Kimi Antonelli, il re della Formula 1 che mamma chiama «Topo»: la nuova fiamma Suami, gli amici famosi e la casa a San Marino

Kimi Antonelli

Il ragazzo che ha appena conquistato il mondo si chiama Andrea Kimi Antonelli, ma in famiglia nessuno lo chiama Kimi. Per papà Marco e per la sorella Maggie è semplicemente Andy. Mamma Veronica, invece, ha un soprannome ancora più tenero: «Topo». E quando il figlio torna a casa dopo aver fatto impazzire milioni di appassionati di Formula 1, può capitare che ad aspettarlo non ci siano champagne e ostriche, ma un bel piatto di gramigna al ragù. Anche se lui, da buon bolognese, preferisce le tagliatelle.

Il nuovo campione del mondo della Formula 1, incoronato il 1° novembre 2026 in Messico, ha vent’anni, una casa tutta sua a San Marino, un’ex fidanzata che correva sui kart, una nuova frequentazione che ha attirato i fotografi e un gruppo di amici che comprende Jannik Sinner, Valentino Rossi e Mattia Furlani. E poi ci sono gli amici di scuola, quelli con cui andava a giocare a bowling quando il resto del mondo cominciava appena a imparare il suo nome.

La Mercedes gli ha consegnato una monoposto, lui l’ha trasformata in un titolo mondiale. Ma per conoscere davvero il ragazzo che ha riportato l’Italia sul tetto della Formula 1 dopo 73 anni bisogna allontanarsi dai circuiti e curiosare nella sua vita privata.

Suami Di Tavi, la ragazza delle vacanze che ha acceso il gossip

Il cuore di Kimi Antonelli è tornato al centro del gossip dopo la fine della relazione con Eliska Bábicková, ex kartista ceca, classe 2005, campionessa italiana della categoria OK nel 2023. Una storia durata oltre due anni, iniziata quando Kimi non aveva ancora raggiunto la Formula 1. A febbraio è stata proprio Eliska ad annunciare sui social la separazione, spiegando che entrambi avevano attraversato un periodo di incertezza sul futuro della relazione.

Poi è arrivata l’estate e, con lei, Suami Di Tavi. Il settimanale Chi ha fotografato Antonelli in sua compagnia prima in Costa Smeralda e successivamente a Portofino, dove i due hanno trascorso del tempo insieme anche all’Hotel Splendido.

Suami studia all’Università Cattolica di Milano e non appartiene al mondo dello spettacolo. Le fotografie delle vacanze hanno acceso i riflettori sulla loro frequentazione e trasformato la studentessa milanese in uno dei nomi più cercati dai curiosi della vita privata del campione. Dopo una storia importante con una ragazza che condivideva la passione per i kart, Kimi ha dunque trascorso parte dell’estate accanto a una giovane lontana dal mondo delle corse.

La prima casa a San Marino, progettata con mamma Veronica

A vent’anni, con una carriera milionaria già avviata, Antonelli avrebbe potuto scegliere Montecarlo, come tanti colleghi della Formula 1. Invece ha preferito San Marino, dove ha comprato la sua prima casa.

In un’intervista concessa a Forbes Italia nel luglio 2026, Kimi ha raccontato che l’acquisto rappresenta una delle soddisfazioni personali più importanti che si sia concesso grazie ai successi sportivi. A occuparsi del progetto, compresi i rendering dell’abitazione, è stata mamma Veronica.

San Marino gli permette di restare vicino a Bologna, la città dove è nato il 25 agosto 2006 e dove ha trascorso l’infanzia. A ottobre sono circolate indiscrezioni su un possibile trasferimento nel Principato di Monaco, ma papà Marco le ha smentite: la famiglia vive bene a San Marino e non ha in programma di cambiare.

Il giovane campione frequenta anche i locali della Repubblica del Titano. Tra i suoi punti di ritrovo c’è il Rose ‘n Bowl, dove può pranzare, ascoltare musica e giocare a bowling con gli amici. Un passatempo decisamente più tranquillo rispetto ai sorpassi a trecento all’ora.

Papà Marco, mamma Veronica e Maggie: una famiglia cresciuta tra i motori

In casa Antonelli la passione per le corse precede di parecchio la nascita di Kimi. Marco Antonelli, il padre, ha gareggiato nelle competizioni automobilistiche Gran Turismo e ha fondato una propria squadra, oggi conosciuta come AKM Motorsport.

Veronica Pomaro, la madre, lavorava alle Poste prima di entrare nell’attività automobilistica di famiglia. Oggi contribuisce alla gestione della squadra e segue da vicino la carriera del figlio.

Kimi ha anche una sorella minore, Maggie, con la quale mantiene un rapporto affettuoso. Le fotografie che li ritraggono insieme nel paddock, anche durante il fine settimana messicano, raccontano un legame che il successo internazionale non ha cancellato.

A Forbes, quando gli hanno chiesto chi fossero i suoi idoli, Antonelli non ha esitato: prima ancora dei grandi campioni dello sport ha indicato suo padre e sua madre.

E il rapporto con i soldi riflette proprio l’educazione familiare. Kimi ha raccontato che i genitori gli hanno insegnato a non sprecare denaro e a destinare risorse anche a iniziative benefiche. Una filosofia piuttosto insolita nell’immaginario dei giovani milionari dello sport.

Sinner, Valentino Rossi e Furlani: gli amici del campione

La cerchia delle amicizie di Antonelli comprende nomi che farebbero invidia a qualsiasi appassionato di sport.

