I dati personali sono diventati una merce. E tra le più richieste sul mercato globale c’è proprio l’identità italiana. Sul dark web, la parte sommersa e illegale di Internet, un passaporto italiano può arrivare a costare fino a 1500 dollari, uno dei prezzi più alti al mondo, alla pari con quello tedesco.
A rivelarlo è il “Dark Web Market Study” condotto dalle società di sicurezza informatica NordVPN e NordStellar, che fotografa un mercato nero sempre più strutturato e competitivo. Non si tratta solo di numeri: è la misura concreta del valore che i nostri dati hanno per i criminali digitali.
Dark web e documenti italiani: quanto valgono davvero i nostri dati
Il valore cambia a seconda del formato. Una copia digitale di un passaporto italiano costa circa 35 dollari, mentre una carta di identità digitale si aggira sui 31 dollari. Prezzi relativamente bassi, che collocano l’Italia al settimo posto mondiale, ma che riflettono la facilità con cui questi dati possono essere scambiati e utilizzati.
Diverso il discorso per i documenti fisici, originali o riprodotti con tecniche sofisticate come ologrammi e filigrane. In questi casi i prezzi salgono in modo significativo. Un passaporto italiano raggiunge i 1500 dollari, mentre una carta di identità arriva a 1800 dollari, seconda solo a quella tedesca. Un dato che posiziona l’Italia tra i Paesi più “appetibili” per i traffici illegali.
Il motivo è semplice: un documento europeo consente di muoversi con maggiore libertà e di accedere a servizi e sistemi con controlli meno stringenti rispetto ad altre aree del mondo.
Non solo documenti: nel mirino anche criptovalute e conti online
Il business non si ferma ai documenti. I cybercriminali puntano sempre più spesso anche agli account finanziari, in particolare quelli legati alle criptovalute. Un account italiano su piattaforme di scambio può valere circa 160 dollari, una cifra nettamente superiore ai 14 dollari necessari per ottenere i dati di una carta Visa.
La ragione sta nell’anonimato e nella difficoltà di tracciamento delle transazioni in criptovalute. Spostare denaro tra wallet digitali è molto più complesso da monitorare rispetto ai circuiti bancari tradizionali, rendendo questi account particolarmente appetibili per chi opera nel mercato illegale.
In questo scenario, i dati personali non sono più soltanto informazioni, ma strumenti operativi per compiere frodi, riciclaggio e attività criminali su scala internazionale.
Il valore nascosto dell’identità digitale
Il dato più significativo è forse un altro: non si tratta più di episodi isolati, ma di un vero e proprio mercato strutturato. Sul dark web circolano pacchetti completi di identità, comprensivi di nome, cognome, numeri di documento, indirizzi e accessi a servizi online.
Un ecosistema in cui l’identità digitale diventa una chiave d’accesso per entrare in sistemi, aprire conti, effettuare transazioni o costruire false identità. E più un documento è riconosciuto e affidabile a livello internazionale, più aumenta il suo valore.
Il fatto che i documenti italiani siano tra i più costosi al mondo non è quindi un primato di cui vantarsi. È piuttosto il segnale di quanto siano esposti e ricercati, e di quanto il confine tra sicurezza personale e vulnerabilità digitale sia sempre più sottile.







