Garlasco, Sempio e Marco Poggi, il presunto legame intimo: gli audio in Procura riaprono il caso di Chiara Poggi (VIDEO)

Marco Poggi, Alberto Stasi, Andrea Sempio

Garlasco, Sempio e Marco Poggi, il presunto legame intimo: gli audio in Procura riaprono il caso di Chiara Poggi. Il delitto di Garlasco torna a muoversi su un terreno scivoloso, dove indagini giudiziarie e narrazione mediatica rischiano di intrecciarsi pericolosamente. Due ore di registrazioni audio sono state depositate alla Procura Generale di Milano e, secondo quanto emerge, conterrebbero elementi «suscettibili di assumere rilievo» nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007.

Il materiale, di cui aveva già parlato in televisione la criminologa Roberta Bruzzone, è stato allegato a un esposto presentato dalla giornalista Chiara Ingrosso, assistita da un team legale romano. Non si tratta solo di registrazioni: nel fascicolo compaiono anche screenshot e documenti raccolti durante un lavoro d’inchiesta che ora punta a mettere in discussione la solidità di alcune testimonianze e, soprattutto, la linearità del racconto costruito negli anni attorno al caso.

Audio e presunte interferenze: il nuovo fronte dell’inchiesta Garlasco

Secondo quanto riportato nell’esposto, gli audio farebbero riferimento a possibili interferenze esterne, tentativi di pressione e costruzione di narrazioni mirate a orientare sia l’opinione pubblica sia, potenzialmente, l’attività investigativa. Un’accusa pesante, che se confermata aprirebbe un ulteriore livello di complessità in un’indagine già segnata da anni di controversie.

Il documento solleva dubbi anche su alcuni testimoni chiave e su piste che, nel tempo, hanno coinvolto persone vicine alla famiglia Poggi, come Stefania Cappa. Tra gli episodi citati torna quello della presunta borsa gettata in un canale a Tormello, poi rivelatosi privo di riscontri dopo il drenaggio delle acque. Un dettaglio che, nell’economia dell’esposto, viene indicato come esempio di possibili costruzioni investigative o mediatiche non fondate.

Dal punto di vista procedurale, la Procura Generale di Milano potrebbe intervenire solo in presenza di specifiche condizioni, come un’eventuale inerzia da parte della Procura competente. In alternativa, qualora emergessero ipotesi di reato, il fascicolo verrebbe trasmesso all’ufficio territorialmente competente. Al momento, tuttavia, non risulta ancora una presa in carico ufficiale del materiale depositato.

Garlasco, Sempio e Marco Poggi, il presunto legame intimo: gli audio in Procura

Tra i contenuti più discussi dell’esposto c’è il tentativo di accreditare un presunto rapporto intimo tra Marco Poggi, fratello della vittima, e Andrea Sempio, oggi indagato nella nuova inchiesta. Un’ipotesi che ha immediatamente sollevato reazioni durissime.

Durante una puntata della trasmissione Quarto Grado, Bruzzone ha definito questo passaggio «uno dei più agghiaccianti», distinguendo nettamente tra legittimi stimoli investigativi e la costruzione di una narrazione finalizzata a creare un movente. «Crea uno scenario inconcepibile», ha dichiarato, sottolineando come una simile ipotesi coinvolgerebbe in modo ingiustificato il fratello della vittima.

La smentita è arrivata anche dal legale di Sempio, che ha parlato di un assistito «basito» di fronte a ricostruzioni ritenute infondate. Un elemento che, al momento, resta privo di riscontri e che rischia di alimentare più polemiche che elementi utili all’accertamento della verità.

Scontro legale e accuse incrociate: il ruolo di De Rensis

Nel mirino dell’esposto finisce anche l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Secondo le accuse, De Rensis avrebbe cercato di orientare contenuti televisivi con l’obiettivo di incidere indirettamente sull’andamento delle indagini.

Il legale, dal canto suo, avrebbe già manifestato l’intenzione di procedere con una denuncia nei confronti della giornalista autrice dell’esposto. A difesa di quest’ultima è intervenuta l’avvocata Serena Gasperini, che ha ribadito la correttezza del lavoro svolto.

In questo scenario, il caso Garlasco si conferma una vicenda ancora lontana da una chiusura definitiva sul piano mediatico e giudiziario. Le nuove carte depositate a Milano potrebbero aprire sviluppi rilevanti, ma anche alimentare ulteriori tensioni tra accusa, difesa e informazione.