Dopo oltre cinquant’anni, la polizia dello Utah, negli Stati Uniti, ha chiuso il caso dell’omicidio di Melissa Ann Smith, una ragazza di 17 anni uccisa nel 1974. Le analisi del DNA hanno permesso agli investigatori di attribuire il delitto a Ted Bundy, uno dei serial killer più noti della storia criminale americana.
Negli anni Settanta, Bundy violentò, torturò e uccise almeno 30 donne in diversi Stati della parte occidentale degli Stati Uniti e in Florida.
Poco prima dell’esecuzione della condanna a morte, nel 1989, Bundy confessò l’omicidio di Smith. Il serial killer, tuttavia, rifiutò di fornire dettagli che potessero confermare la sua ammissione. Per decenni, quindi, gli investigatori non riuscirono a chiudere il caso.
Il DNA risolve anche il caso di Laura Ann Aime
La svolta arriva a pochi mesi dalla soluzione di un altro caso irrisolto nello Utah: l’omicidio di Laura Ann Aime, una diciassettenne uccisa nel 1974. Anche in quell’occasione, gli investigatori hanno utilizzato il DNA dello sperma recuperato sul corpo della vittima per collegare il delitto a Bundy.
Durante una conferenza stampa, la procuratrice della contea di Summit ha spiegato che «le prove del DNA, se considerate insieme alle prove relative al modus operandi, al movente, ai mezzi e all’opportunità» hanno permesso di identificare il responsabile.
I due omicidi presentano diverse analogie. Entrambe le ragazze avevano 17 anni e gli investigatori trovarono i loro corpi nudi in una zona boschiva dello Utah. Inoltre, i due delitti risalgono allo stesso anno, il 1974. La somiglianza tra le circostanze e i risultati delle analisi genetiche ha contribuito a fare luce su due casi rimasti irrisolti per oltre mezzo secolo.
La scomparsa di Melissa Ann Smith e i sospetti su Bundy
Melissa Ann Smith scomparve la sera del 18 ottobre 1974. La polizia iniziò presto a valutare un possibile coinvolgimento di Bundy, che in quel periodo viveva nello Utah.
La confessione del serial killer, resa poco prima della sua esecuzione, aveva già indicato una possibile responsabilità. Mancavano, però, riscontri sufficienti per confermare definitivamente il suo ruolo nell’omicidio. Le moderne tecniche di analisi genetica hanno permesso agli investigatori di confrontare gli elementi raccolti all’epoca con le prove scientifiche e di arrivare alla conclusione del caso.
Altri omicidi irrisolti potrebbero coinvolgere Ted Bundy
La chiusura delle indagini sugli omicidi di Melissa Ann Smith e Laura Ann Aime non esclude che Bundy abbia commesso altri delitti nello Utah. Il serial killer aveva infatti confessato anche l’omicidio di Debra Kent, un’altra giovane residente nello Stato.
Ad aprile, un portavoce del Dipartimento di Pubblica sicurezza dello Utah aveva dichiarato che gli investigatori ritenevano possibile il coinvolgimento di Bundy in altri tre omicidi irrisolti di ragazze minorenni, commessi tra il 1974 e il 1976.
Gli investigatori continuano quindi a esaminare i casi ancora aperti per verificare eventuali collegamenti con il serial killer. Le nuove analisi scientifiche potrebbero aiutare a chiarire altri delitti e a ricostruire con maggiore precisione la portata della sua attività criminale.







