Garlasco, i video di Andrea Sempio recuperati dall’hard disk sequestrato dagli investigatori provocano un durissimo confronto tra Armando Palmegiani, consulente della difesa dell’indagato, e il giornalista Riccardo Signoretti. Al centro dello scontro ci sono i monologhi registrati anni fa da Sempio, alcuni dei quali contengono riferimenti alla violenza sessuale che lo stesso Palmegiani definisce «deprecabili» e «devastanti». Il consulente, tuttavia, distingue quelle dichiarazioni dal resto del materiale, attribuendo agli altri filmati una «gravità media». Una valutazione che provoca la reazione di Signoretti, profondamente turbato dalle immagini e dalle parole ascoltate, fino a interrogarsi sulla possibile capacità dell’indagato di commettere atti violenti.
Il confronto del 29 ottobre si inserisce nella nuova fase delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La Procura di Pavia sta approfondendo anche il contenuto dei dispositivi informatici di Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta, per ricostruirne il profilo comportamentale. La questione più delicata riguarda il significato che quei materiali possono assumere nell’accertamento dei fatti, distinguendo il giudizio sulle dichiarazioni registrate dall’eventuale responsabilità penale per il delitto.
Garlasco, Palmegiani ammette: «Le frasi sullo stupro sono devastanti»
Armando Palmegiani, ex commissario della Polizia di Stato e attuale consulente della difesa di Andrea Sempio, ha spiegato che i filmati non rappresentano una scoperta completamente inattesa per i legali dell’indagato. Il materiale si trova infatti nell’hard disk sequestrato da tempo dagli investigatori ed è stato oggetto di esame nell’ambito delle attività difensive.
«Sono nell’hard disk che è in sequestro già da tempo, sono file che abbiamo già visionato», ha dichiarato Palmegiani, precisando che le registrazioni diventate pubbliche contengono alcune delle espressioni più controverse.
Il consulente non ha cercato di giustificare tutte le parole pronunciate da Sempio. Al contrario, ha riconosciuto apertamente la gravità di alcuni passaggi, definendo le frasi diffuse «non giustificabili». Il riferimento più esplicito riguarda i contenuti sulla violenza sessuale, sui quali il suo giudizio è stato particolarmente netto: «Il discorso stupro è deprecabile, devastante».
Palmegiani ha però sostenuto che gli altri video debbano essere valutati diversamente, arrivando a definirli «di una gravità media». Una distinzione che, nelle intenzioni del consulente, sembra voler separare le espressioni più inquietanti dal complesso delle registrazioni, evitando di attribuire a tutti i filmati lo stesso significato.
Garlasco, Signoretti sotto choc: «Sono a disagio a sentire questa roba»
La valutazione di Palmegiani ha trovato una posizione molto diversa in Riccardo Signoretti, che ha manifestato apertamente il proprio turbamento dopo aver ascoltato alcuni passaggi dei video.
«Io sto male, sono a disagio a sentire questa roba», ha dichiarato il giornalista, contestando implicitamente la possibilità di ridimensionare il contenuto delle registrazioni attraverso una classificazione della loro gravità.
Signoretti ha poi formulato una domanda particolarmente pesante, collegando il contenuto dei monologhi alla valutazione del profilo personale dell’indagato: «Sempio è un ragazzo che poteva essere capace di uccidere, che poteva avere la pulsione di stuprare qualcuno? Con tutte le riserve del caso forse poteva esserne capace».
Si tratta di una valutazione personale espressa dal giornalista, non di una conclusione scientifica o investigativa. Le dichiarazioni contenute nei filmati, per quanto disturbanti, non consentono da sole di stabilire che chi le ha pronunciate abbia commesso un omicidio o un’aggressione sessuale.
Il punto di contrasto tra Signoretti e Palmegiani riguarda dunque soprattutto il peso da attribuire a quei contenuti: per il giornalista rappresentano un elemento che merita particolare attenzione, mentre il consulente della difesa invita a distinguere la gravità delle parole dalla loro eventuale rilevanza rispetto all’omicidio di Chiara Poggi.
Migliaia di messaggi, diari e ricerche online: il materiale esaminato dagli investigatori
I video non costituiscono l’unico materiale informatico sul quale si concentra l’attenzione degli inquirenti. Dai dispositivi di Andrea Sempio sarebbero emersi anche migliaia di messaggi pubblicati su un forum dedicato alla seduzione, diari personali e ricerche online riguardanti il satanismo e gli omicidi.
Secondo la ricostruzione riportata, gli investigatori avrebbero individuato nei monologhi registrati quando Sempio era poco più che ventenne elementi tali da descrivere un profilo caratterizzato da un forte interesse per la violenza e la sessualità.
È però necessario distinguere questa interpretazione investigativa da un accertamento clinico. La presenza di contenuti violenti, fantasie disturbanti o ricerche su determinati argomenti non equivale automaticamente alla dimostrazione di una propensione a commettere reati, né consente di ricostruire da sola il comportamento di una persona in occasione di un fatto specifico.
Proprio per approfondire il significato del materiale acquisito, la Procura di Pavia ha incaricato il Racis, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche, di svolgere un’analisi comportamentale dell’indagato. Allo psichiatra Roberto Catanesi è stata invece affidata una consulenza personologica.
Si tratta di approfondimenti distinti dagli accertamenti genetici e dalle altre verifiche sulla scena del crimine, destinati a fornire agli investigatori ulteriori elementi di valutazione.
Garlasco, i video possono diventare prove contro Andrea Sempio?
La questione centrale riguarda l’eventuale utilizzo giudiziario delle registrazioni. Il fatto che alcuni contenuti risultino inquietanti o moralmente riprovevoli non significa necessariamente che siano pertinenti all’omicidio di Chiara Poggi, né che possano dimostrare la presenza di Sempio nell’abitazione della vittima il giorno del delitto.
Per assumere un significato probatorio, i filmati dovrebbero essere valutati in relazione alla loro datazione, al contesto nel quale furono realizzati, alle circostanze descritte e agli altri elementi raccolti durante le indagini. Un’eventuale analisi comportamentale potrebbe contribuire alla ricostruzione del profilo dell’indagato, ma non sostituire gli accertamenti necessari per dimostrare una responsabilità penale.
La difesa di Sempio continua a contestare l’ipotesi accusatoria e a sostenere l’estraneità del proprio assistito all’omicidio. Gli approfondimenti sul materiale informatico rappresentano quindi uno dei diversi capitoli dell’inchiesta, il cui peso effettivo dovrà essere valutato dagli organi giudiziari competenti.
Il confronto tra Palmegiani e Signoretti mostra quanto il contenuto dei video sia destinato a far discutere. Da una parte c’è il riconoscimento, anche da parte della difesa, della gravità di alcune dichiarazioni; dall’altra, il tentativo di attribuire a quelle parole un significato più ampio nella ricostruzione della personalità dell’indagato.
Resta una distinzione decisiva: le immagini possono suscitare indignazione, disagio e interrogativi, ma stabilire se abbiano un collegamento concreto con il delitto di Garlasco richiede riscontri investigativi e una valutazione giudiziaria, non soltanto impressioni o giudizi sul comportamento di Sempio.







