Sconto diesel prorogato fino al 5 settembre: il governo tassa le big dell’energia per coprire la manovra

Benzina – IPA @lacapitalenews

Via libera dal Consiglio dei ministri alla proroga del taglio delle accise sul diesel. Lo sconto, previsto da oggi e fino al 5 settembre prossimo, vale sempre 17 centesimi al litro. Nessun bonus, invece, per la verde. Per il 16esimo giorno consecutivo anche oggi si segnalano aumenti che già riducono l’effettiva valenza dello sconto applicato al distributore.

Il prezzo medio della benzina sulla rete stradale è di 2,015 euro al litro (in crescita rispetto ai 2,010 di ieri), mentre sulle autostrade è 2,091 euro al litro (in crescita rispetto ai 2,088 di ieri). La provincia dove il prezzo medio giornaliero stradale è più elevato è Bolzano, seguita da Trieste e Crotone. È invece a Sondrio che il prezzo medio giornaliero stradale è più basso, poi vengono Biella e Asti.

Il prezzo medio del gasolio sulla rete stradale è invece di 2,136 euro al litro (in crescita rispetto ai 2,131 di ieri), mentre sulle autostrade è di 2,207 euro al litro (in crescita rispetto ai 2,204 di ieri). La provincia dove il prezzo medio è più elevato è Trieste, seguita da Bolzano e Nuoro. È invece a Sondrio che il prezzo medio giornaliero è più basso, poi vengono Rovigo e Vercelli.

La nuova manovra del Governo e le risorse

Per finanziare questa proroga e incrementare gli aiuti al settore dell’autotrasporto, il governo ha messo a punto una manovra da circa 130 milioni di euro. In mancanza di un accordo a livello europeo sugli extraprofitti, respinto nei giorni scorsi da Bruxelles, l’esecutivo ha scelto di percorrere una strada nazionale chiedendo un anticipo d’imposta del 39% sugli utili distribuiti e già deliberati ai colossi dell’energia.

La misura si applica esclusivamente ai grandi gruppi del settore con ricavi superiori ai 20 miliardi di euro (secondo il bilancio 2025) attivi nella filiera del petrolio, del gas e dell’energia elettrica. Oltre all’anticipo del 39%, è stata disposta un’anticipazione della ritenuta sui dividendi con un’aliquota del 26% sia sulle cedole che sulle azioni depositate presso Monte Titoli. Questi versamenti dovranno essere effettuati entro il 30 novembre di ogni anno, configurando un prelievo che assume caratteristiche a regime e non solo emergenziali. Le somme anticipate si trasformeranno in crediti d’imposta compensabili, che non concorreranno alla formazione del reddito.

Stretta sui concessionari del gioco pubblico

A completare la copertura finanziaria concorre una pesante stretta fiscale sui concessionari del gioco pubblico. Il decreto stabilisce infatti che le spese per le sponsorizzazioni di eventi sportivi e attività di comunicazione informativa – precedentemente consentite dall’Antitrust – non saranno più in alcun modo deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap. Inoltre, i versamenti obbligatori dei concessionari al Fondo per il contrasto della ludopatia (fino a 1 milione di euro all’anno) vengono riclassificati come spese di rappresentanza, limitandone drasticamente la deducibilità (pari ad appena l’1,5% per le imprese con ricavi entro i 10 milioni di euro). Queste entrate andranno a rifinanziare il Fondo di politica economica.

Da marzo, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente che ha scatenato gli aumenti dei carburanti, quello firmato ieri dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è l’undicesimo decreto emergenziale. Gli sconti ai distributori, compresi gli interventi a favore degli autotrasportatori, sono costati allo Stato complessivamente 2 miliardi e 538 milioni di euro.

Consumi record e rincari record: il divario Nord-Sud

Il costo del rincaro estivo dei carburanti è stato pesantissimo per le famiglie italiane. Secondo i calcoli dell’Ufficio economico di Confesercenti, tra luglio e agosto gli italiani hanno pagato ben 1,8 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, segnando un incremento del 21% a fronte di una domanda massiccia legata agli spostamenti per le vacanze.

Da febbraio il prezzo del gasolio è cresciuto ovunque tra i 40 e i 45 centesimi al litro. L’aumento non è stato però omogeneo: i rincari più pesanti si registrano al Sud, guidati dalla Sicilia (+45,5 centesimi), seguita da Campania (+45,3 centesimi) e Puglia (+45,2 centesimi). Costi lievemente più contenuti si sono registrati invece in Valle d’Aosta (+39,7 centesimi) e nella provincia di Trento (+40,7 centesimi).

Per la benzina l’incremento si attesta tra i 34 e i 37 centesimi, con la Puglia in cima alla classifica dei rincari (+37,5 centesimi), seguita da Friuli-Venezia Giulia (+37,3 centesimi) e Toscana (+37,2 centesimi), mentre in coda si confermano Valle d’Aosta (+34 centesimi) e provincia di Trento (+34,3 centesimi).

Le tensioni politiche nella maggioranza e le critiche delle opposizioni

La decisione di tassare i colossi dell’energia ha riacceso le storiche frizioni all’interno della coalizione di governo. Se la Lega di Matteo Salvini spinge con forza per un contributo da parte di banche ed energetici, Forza Italia si è dichiarata fermamente opposta per bocca del vicepremier Antonio Tajani, che ha ribadito il suo netto rifiuto a nuove imposte a carico delle imprese. Dall’opposizione, la segretaria del PD Elly Schlein continua invece a chiedere una tassazione strutturale e complessiva sugli extraprofitti.

Al contempo, le associazioni dei consumatori esprimono forte insoddisfazione: Federconsumatori e UNC hanno bollato il taglio temporaneo come “un bicchiere d’acqua per spegnere un incendio“, invocando riforme ben più profonde. Critiche sono arrivate anche dal Codacons che chiede interventi strutturali, di lungo periodo, a tutela di famiglie ed imprese.

Autotrasporto: i fondi ci sono ma la burocrazia li blocca

Insieme alla proroga sulle accise, il Consiglio dei ministri ha stanziato altri 22,1 milioni di euro a favore dell’autotrasporto, portando lo stanziamento totale per il periodo marzo-agosto 2026 a 386,2 milioni di euro. Il bonus riconosce alle imprese con mezzi superiori alle 7,5 tonnellate un credito d’imposta fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio commerciale, calcolata rispetto ai prezzi medi di febbraio 2026. Tuttavia, l’erogazione è attualmente bloccata: manca il decreto direttoriale del ministero delle Infrastrutture (su parere del Mef) per sbloccare la piattaforma informatica della Sogei, che dovrebbe consentire l’invio delle domande solo tra il 1° e il 15 settembre.