Grazia a Nicole Minetti, spunta il legame Epstein-Cipriani: feste al Gin Tonic e nuove ombre sull’istruttoria

Nicole Minetti – IPA

Il caso della grazia a Nicole Minetti si arricchisce di un nuovo capitolo, forse il più imbarazzante sul piano politico e istituzionale. Dopo le ombre sull’adozione del minore, sulle cure negli Stati Uniti e sulle presunte incongruenze contenute nell’istanza di clemenza, ora torna al centro il nome di Giuseppe Cipriani, compagno dell’ex consigliera regionale, e il suo presunto legame con Jeffrey Epstein.

Secondo quanto riportato da Montevideo Portal, sulla base dei documenti relativi agli archivi Epstein, l’imprenditore italiano risulterebbe tra i nomi emersi nei fascicoli collegati al finanziere americano condannato per reati sessuali. Il punto, come precisano gli stessi media uruguaiani, non è attribuire automaticamente responsabilità penali a tutte le persone citate nei documenti, ma ricostruire la rete di rapporti, incontri e contatti che ruotava attorno a Jeffrey Epstein.

Grazia Nicole Minetti, il legame Epstein-Cipriani riapre il caso

Il nome di Giuseppe Cipriani emerge in relazione agli ambienti frequentati da Epstein e alle attività imprenditoriali dell’italiano, molto noto in Uruguay per i suoi investimenti nel settore alberghiero. Secondo Montevideo Portal, Epstein sarebbe comparso in fotografie scattate in proprietà legate alla galassia Cipriani, tra cui il Cipriani Wall Street di New York.

Ma il passaggio più delicato riguarda Punta del Este. Epstein si sarebbe recato almeno due volte nella località uruguaiana, dove si trova anche la tenuta Gin Tonic di La Barra, riconducibile a Cipriani. In quegli stessi anni, secondo le ricostruzioni citate, Naomi Campbell avrebbe trascorso quindici giorni nella tenuta, dopo aver partecipato in diverse occasioni a feste con Jeffrey Epstein.

Il quadro diventa ancora più scivoloso quando si passa dalle frequentazioni agli eventi nella villa. Secondo quanto riportato, nella tenuta Gin Tonic si sarebbero svolte feste con la presenza di modelle argentine e uruguaiane e, presumibilmente, con servizi sessuali offerti ad alcuni ospiti.

Le feste al Gin Tonic e il ruolo attribuito a Nicole Minetti

È qui che la vicenda Cipriani si intreccia direttamente con il caso Minetti. Le testimonianze raccolte in Uruguay parlano di serate nella villa Gin Tonic in cui Nicole Minetti avrebbe avuto un ruolo attivo nella selezione delle escort. La frase attribuita all’ex igienista dentale, “Esta chica me gusta, esta no”, è diventata uno degli elementi più forti e più discussi dell’intero dossier.

Si tratta di accuse da maneggiare con cautela, ma che assumono un peso particolare perché arrivano mentre il Quirinale ha già chiesto al Ministero della Giustizia verifiche urgenti sugli elementi alla base della grazia. La domanda, a questo punto, non riguarda soltanto la vita privata di Minetti o i rapporti di Cipriani. Riguarda la completezza dell’istruttoria che ha portato alla concessione della clemenza.

Se documenti pubblici, articoli locali e riscontri internazionali avevano già fatto emergere ombre su Cipriani, Epstein e la tenuta Gin Tonic, perché questi elementi non sarebbero stati valutati prima dell’invio degli atti al Colle?

Il nodo dell’ambasciata e le verifiche mancate

Il punto più delicato resta il ruolo delle istituzioni. La grazia è stata concessa dal presidente della Repubblica su proposta favorevole del Ministero della Giustizia. Il Quirinale, per prassi, non svolge indagini autonome: decide sulla base del fascicolo istruito dagli organi competenti.

Proprio per questo oggi la domanda si sposta a monte. L’ambasciata italiana in Uruguay ha fornito tutte le informazioni utili? Il Ministero della Giustizia ha verificato a fondo il contesto in cui vivevano Minetti e Cipriani? Sono stati esaminati i profili pubblici emersi dagli archivi Epstein e dalle ricostruzioni della stampa uruguaiana?

Il caso Minetti non è più soltanto una polemica sulla clemenza concessa a una ex protagonista della stagione berlusconiana. Sta diventando un problema di procedura, di controlli e di responsabilità istituzionale. Perché se la grazia è stata motivata da ragioni umanitarie, ogni elemento capace di mettere in discussione il quadro personale, familiare e sociale presentato nell’istanza diventa rilevante.

Ora il Ministero dovrà rispondere. E dovrà farlo su più fronti: il minore, l’adozione, le cure, la madre biologica scomparsa, le feste al Gin Tonic, il ruolo attribuito a Minetti e i rapporti di Cipriani con ambienti in cui compare anche il nome di Epstein.

Il rischio, per le istituzioni, è che la vicenda non venga più percepita come un errore di valutazione, ma come una clamorosa sottovalutazione. E nel caso di una grazia presidenziale, la differenza non è piccola.