Il delitto di Garlasco si avvicina a un passaggio decisivo. La chiusura delle indagini della Procura di Pavia è attesa per la fine di settembre e, secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, il nuovo fascicolo sull’omicidio di Chiara Poggi conterrebbe un quadro indiziario che gli inquirenti considerano ormai sufficientemente solido nei confronti di Andrea Sempio.
Il punto di svolta dovrebbe essere il deposito dell’avviso di conclusione delle indagini, il cosiddetto 415 bis, nel quale confluiranno le consulenze scientifiche e gli accertamenti svolti dopo la riapertura del caso. Soltanto successivamente la Procura dovrà decidere formalmente se chiedere il rinvio a giudizio di Sempio, che resta innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
Sul tavolo, però, non c’è soltanto il destino dell’attuale indagato. Parallelamente continua infatti il lavoro sulla posizione di Alberto Stasi, condannato definitivamente per l’omicidio e oggi affidato in prova ai servizi sociali. Due percorsi giudiziari distinti che potrebbero finire per cambiare completamente la storia processuale di uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent’anni.
I 21 indizi che la Procura avrebbe raccolto contro Andrea Sempio
Secondo la ricostruzione della giornalista Rita Cavallaro, sarebbero 21 gli indizi entrati nel nuovo quadro accusatorio contro Andrea Sempio. Non ci sarebbe una singola prova indicata come decisiva, ma un insieme di elementi che gli investigatori riterrebbero «gravi, precisi e concordanti» e quindi suscettibili di essere sottoposti alla valutazione di un giudice.
Tra questi figurano alcuni degli aspetti sui quali si è concentrata maggiormente la nuova inchiesta: il Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, l’impronta 33 individuata sul muro delle scale che conducono alla cantina dove venne trovato il corpo e la controversa vicenda dello scontrino del parcheggio di Vigevano utilizzato da Sempio per sostenere di trovarsi lontano dalla villetta la mattina del 13 agosto 2007.
La Procura avrebbe inoltre attribuito importanza alle intercettazioni e ai cosiddetti «soliloqui», le conversazioni di Sempio registrate mentre si trovava da solo. In una di queste avrebbe fatto riferimento ai video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, citando un particolare che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe assumere rilievo per comprendere se e come fosse venuto a conoscenza del loro contenuto.
Più delicata è la questione del possibile movente. L’ipotesi di un interesse di Sempio per Chiara, di un tentativo di approccio e di un successivo rifiuto appartiene alla ricostruzione investigativa e dovrà eventualmente essere dimostrata nel processo. Allo stato attuale non può quindi essere presentata come un fatto accertato.
Andrea Sempio verso la richiesta di rinvio a giudizio
La chiusura delle indagini non equivale automaticamente a una richiesta di processo, ma le indicazioni che emergono dal lavoro svolto a Pavia rendono questa prospettiva sempre più concreta.
«Sono ben 21 gli indizi contro l’attuale indagato, ritenuti parte integrante del quadro accusatorio, pronti a essere portati davanti al giudice», ha spiegato Cavallaro. Secondo la giornalista, l’orientamento sarebbe quello di chiedere il rinvio a giudizio per arrivare a un dibattimento nel quale verificare la tenuta complessiva della nuova ricostruzione.
Sarà quello il momento nel quale le consulenze e gli elementi raccolti dalla Procura dovranno confrontarsi con le contestazioni della difesa. Sempio ha sempre respinto ogni coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi e la riapertura dell’indagine non modifica il principio fondamentale della presunzione di innocenza.
Il destino di Alberto Stasi corre su un binario parallelo
Il secondo fronte riguarda Alberto Stasi. L’ex fidanzato di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva nel 2015 e ha scontato oltre dieci anni di carcere prima di ottenere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Una revisione della sentenza rappresenterebbe dunque un procedimento autonomo rispetto all’eventuale processo a Sempio.
L’istanza potrebbe essere presentata direttamente dai difensori di Stasi, ma resta aperta anche la possibilità di un’iniziativa della Procura generale di Milano. La procuratrice generale Francesca Nanni sta infatti esaminando il materiale trasmesso dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone per verificare se esistano i presupposti giuridici necessari per chiedere la revisione.
È qui che i due percorsi inevitabilmente si sfiorano. Se Pavia ritiene di avere raccolto elementi sufficienti per sostenere un’accusa nei confronti di Sempio e, contemporaneamente, quegli stessi accertamenti mettono in discussione parti essenziali della ricostruzione che portò alla condanna di Stasi, il caso Garlasco potrebbe presto aprire due fronti giudiziari paralleli.
La prima scadenza resta la chiusura delle indagini su Andrea Sempio prevista per la fine di settembre. Solo allora sarà possibile conoscere nella sua completezza il nuovo impianto accusatorio e capire quali dei numerosi elementi raccolti dalla Procura di Pavia saranno effettivamente utilizzati per chiedere un nuovo processo sull’omicidio di Chiara Poggi.







