Padova, bambini di 10 e 11 anni tentano di svaligiare un appartamento: erano arrivati da soli in treno da Bologna

baby ladri

Hanno soltanto 10 e 11 anni, ma avrebbero raggiunto Padova da soli, viaggiando in treno da Bologna, per tentare di svaligiare un appartamento. Un’incursione interrotta dalla proprietaria dell’abitazione, che sabato mattina ha sorpreso uno dei due bambini mentre cercava di entrare passando dal balcone.

Alla vista della donna, i due sono scappati. Il compagno della proprietaria li ha però inseguiti, raggiunti e trattenuti fino all’arrivo di una volante della polizia. Nessuno è rimasto ferito e il tentativo di furto non è andato a segno. Gli accertamenti successivi hanno aperto un interrogativo forse ancora più inquietante del colpo fallito: che cosa ci facevano due bambini così piccoli, senza adulti e senza documenti, a oltre cento chilometri da casa?

Il tentato furto nell’appartamento di Padova

La sequenza è cominciata quando la proprietaria ha avvertito una presenza sul balcone della propria abitazione. Affacciandosi, si è trovata davanti uno dei bambini che avrebbe cercato di raggiungere l’interno dell’appartamento. Nelle vicinanze si trovava anche il compagno, pronto alla fuga.

I due hanno abbandonato immediatamente il balcone e hanno tentato di allontanarsi. Il compagno della donna li ha seguiti e raggiunti poco dopo, impedendo loro di dileguarsi. Nel frattempo la coppia ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Gli agenti hanno accompagnato entrambi negli uffici di polizia per identificarli e ricostruirne gli spostamenti. I bambini non avevano documenti e non avrebbero fornito una spiegazione convincente sulla loro presenza nel quartiere né sul viaggio compiuto senza l’accompagnamento di un adulto.

Da Bologna a Padova da soli e senza documenti

Dai primi accertamenti sarebbe emerso che i due bambini avevano raggiunto Padova in treno partendo da Bologna. Non è ancora chiaro se qualcuno li abbia accompagnati alla stazione emiliana, se avessero ricevuto istruzioni da persone più grandi o se abbiano organizzato autonomamente il viaggio.

La loro età impone particolare cautela nella ricostruzione. Non si tratta soltanto di stabilire come abbiano tentato di entrare nell’abitazione, ma anche di comprendere se qualcuno possa averli spinti, addestrati oppure mandati a commettere il furto approfittando della loro non imputabilità.

In Italia chi non ha ancora compiuto 14 anni non può essere considerato penalmente imputabile. Questo non significa, tuttavia, che l’episodio resti privo di conseguenze: le autorità devono verificare le condizioni familiari e personali dei minori, individuare eventuali adulti coinvolti e adottare le misure necessarie per proteggerli.

Nessun familiare è andato a riprenderli

La polizia ha cercato di contattare le famiglie, ma nessun parente si sarebbe reso disponibile a raggiungere Padova per occuparsi dei bambini. Gli agenti hanno quindi attivato i servizi competenti e disposto il loro trasferimento in una struttura d’accoglienza.

Proprio questa circostanza trasforma un tentato furto insolito in una vicenda sociale molto più grave. Due bambini di 10 e 11 anni hanno attraversato da soli parte dell’Italia, hanno cercato di introdursi in una casa e, una volta fermati, non hanno trovato alcun adulto disposto a raggiungerli.

Gli investigatori dovranno ora ricostruire ogni passaggio: dalla partenza da Bologna all’arrivo a Padova, fino alla scelta dell’appartamento e al tentativo di accesso dal balcone. Resta soprattutto da chiarire se dietro l’incursione ci fosse una regia adulta oppure se i due abbiano agito da soli. Una domanda decisiva, perché dietro due giovanissimi sorpresi a rubare potrebbero esserci altrettanti minori lasciati senza protezione o utilizzati da persone consapevoli che, per la legge, non possono essere incriminati.