Le indagini sul duplice avvelenamento da ricina di Pietracatella si concentrano anche sui luoghi in cui lavorano alcune persone coinvolte negli accertamenti. La Squadra mobile di Campobasso ha individuato piante di ricino a poche centinaia di metri dalla scuola di Casacalenda dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Sara, morte alla fine di dicembre 2025.
Il ritrovamento è avvenuto durante un sopralluogo effettuato lunedì 19 ottobre in un terreno privato nei pressi dell’istituto delle Scienze Umane. Gli agenti hanno prelevato alcuni arbusti e fotografato l’area, inserendo il materiale raccolto negli accertamenti sull’origine della sostanza tossica che avrebbe provocato la morte delle due donne, rispettivamente di 50 e 15 anni.
Piante trovate vicino alla scuola di Laura Di Vita
Il terreno controllato dagli investigatori si trova a poche centinaia di metri dall’istituto di Casacalenda, dove Laura Di Vita lavora come insegnante di sostegno. Gli agenti hanno raggiunto l’area nel pomeriggio di lunedì e hanno effettuato rilievi fotografici, prelevando alcuni esemplari vegetali.
Non si tratta dell’unico ritrovamento di piante di ricino nella zona. Altri arbusti erano già stati individuati nei campi tra Riccia e le sponde del lago di Occhito, al confine tra Molise e Puglia, oltre che nel territorio di Pietracatella.
La pianta di ricino produce semi dai quali può essere estratta la ricina, sostanza altamente tossica al centro dell’inchiesta. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la possibile provenienza del veleno e gli eventuali collegamenti con i luoghi frequentati dalle persone ascoltate durante le indagini.
Avvelenamento di Pietracatella, acquisiti i dati di un computer nella scuola
Il sopralluogo nei pressi dell’istituto di Casacalenda segue le perquisizioni condotte in quattro strutture scolastiche del territorio. Gli accertamenti informatici mirano a individuare eventuali ricerche sulla ricina effettuate attraverso i computer presenti negli istituti.
Proprio nella scuola dove lavora Laura Di Vita, gli inquirenti hanno acquisito i dati di un pc che sarebbe stato utilizzato da un’insegnante. Non è ancora confermato che il dispositivo fosse in uso alla cugina di Gianni Di Vita.
L’acquisizione del materiale informatico rappresenta uno degli aspetti più significativi di questa fase investigativa. Gli investigatori cercano eventuali tracce digitali utili a ricostruire l’interesse per la sostanza tossica, affiancando questi controlli ai sopralluoghi nei terreni dove sono state individuate le piante.
Ricina a Pietracatella, le quattro scuole perquisite dagli investigatori
Gli accertamenti hanno interessato quattro istituti collegati, per ragioni differenti, alle persone coinvolte nella ricostruzione del caso. Oltre al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, la polizia ha controllato l’istituto Agrario di Riccia, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito dell’insegnante indicata come amica di Gianni Di Vita.
Le verifiche hanno riguardato anche il liceo Scientifico di Riccia, dove insegna la stessa donna, e il liceo Classico di Campobasso, frequentato fino allo scorso anno da Sara Di Vita e dalla sorella Alice.







