campo di battaglia si sposta dalle aule di tribunale agli studi televisivi, con toni che definire accesi è un eufemismo. Antonio De Rensis, lo storico difensore di Alberto Stasi, ha deciso di rompere il silenzio e rispondere colpo su colpo alle pesantissime accuse che gli sono state piovute addosso. La tensione è alle stelle e il clima è quello di una resa dei conti imminente.
Guerra tra avvocati
Non è più solo una questione di carte bollate, è una guerra di nervi. Durante l’ultima puntata di Verità Nascoste – Il Diario, De Rensis è apparso più determinato che mai a rispedire al mittente l’esposto presentato da Valeria Francesca Mettica, legale di Stefania Cappa. Le accuse sul tavolo sono macigni: istigazione a delinquere, diffamazione e calunnia.
Ma De Rensis non arretra di un millimetro. Anzi, rilancia. “Se in un anno e mezzo avessi detto solo stupidaggini nessuno mi avrebbe registrato, evidentemente… e mi fermo qua”, ha tuonato l’avvocato, lasciando intendere che dietro quelle registrazioni ci sia molto di più di quanto emerso finora. Una frase che suona come un avvertimento diretto a chi sta cercando di metterlo all’angolo.
I sospetti sull’inchiesta
Il fulcro della polemica ruota attorno alla nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, un caso che continua a lacerare l’opinione pubblica. De Rensis ammette con ironia di non ricordare ogni singola parola detta in diciotto mesi di battaglia legale, ma sottolinea un punto cruciale: l’attenzione maniacale riservata alle sue dichiarazioni sarebbe la prova che ha colpito nel segno.
Il legale di Stasi ha poi affrontato il tema dei sequestri dei dispositivi, lamentato dalla “stimatissima collega” Mettica. Secondo l’accusa, ci sarebbe stato un danno legato alle misure cautelari reali, ma la risposta di De Rensis è stata fulminea e provocatoria, spostando l’attenzione su quello che potrebbe nascondersi dentro quegli stessi dispositivi.
La sfida di De Rensis
Il momento di massima tensione si è toccato quando l’avvocato, ospite di Milo Infante, ha lanciato una sfida senza precedenti. Si è detto pronto a consegnare il proprio smartphone alla collega Mettica e ai suoi consulenti tecnici con un atto ufficiale. “Così se lo guarda insieme ai suoi tecnici”, ha provocato, aggiungendo un commento al vetriolo che sta già facendo discutere gli esperti di cronaca nera: “E chissà che qualcosa che è considerato maxi non diventi micro“.
Una frase enigmatica che sembra presagire un clamoroso ribaltamento delle accuse. De Rensis si dice vittima di un attacco concentrico: “Queste persone cercano di attaccare me, la Procura, i carabinieri… c’è chi sta cercando di fare del male a tanta gente”. La rabbia post-Garlasco è ormai fuori controllo: tra querele, esposti e veleni, la verità sembra ancora lontana, ma la battaglia per ottenerla si è fatta spietata.







