Per una Schlein con il cuore dichiaratamente a sinistra, ce n’è un’altra che adesso lavora nella “casa” politica e istituzionale di Antonio Tajani. Susanna Sylvia Schlein, sorella della segretaria del Partito democratico Elly Schlein, è infatti approdata alla Farnesina, il ministero degli Esteri guidato dal leader di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio. Abbastanza per accendere subito il motore dei retroscena, delle dietrologie e delle immancabili teorie sul presunto governissimo Pd-Forza Italia.
Il copione, del resto, è perfetto per la politica italiana: un cognome pesante, un ministero guidato da un avversario politico, un incarico tecnico e una stagione in cui il tema del grande centro torna ciclicamente a fare capolino. Ma al netto delle suggestioni, la vicenda sembra appartenere molto più alla normale carriera diplomatica che alla costruzione di un patto segreto tra dem e azzurri.
Il nuovo incarico alla Farnesina
Susanna Sylvia Schlein è stata assegnata alla direzione generale per la cooperazione allo sviluppo. Il suo compito sarà coordinare le unità che si occupano di strategie e processi globali multilaterali della cooperazione internazionale. Tradotto: dossier complessi, multilaterali, legati ai rapporti con organizzazioni internazionali, enti umanitari e sanitari.
Secondo quanto riferito da una fonte della Farnesina al Giornale, la sorella della segretaria Pd “si occupa di tutta la cooperazione con le organizzazioni internazionali, a cominciare dagli enti umanitari e sanitari”. Si tratta dunque di temi che possono poi arrivare sui tavoli del G7 e del G20, dalle strategie di lotta all’Aids fino a quelle contro tubercolosi e malaria.
Al vertice della direzione generale a cui è assegnata Schlein c’è il ministro plenipotenziario Stefano Gatti. Una collocazione tecnica, dentro la macchina diplomatica, che però inevitabilmente diventa notizia per il cognome che porta.
Dalla Grecia al rientro a Roma
La carriera di Susanna Schlein non nasce certo oggi. Fino al 2022 era assegnata all’ambasciata d’Italia in Grecia con la qualifica di primo consigliere d’ambasciata. Prima ancora era stata capo della Cancelleria consolare all’ambasciata italiana in Albania. Una traiettoria diplomatica solida, costruita dentro il ministero e lontana dai riflettori della politica di partito.
Il rientro a Roma è avvenuto dopo un episodio grave: l’incendio della sua auto, avvenuto in seguito a un attentato. Da lì la richiesta di tornare alla Farnesina, fino all’attuale incarico nella cooperazione allo sviluppo.
Retroscena, complotti e realtà
Naturalmente, il passaggio della sorella di Elly Schlein nel ministero guidato da Tajani ha subito alimentato letture politiche. Per i più fantasiosi sarebbe la prova dell’avvicinamento tra Partito democratico e Forza Italia, il preludio di un governissimo, l’anticamera di un nuovo schema centrista dopo le elezioni del 2027.
La realtà appare molto meno cinematografica. Senza l’ok di Giorgia Meloni, nessun governo degli inciuci potrebbe vedere la luce dentro il centrodestra. E comunque l’ipotesi, almeno oggi, assomiglia più alla fantascienza politica che a una operazione già in corso.
Resta però il dettaglio curioso: mentre Elly Schlein guida l’opposizione al governo Meloni e ad Antonio Tajani, sua sorella Susanna lavora proprio nella struttura ministeriale guidata dal leader di Forza Italia. In Italia basta molto meno per trasformare un incarico diplomatico in un romanzo di Palazzo.







