Roma respira cocaina: la Bufalotta registra il dato più alto d’Italia, cresce anche l’uso di metanfetamine

I tre ragazzi avrebbero inalato la sostanza

Le centraline antismog raccontano molto più della qualità dell’aria. Oltre a rilevare polveri sottili e agenti inquinanti, oggi consentono anche di stimare la diffusione delle sostanze stupefacenti attraverso l’analisi dell’aerosol urbano. I risultati del progetto Psico, acronimo di “Presenza di sostanze illecite nell’aerosol urbano come possibile marker per consumo e traffico”, collocano Roma in cima alla classifica nazionale per presenza di cocaina nell’aria.

Lo studio nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Istituto di Scienze polari del Cnr, il Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio, i carabinieri del Ris di Parma e dieci Agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale.

Alla Bufalotta il record italiano di cocaina nell’aria

Le rilevazioni effettuate nella centralina della Bufalotta hanno registrato una concentrazione di cocaina pari a 1.174 pg/m³, il valore più elevato riscontrato in Italia e nettamente superiore a quelli misurati a Pescara e Firenze, che occupano le posizioni successive.

I ricercatori hanno monitorato anche le centraline di Cipro e Fermi. Tutti i campioni analizzati hanno evidenziato la presenza di cocaina, Thc e ketamina. Il report sottolinea inoltre come all’interno della stessa città possano emergere differenze molto marcate tra una zona e l’altra.

A livello nazionale la cocaina rappresenta la sostanza più diffusa: gli esperti l’hanno individuata nel 100% dei campioni esaminati, con una concentrazione mediana di 190 pg/m³.

I consumi cambiano tra settimana e weekend

L’analisi evidenzia anche una diversa distribuzione delle sostanze durante la settimana. La concentrazione di cocaina cresce dal lunedì al venerdì, mentre il Thc aumenta soprattutto nel fine settimana.

La ketamina, invece, mantiene livelli sostanzialmente costanti durante tutti i giorni monitorati, segno di un utilizzo distribuito senza particolari variazioni tra giorni lavorativi e weekend.

Lo studio segnala inoltre una crescita nell’utilizzo delle metanfetamine, confermando come il monitoraggio dell’aria possa offrire un quadro sempre più preciso delle abitudini di consumo nelle grandi città.

Gli esperti: «L’esposizione passiva non rappresenta un rischio»

Il report affronta anche il tema dell’esposizione involontaria della popolazione alle sostanze presenti nell’aria. Gli studiosi hanno calcolato che, perfino nel punto con la concentrazione più elevata, cioè Roma Bufalotta, una persona respirerebbe nell’arco di un’intera giornata circa 0,0235 milligrammi di cocaina.

La quantità corrisponde appena allo 0,016% di una dose media per uso personale, stimata in 150 milligrammi. Per questo motivo gli autori dello studio escludono rischi sanitari legati all’esposizione passiva, precisando che la quantità inalata resta ampiamente inferiore a qualsiasi dose in grado di produrre effetti sull’organismo.