Con Jannik Sinner il rapporto è nato durante le ATP Finals di Torino del novembre 2025. I due hanno scoperto una sintonia che è proseguita tra incontri, cene e momenti di vacanza. Dopo il successo a Indian Wells, il tennista altoatesino ha dedicato all’amico un messaggio scritto sulla telecamera: «Grande Kimi!».

Tra gli amici c’è anche Mattia Furlani, talento dell’atletica italiana specializzato nel salto in lungo. E poi Valentino Rossi, con il quale Antonelli ha condiviso la passione per i simulatori di guida online. Il loro rapporto dimostra che le amicizie del pilota non seguono necessariamente le distinzioni tra automobilismo e motociclismo.

Con Marco Bezzecchi, protagonista della MotoGP, condivide invece una frequentazione che nasce dalla comune passione per le competizioni motoristiche.

Ma Kimi conserva anche i legami con gli ex compagni di scuola. Prima che la notorietà rendesse complicato passare inosservato, usciva con loro nei locali e nelle piste da bowling della provincia bolognese.

A scuola prendeva otto, ma la matematica era il suo incubo

Chi immagina che un ragazzo capace di interpretare telemetrie, traiettorie e strategie di gara debba necessariamente adorare la matematica rimarrà deluso. La matematica è sempre stata la materia meno amata da Antonelli. Al contrario, eccelleva in inglese, tanto che i compagni di classe si affidavano spesso a lui.

Ha frequentato l’istituto Gaetano Salvemini di Casalecchio di Reno, indirizzo Relazioni internazionali e marketing. Quando gli impegni sportivi hanno cominciato a moltiplicarsi, si è presentato personalmente dal preside per spiegare le difficoltà di conciliare scuola e circuiti.

Nonostante le assenze legate alle gare, ha mantenuto una media scolastica superiore all’otto e ha continuato a studiare anche durante le trasferte.

Nel giugno 2025 ha affrontato l’esame di maturità, scegliendo il tema sul rispetto. E ha trovato persino il tempo di scherzare sulle proprie difficoltà in matematica, raccontando di aver chiesto aiuto al compagno di squadra George Russell.

Nello stesso periodo ha ottenuto anche la patente di guida: una curiosa inversione delle priorità per un ragazzo che sapeva già guidare una Formula 1 prima di avere il documento per circolare sulle strade.

Il nome Kimi non c’entra con Räikkönen. E da bambino entrò nel paddock nascosto tra le gomme

Il suo secondo nome sembra un omaggio perfetto a Kimi Räikkönen, il finlandese campione del mondo con la Ferrari nel 2007. E invece non c’entra nulla.

A suggerirlo fu Enrico Bertaggia, ex pilota e amico di famiglia, che trovava particolarmente riuscito l’accostamento tra Andrea, Kimi e Antonelli. Mamma Veronica aveva scelto Andrea, papà Marco accolse il suggerimento per il secondo nome.

Tra gli aneddoti più divertenti dell’infanzia ce n’è uno che sembra uscito da una commedia. Nel 2014, durante una trasferta a Hockenheim, Kimi aveva sette anni e voleva entrare nel paddock insieme al padre. Ma era troppo piccolo e le regole non lo consentivano. Marco trovò una soluzione decisamente creativa: lo nascose all’interno di una pila di pneumatici sistemata su un carrello e riuscì così a portarlo con sé.

Un episodio che oggi fa sorridere, soprattutto pensando che quel bambino sarebbe diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.

Tagliatelle, tennis, modellismo e una collana che non abbandona mai

Quando non guida, Antonelli ama il tennis, il modellismo, i simulatori e le serate con gli amici. Ascolta musica e segue anche piccoli rituali prima delle gare: tra i brani che lo accompagnano figura Can’t Hold Us di Macklemore.

Il suo rapporto con Bologna passa anche attraverso la cucina. Dopo il primo successo in Cina, mamma Veronica lo ha accolto preparando gramigna al ragù, mentre il piatto preferito del figlio rimangono le tagliatelle.

Ci sono poi gli oggetti ai quali attribuisce un valore sentimentale. Porta con sé un ciondolo tramandato dal nonno al padre Marco e poi a lui, oltre a una collanina a forma di coda di balena che Veronica gli ha regalato in occasione dell’esordio in Formula 1.

Il suo idolo automobilistico è Ayrton Senna. Antonelli ha scelto il numero 12 proprio per ricordare il pilota brasiliano, che ammirava attraverso le vecchie registrazioni delle sue gare.

Fuori dal mondo dei motori guarda invece a figure come Michael Jordan, Muhammad Ali e Michael Phelps, atleti che hanno segnato la storia delle rispettive discipline.

Quanto guadagna Kimi Antonelli? Milioni di euro, ma niente cifre ufficiali

Il successo ha cambiato anche le dimensioni economiche della vita del pilota. Le cifre contrattuali non sono pubbliche, ma alcune stime giornalistiche indicano per il 2026 un compenso base nell’ordine dei 3 milioni di euro, al quale si aggiungerebbero bonus legati ai risultati e accordi commerciali.

Vanity Fair, citando elaborazioni economiche attribuite a Forbes, ha prospettato introiti complessivi legati all’attività sportiva nell’ordine dei 12 milioni di euro per la stagione, prima di considerare ulteriori sponsorizzazioni.

A colpire, però, è soprattutto il modo in cui Antonelli racconta il denaro. Nell’intervista a Forbes ha spiegato di volerlo amministrare con attenzione e di preferire spese che abbiano un significato, anziché acquistare oggetti soltanto per dimostrare di poterseli permettere. La prima casa, costruita attorno alle idee e ai progetti della madre, sembra rappresentare perfettamente questa scelta.