Garlasco: “Sempio unico colpevole”, la Procura ribalta il verdetto, crolla il castello di carte, spariscono Stasi e gli ignoti

Andrea Sempio

Garlasco: “Sempio unico colpevole”. Nel caso Garlasco arriva la svolta più pesante da quando la Procura di Pavia ha riaperto il fascicolo sul delitto di Chiara Poggi. Andrea Sempio non è più indicato come possibile concorrente con ignoti o con Alberto Stasi. Nella nuova formulazione dell’accusa, contenuta nell’invito a comparire per l’interrogatorio fissato il 6 maggio, Sempio viene descritto come l’unico autore dell’omicidio.

È un cambio di prospettiva enorme. Perché fino a ieri l’inchiesta si muoveva dentro una formula complessa, quasi obbligata dalla presenza di una condanna definitiva già esistente: quella di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara, condannato a 16 anni. Ora invece la Procura sembra imboccare una strada molto più netta: il delitto sarebbe stato commesso da una sola persona. E quella persona, secondo i magistrati pavesi, sarebbe Andrea Sempio.

Garlasco, la nuova accusa contro Andrea Sempio

Nell’atto notificato all’indagato non compaiono più né ignoti né Stasi. Sempio deve difendersi da un’accusa di omicidio aggravato dalle sevizie e dai futili motivi. Due aggravanti pesanti, che rendono ancora più duro il quadro accusatorio.

Secondo questa impostazione, Chiara Poggi sarebbe stata colpita più volte al capo e al volto, subendo sofferenze ulteriori rispetto alla condotta necessaria a provocarne la morte. Le sevizie, sul piano giuridico, indicano proprio atti idonei a causare sofferenze aggiuntive e gratuite. I futili motivi, invece, rimandano a una ragione banale, sproporzionata o comunque inadeguata rispetto alla gravità del gesto.

La Procura, dunque, non si limita più a dire che Sempio sarebbe entrato nella scena del crimine. Dice qualcosa di molto più forte: avrebbe agito da solo, avrebbe ucciso da solo e lo avrebbe fatto con modalità aggravate.

Il nodo Stasi e la revisione del processo

Questa nuova accusa apre inevitabilmente il capitolo Alberto Stasi. Perché una cosa è sostenere un concorso con l’uomo già condannato; altra cosa è indicare Sempio come unico autore del delitto. Se questa impostazione dovesse reggere, la condanna definitiva di Stasi entrerebbe in rotta di collisione con la nuova ricostruzione della Procura di Pavia.

Non a caso, proprio la Procura pavese ha chiesto alla Procura generale di Milano di valutare la possibilità di una revisione del processo a Stasi. Ma sarà un percorso lungo, tecnico e tutt’altro che automatico. La sentenza definitiva resta valida fino a quando una Corte non la rimette formalmente in discussione.

Il paradosso è tutto qui: oggi esiste una verità giudiziaria che indica Stasi come responsabile dell’omicidio, mentre la nuova indagine sembra puntare su Sempio come unico assassino. Due ricostruzioni incompatibili, destinate prima o poi a confrontarsi nelle aule di giustizia.

Garlasco: “Sempio unico colpevole”: dna, impronta 33 e scontrino

Il quadro accusatorio contro Sempio si fonda su diversi elementi. Il primo è la perizia genetica della dottoressa Denise Albani, che indica una compatibilità tra la linea paterna di Sempio e la traccia genetica trovata sotto le unghie di Chiara Poggi. Un dato importante, ma non granitico: resta infatti impossibile stabilire con certezza se quella traccia derivi da contatto diretto, trasferimento o contaminazione.

Poi c’è l’impronta 33, una delle tracce più discusse dell’intero caso Garlasco. Secondo una consulenza della Procura, sarebbe compatibile con Sempio e si troverebbe sul muro della scala dove venne ritrovato il corpo di Chiara. Ma anche questo elemento è contestato: dalla difesa dell’indagato e persino dai consulenti della famiglia Poggi.

Infine c’è lo scontrino del parcheggio di Vigevano, che secondo gli inquirenti non costituirebbe un alibi valido. Anche qui, però, la battaglia sarà tutta processuale: tempi, spostamenti, compatibilità degli orari e reale capacità dello scontrino di collocare Sempio lontano dalla villetta.

La difesa: “Convocato senza conoscere gli atti”

Andrea Sempio potrà presentarsi il 6 maggio davanti ai magistrati, ma potrebbe anche scegliere di non rispondere. La difesa, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, sottolinea un punto: è la seconda convocazione dall’inizio dell’inchiesta, ma gli atti non sono ancora stati depositati.

“Stiamo valutando i passi più opportuni per la nostra strategia difensiva”, ha spiegato Taccia, ricordando che il fascicolo completo sarà disponibile solo con la chiusura delle indagini.

L’indagine che ribalta la sentenza

È un passaggio decisivo. Perché la nuova accusa è fortissima, ma dovrà reggere davanti alla difesa, ai consulenti e, se si arriverà al rinvio a giudizio, a un processo vero. Dopo quasi diciannove anni, non basterà una ricostruzione suggestiva. Serviranno prove solide, coerenti e capaci di superare il peso enorme di una sentenza definitiva già pronunciata contro un altro uomo.

Il caso Garlasco entra così nella sua fase più esplosiva. La Procura di Pavia sembra aver scelto una linea netta: Sempio solo, senza Stasi e senza ignoti. Ma proprio questa scelta rende il caso ancora più delicato. Perché se Sempio fosse l’unico assassino, allora tutto ciò che è stato deciso su Stasi dovrebbe essere riscritto. E riscrivere Garlasco, dopo diciannove anni, significa riaprire una delle ferite giudiziarie più profonde della cronaca italiana.