Praja di Gallipoli: licenza sospesa per 15 giorni per violenze, furti e risse

Uno stop forzato che rischia di trasformarsi in un colpo durissimo per l’economia turistica della movida salentina. Il Questore di Lecce ha disposto la sospensione della licenza per 15 giorni della Praja di Gallipoli, una delle discoteche simbolo della notte pugliese, proprio nel picco della stagione estiva di agosto. Il provvedimento, scattato l’8 agosto, ha portato all’annullamento immediato dei grandi eventi in programma, come la serata che avrebbe dovuto ospitare la cantante Anna, scatenando la reazione della proprietà e la profonda preoccupazione di lavoratori e addetti ai lavori.

Due violenze sessuali a danni di minori

Alla base della decisione ci sono delicate e dettagliate indagini condotte dai Carabinieri e dal Commissariato di Gallipoli. Gli episodi più gravi riguardano due violenze sessuali ai danni di minori avvenute nel parcheggio della struttura nel luglio 2026. In una circostanza, il personale del locale avrebbe persino dissuaso la vittima dal contattare le forze dell’ordine, ritardando i soccorsi e innescando la spedizione punitiva degli amici della giovane verso la dimora dell’aggressore. Nel secondo caso, alla minorenne coinvolta sono stati somministrati tre cocktail alcolici pagati con carta di credito.

Rissa con ferito in codice rosso

Il quadro delineato dagli inquirenti include anche una ventina di denunce per furti di portafogli, gioielli e cellulari raccolte da metà giugno, oltre a ripetuti episodi di risse e lesioni personali. Tra questi, lo scontro del 19 luglio iniziato in pista e terminato con un ricovero in codice rosso all’ospedale di Lecce per un cliente inseguito all’esterno, un minore colpito all’addome e la rissa del 20 luglio che ha portato al deferimento di due persone, tra cui un pregiudicato sorpreso nel parcheggio con altri soggetti noti alle forze dell’ordine.

La reazione della proprietà e l’impatto economico

La direzione del locale ha affidato ai social la propria durissima replica, annunciando ricorso immediato: «Ricorreremo in tutte le sedi contro un provvedimento che riteniamo ingiusto, sproporzionato, contrario finanche alle linee guida del Ministero dell’Interno stilate per irrobustire la collaborazione con le forze dell’ordine, che noi abbiamo sempre garantito».

La chiusura improvvisa rischia di generare perdite per decine di migliaia di euro e di travolgere centinaia di lavoratori: stagionali, addetti alla sicurezza, barman, camerieri, tecnici, PR, autisti e artisti che concentrano i guadagni dell’intero anno nelle poche settimane centrali di agosto.