Squadra Fiore, dossier illegali e “i neri” di Del Deo: perquisizioni in tutta Italia e ombre sull’Aisi tra accessi abusivi e milioni spariti

Carabinieri

Una struttura parallela, capace – secondo l’accusa – di accedere a banche dati riservate, costruire dossier su commissione e intervenire persino sulle intercettazioni. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta “Squadra Fiore” della procura di Roma, che ha portato a una serie di perquisizioni eseguite in tutta Italia dai carabinieri del Ros.

Al centro dell’indagine c’è Giuseppe Del Deo, dirigente del reparto economico-finanziario dell’Aisi, indagato per peculato e accesso abusivo a sistemi informatici. Secondo gli inquirenti, avrebbe gestito una rete di collaboratori definiti “i neri”, ai quali affidava attività clandestine di tipo para-investigativo, utilizzando per fini non istituzionali gli archivi informativi dei servizi di sicurezza.

Dossier su commissione e accessi alle banche dati protette

L’ipotesi investigativa è quella di una vera e propria organizzazione, composta anche da ex appartenenti alle forze dell’ordine e ai servizi, che avrebbe operato al di fuori dei canali ufficiali. Il gruppo è indagato, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alle interferenze illecite nella vita privata, accesso abusivo a sistemi informatici e intercettazione illegale di comunicazioni.

Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero acquisito informazioni riservate attingendo a banche dati nazionali protette, per poi venderle a imprenditori, professionisti e intermediari finanziari. Il tutto dietro compensi mensili o contratti specifici. Le informazioni venivano rielaborate in veri e propri dossier, contenenti la profilazione dettagliata di persone fisiche e giuridiche.

Intercettazioni bloccate e microspie installate

Tra gli aspetti più delicati emersi nell’inchiesta c’è anche la presunta capacità del gruppo di intervenire sulle comunicazioni. Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero effettuato operazioni di interruzione fraudolenta di intercettazioni telefoniche e telematiche, oltre all’installazione di dispositivi per captare conversazioni private.

Un livello operativo che, se confermato, indicherebbe non solo una disponibilità di strumenti tecnologici avanzati, ma anche una rete di competenze in grado di muoversi in ambiti estremamente sensibili.

Il nodo dei fondi: “ammanco da 7-8 milioni”

Uno dei capitoli più pesanti riguarda i flussi di denaro. In alcune intercettazioni raccolte dagli inquirenti si farebbe riferimento a un ammanco di circa 7-8 milioni di euro, risalente al periodo in cui Del Deo era a capo del reparto economico-finanziario dell’Aisi.

Si tratta, al momento, di un elemento investigativo da verificare, ma che aggiunge ulteriore peso al quadro accusatorio. In un colloquio captato nel gennaio 2025, la sparizione di queste somme verrebbe ricondotta proprio alla gestione dell’indagato.

Testimonianze e sospetti interni ai servizi

A rafforzare i sospetti ci sono anche le dichiarazioni di alcuni testimoni. Un dipendente della Presidenza del Consiglio, in servizio in un reparto di sicurezza, ha riferito come nell’ambiente fosse “notorio” che Del Deo disponesse di ingenti risorse economiche e di un ampio potere nella gestione dei fondi pubblici.

Lo stesso teste ha parlato di voci ricorrenti su ammanchi milionari all’interno dell’Agenzia, aggiungendo che molti avrebbero ipotizzato un trasferimento di denaro all’estero. Anche questi elementi restano oggetto di verifica da parte degli inquirenti.

Intrecci economici e rapporti con imprenditori

L’inchiesta mette in luce anche una rete di rapporti economici tra Del Deo e alcuni imprenditori indagati. Secondo gli atti, esisterebbero “forti intrecci di interessi” già a partire dal 2021, con un parallelismo tra la crescita imprenditoriale di questi soggetti e l’evoluzione della carriera del dirigente.

Inoltre, viene evidenziato come Del Deo avrebbe avuto un potere diretto nella gestione dei rapporti con i fornitori, arrivando a determinare gli importi delle fatture e a influenzare la descrizione delle prestazioni nei documenti fiscali.

Una rete ancora tutta da chiarire

Il quadro che emerge è quello di una struttura opaca, capace di muoversi tra pubblico e privato, tra funzioni istituzionali e attività parallele. Ma siamo ancora nella fase delle indagini preliminari e molte delle ipotesi dovranno essere verificate.

La procura di Roma continua a lavorare per ricostruire la rete completa dei contatti, i flussi di denaro e il perimetro operativo del gruppo. Le perquisizioni di queste ore rappresentano solo l’ultimo passo di un’inchiesta che potrebbe allargarsi ulteriormente.

In gioco non c’è solo un presunto sistema di dossieraggio illegale, ma anche la credibilità di strutture che operano in uno dei settori più delicati dello Stato.