Il giallo della ricina a Pietracatella entra sempre più nella vita privata di Antonella Di Ielsi e del marito Gianni Di Vita. Dopo mesi di accertamenti scientifici, testimonianze e interrogatori, gli investigatori stanno cercando di ricostruire anche rapporti, amicizie e tensioni che potrebbero aiutare a comprendere ciò che accadde prima della morte di Antonella e della figlia quindicenne Sara Di Vita.
L’attenzione si concentra in particolare su una insegnante di matematica, amica di vecchia data di Gianni Di Vita, ascoltata nei giorni scorsi insieme all’uomo durante un lungo interrogatorio durato circa sei ore. Secondo quanto riferito da Morning News, Antonella avrebbe interrotto da tempo i rapporti con la donna. Un elemento che, da solo, non dimostra naturalmente nulla. Ma non sarebbe l’unico ad avere attirato l’attenzione degli investigatori.
Antonella aveva smesso di parlare con l’amica di Gianni
L’inviato Vincenzo Rubano ha riferito che gli inquirenti stanno approfondendo la vita privata della coppia e avrebbero accertato che Antonella non aveva più rapporti da tempo con l’amica del marito. Non solo. La donna avrebbe smesso di parlare anche con una cugina di Gianni Di Vita, descritta come molto vicina alla stessa insegnante.
Le ragioni di queste fratture non sono note. È stata avanzata l’ipotesi di semplici «gelosie femminili», ma al momento resta soltanto una possibilità e gli investigatori non avrebbero fornito indicazioni sul significato attribuito a questi rapporti. C’è però un ulteriore particolare. Sempre secondo quanto riferito durante la trasmissione, un familiare molto stretto di Antonella avrebbe chiesto già mesi fa agli investigatori di «accendere i riflettori» sull’amicizia tra Gianni e l’insegnante.
Il marito dell’insegnante tra le persone da ascoltare
Gli investigatori continuano intanto a sentire persone vicine alla famiglia. Tra queste figura anche il marito dell’insegnante, tecnico di laboratorio in un istituto agrario della zona e già ascoltato in passato come testimone. L’obiettivo resta ricostruire con precisione le ultime ore di Antonella e Sara: chi incontrarono, dove andarono e soprattutto in quale momento potrebbero essere entrate in contatto con la ricina.
Gli interrogatori si intrecciano con gli accertamenti scientifici. Gli esperti tedeschi avrebbero individuato tracce di ricina anche nei tessuti dello stomaco di Antonella, un dato considerato significativo perché potrebbe indicare l’ingestione di una quantità importante della sostanza. Resta invece da chiarire il cosiddetto vettore, cioè attraverso quale alimento o bevanda sia stato assunto il veleno. Le indiscrezioni secondo cui sarebbe già stato individuato sono state, secondo quanto riferito da Morning News, categoricamente smentite dagli inquirenti.
Le ricerche online sulla ricina e gli accertamenti negli Stati Uniti
Un’altra possibile svolta potrebbe arrivare dagli Stati Uniti. Gli investigatori stanno cercando di identificare l’utente che, prima della tragedia, avrebbe pubblicato su una piattaforma online domande relative alla ricina e al suo possibile utilizzo per avvelenare una persona. I consulenti americani starebbero lavorando sui dati informatici per provare a risalire all’identità di chi effettuò quelle ricerche.
Nel frattempo emergono anche tensioni successive alla tragedia. Rubano ha riferito che i rapporti tra Gianni Di Vita e i familiari di Antonella si sarebbero molto raffreddati e che i parenti della donna avrebbero collaborato intensamente con gli investigatori.
Sono elementi che richiedono cautela e che, allo stato attuale, non equivalgono ad accuse nei confronti delle persone ascoltate. Ma mostrano quale direzione abbia preso una parte dell’inchiesta: accanto alla scienza, ai risultati attesi dalla Germania e agli accertamenti informatici americani, gli investigatori stanno ricostruendo anche ciò che accadeva attorno ad Antonella prima che lei e sua figlia morissero avvelenate.







