Un nome, alcuni riferimenti a suicidi avvenuti nella zona di Garlasco e tre parole che, almeno secondo una possibile lettura, formerebbero una frase inquietante: «Io ho aiutato». È quanto emerge da una pagina dei diari di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, che la trasmissione Mattino 5 ha mostrato durante la puntata del 2 novembre. Il foglio, scritto in stampatello, contiene anche il nome di Giovanni Ferri, il meccanico vicino di casa di Sempio che nel 2010 perse la vita in circostanze inizialmente ricondotte a un suicidio. Un caso sul quale la magistratura ha recentemente riaperto le indagini ipotizzando l’omicidio volontario.
La coincidenza tra il nome di Ferri e gli appunti di Sempio alimenta nuovi interrogativi, soprattutto perché gli investigatori hanno già esaminato il materiale manoscritto e hanno inserito la pagina tra i documenti di interesse per l’inchiesta. Ma il contenuto del foglio non offre, almeno sulla base delle informazioni disponibili, una spiegazione univoca delle annotazioni né permette di attribuire a Sempio responsabilità nella morte del meccanico.
Il diario di Andrea Sempio e quella frase: «Io ho aiutato»
La pagina che Mattino 5 ha portato all’attenzione del pubblico contiene una serie di annotazioni che sembrano richiamare diversi episodi di suicidio avvenuti nel territorio di Garlasco. Tra i riferimenti compare il nome di Giovanni Ferri, accanto ad altri appunti dei quali non emerge ancora una ricostruzione completa.
Il particolare che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda però le parole nella parte finale del manoscritto. Durante la trasmissione, gli autori hanno proposto la lettura «Io ho aiutato», attribuendo così alla sequenza un significato potenzialmente rilevante.
Non esiste tuttavia, nelle informazioni diffuse finora, una conferma definitiva di questa interpretazione. La grafia, il contesto e il collegamento con le altre annotazioni restano elementi essenziali per comprendere il senso effettivo della frase.
Il foglio contiene anche un riferimento a un «uomo misterioso», altra espressione che ha alimentato le domande sul contenuto del diario. Non è chiaro a chi si riferisca Sempio, se stia riportando informazioni apprese da altre persone oppure se gli appunti appartengano a una riflessione personale su vicende di cronaca.
Chi era Giovanni Ferri, il meccanico trovato morto nel 2010
Il nome di Giovanni Ferri aggiunge un elemento particolarmente delicato alla vicenda. Il meccanico abitava vicino ad Andrea Sempio e nel 2010 qualcuno lo trovò senza vita all’interno di un pertugio nel paese.
All’epoca gli accertamenti portarono a classificare la morte come suicidio. A distanza di anni, però, la magistratura ha deciso di riaprire il caso, avviando una nuova indagine per omicidio volontario.
Il cambiamento di prospettiva investigativa rende ancora più interessante la presenza del nome di Ferri tra gli appunti del diario. Non significa, però, che esista un collegamento accertato tra Sempio e la morte del vicino, né che le annotazioni contengano una confessione o un riferimento a un coinvolgimento personale.
La nuova inchiesta sulla morte del meccanico e quella sull’omicidio di Chiara Poggi riguardano fatti distinti. La presenza dello stesso nome in un documento personale può rappresentare uno spunto di approfondimento, ma non basta a dimostrare un rapporto tra i due episodi.
L’«uomo misterioso» e gli altri suicidi negli appunti
Un altro aspetto riguarda la struttura stessa della pagina. Secondo quanto ha riferito Mattino 5, Sempio avrebbe annotato diversi episodi di suicidio avvenuti nella zona, inserendo tra i riferimenti anche quello a un «uomo misterioso».
Gli investigatori potrebbero cercare di ricostruire a quali persone e a quali vicende si riferiscano le annotazioni, confrontando i nomi e le circostanze con gli episodi di cronaca dell’epoca.
La presenza di più riferimenti nello stesso foglio, tuttavia, non dimostra che gli eventi abbiano un legame tra loro. Senza una datazione precisa della pagina e senza conoscere il contesto nel quale Sempio scrisse gli appunti, ogni collegamento rimane un’ipotesi.
Anche l’espressione «Io ho aiutato», qualora la lettura risultasse corretta, richiederebbe una spiegazione: aiutato chi, in quale circostanza e con quale significato? Sono interrogativi che il manoscritto, da solo, non permette di risolvere.
Gli investigatori avevano già esaminato i diari di Sempio
Il foglio non rappresenta una scoperta improvvisa per chi conduce le indagini. Durante la trasmissione, infatti, è emerso che gli investigatori avevano già analizzato il consistente materiale costituito dai diari di Andrea Sempio e avevano individuato proprio questa pagina tra quelle meritevoli di attenzione.
La circostanza conferma l’interesse degli inquirenti per il contenuto degli scritti personali, senza però chiarire quale valore abbiano attribuito alle singole annotazioni.
L’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, continua a concentrarsi su Andrea Sempio, mentre per quel delitto esiste già una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi.
Il nuovo documento aggiunge un tassello al materiale che gli investigatori stanno valutando, ma non modifica automaticamente il quadro delle responsabilità. Sempio resta una persona sottoposta a indagini e nessuna delle frasi emerse dal diario dimostra un suo coinvolgimento nella morte di Giovanni Ferri.
Rimane soprattutto un interrogativo sul significato di quelle parole. Perché Sempio annotò il nome del vicino morto nel 2010 insieme a riferimenti ad altri suicidi e a un «uomo misterioso»? E a quale episodio si riferisce la frase che la trasmissione ha interpretato come «Io ho aiutato»? Per rispondere serviranno elementi che vadano oltre la lettura di una singola pagina.







