La famiglia del bosco cambia strategia: arriva Simone Pillon dopo il nuovo no del Tribunale sui bambini in casa famiglia

la famiglia nel bosco

La famiglia del bosco cambia campo, cambia linea e cambia avvocato. Accade proprio nel giorno in cui il Tribunale per i minorenni respinge il ricorso contro l’allontanamento della madre dalla casa famiglia, dopo che la Corte d’Appello si era dichiarata incompetente a decidere. I bambini restano dunque nella struttura, mentre Catherine Birmingham e Nathan Trevallion decidono di archiviare la fase difensiva affidata finora a Marco Femminella e Danila Solinas per puntare su un nome molto più politico e mediatico: Simone Pillon.

La decisione arriva dopo sei mesi di separazione dai figli e dopo una nuova valutazione dei giudici, durissima nei confronti della madre. Nel provvedimento si legge che, “allo stato”, emerge “l’influenza altamente perniciosa della madre sulla serenità e sull’equilibrio psichico dei figli”. Una frase pesante, che conferma il quadro di forte preoccupazione attorno alla vicenda familiare e rende ancora più delicata la nuova fase giudiziaria.

L’arrivo di Pillon e il cambio di passo

La scelta di Simone Pillon non è neutra. Ex senatore leghista, promotore dei Family day e volto storico delle battaglie più tradizionaliste su famiglia, maternità e diritti civili, Pillon porta con sé una visione molto riconoscibile e una forte esposizione pubblica. Non è soltanto un avvocato: è un simbolo politico. E infatti il suo ingresso nel caso sembra segnare un cambio di passo netto, anche sul piano comunicativo.

Pillon conferma il mandato, ma chiede tempo: “Confermo il mandato ma datemi il tempo di entrare nel merito della storia, ho appena accettato…”. Una prudenza iniziale comprensibile, perché il fascicolo è delicatissimo e riguarda minori, decisioni dei tribunali e una famiglia ormai diventata caso nazionale.

Le “divergenze insormontabili” con i vecchi legali

Dietro l’uscita di scena di Femminella e Solinas ci sarebbero “divergenze insormontabili” con i Trevallion. Una formula che racconta molto senza dire tutto. Da una parte, i precedenti difensori apparivano più orientati a una strategia giudiziaria tradizionale, giocata nelle aule e sugli atti. Dall’altra, Catherine e Nathan hanno scelto da mesi una forte esposizione pubblica, raccontando la propria versione a media e giornali, mentre si parla persino dell’uscita di un libro.

Proprio questo sarebbe stato uno dei punti di frizione: quanta televisione, quanta stampa, quanta narrazione pubblica può reggere un caso che riguarda bambini e tribunali minorili? La risposta, evidentemente, ha diviso la coppia dai suoi avvocati.

Il ruolo del centrodestra e la visita di Salvini

Sul cambio di strategia pesa anche il contesto politico. I Trevallion sono stati protagonisti di iniziative nel centrodestra: prima in Senato, ospiti del presidente Ignazio La Russa, poi alla Camera con Michela Brambilla. Il 27 aprile è arrivata anche la visita del vicepremier Matteo Salvini, durante la quale la famiglia avrebbe manifestato tutto il proprio sconforto. In quell’occasione, secondo la ricostruzione, sarebbe emersa anche la stima del leader leghista nei confronti di Pillon.

Così il caso della famiglia del bosco entra in una nuova fase. I bambini restano in casa famiglia, i giudici mantengono una linea severa, i vecchi legali escono di scena e la difesa passa a un avvocato che conosce perfettamente il terreno mediatico. Ora resta da capire se questa nuova strategia porterà più forza alla battaglia dei Trevallion o se rischierà di trasformare ancora di più una vicenda minorile già dolorosa in uno scontro politico nazionale.