Piazzaiolo ucciso a Reggio Emilia, le polemiche travolgono la Lega: chiede “remigrazione” ma il killer è italiano

L’omicidio di Raffaele Stipa, il pizzaiolo ucciso brutalmente nel suo locale a Reggio Emilia, è stato un fatto di cronaca nera che ha sconvolto l’intera città. In poche ore, quel caso, è diventato un terreno di scontro politico scivoloso, segnato da dichiarazioni durissime e repentine marce indietro.

La miccia è stata accesa dalle prime, frammentarie informazioni che indicavano nel presunto killer un cittadino straniero. Un dettaglio che ha spinto alcuni esponenti della Lega a scagliarsi immediatamente contro le politiche di accoglienza, prima che la realtà dei fatti – la nazionalità italiana dell’uomo fermato – emergesse in tutta la sua evidenza, costringendo il partito a una frettolosa “operazione pulizia” dei comunicati stampa.

Gli attacchi e il tema della “remigrazione”

Prima della smentita degli inquirenti, il capogruppo della Lega in Regione Emilia-Romagna, Tommaso Fiazza, aveva usato parole pesantissime. Secondo l’esponente leghista, si trattava di una tragedia “che impone una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero”.

Fiazza era andato oltre, trasformando l’episodio in un manifesto politico: “Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere”, aggiungendo che “la remigrazione deve diventare uno strumento concreto di tutela della sicurezza”.

Sulla stessa linea si era schierata la deputata reggiana Laura Cavandoli, che in una nota ufficiale aveva invocato il pugno di ferro: “Basta a persone che portano la violenza, efferata e ingiustificabile come in questo caso, nel nostro Paese”.

Il dietrofront: “Cancellate tutto”

Il clima è cambiato drasticamente quando gli inquirenti hanno diffuso l’identità dell’arrestato, confermando che si tratta di un cittadino italiano. A quel punto, le agenzie e le redazioni hanno ricevuto una seconda e urgente comunicazione dai due esponenti del Carroccio.

Entrambi hanno chiesto di annullare i rispettivi comunicati “alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti, che modificano un elemento centrale della ricostruzione iniziale”.