Terrore nei cieli d’Europa, allarme bomba su 18 aerei: caccia militari in volo, atterraggi d’emergenza e minacce via mail in italiano

Diciotto aerei minacciati da presunte bombe, caccia militari che si alzano in volo, passeggeri evacuati e atterraggi d’emergenza in diversi aeroporti europei. È una giornata di paura quella del 5 novembre, con una raffica di allarmi che coinvolge almeno sei collegamenti da e per l’Italia e costringe le autorità di numerosi Paesi ad attivare le procedure di sicurezza. Il caso più clamoroso riguarda un Airbus A320 della Aer Lingus, partito da Dublino e diretto a Roma, che deve interrompere il viaggio e atterrare in una base militare francese, scortato da un caccia Rafale. Ma a preoccupare gli investigatori è soprattutto un messaggio di posta elettronica scritto in italiano, arrivato agli indirizzi dell’aeroporto di Fiumicino e contenente minacce esplicite contro due voli.

«Vogliamo annientarvi», annunciano gli autori della mail, che si firmano «combattenti dello Stato Maschile» e promettono esplosioni entro sessanta minuti. Le verifiche effettuate finora non hanno individuato ordigni sui velivoli controllati, ma l’eccezionale concentrazione di segnalazioni alimenta il sospetto che qualcuno stia orchestrando una campagna di falsi allarmi per seminare il panico e mettere sotto pressione il sistema aeroportuale europeo.

La mail arrivata a Fiumicino: «Oggi il vostro cielo sarà rosso»

La minaccia che fa scattare l’allerta sui voli Helsinki-Roma e Dublino-Roma arriva nelle prime ore della mattinata agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società che operano nello scalo di Fiumicino.

Il messaggio, scritto in italiano e accompagnato dall’oggetto «segnalazione minaccia», contiene un testo dai toni deliranti.

«Siete tutti complici di un complotto criminale», scrivono gli autori, annunciando di aver collocato esplosivi a bordo dei due aerei diretti nella Capitale. Poi aggiungono: «Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre».

La minaccia si conclude con un ultimatum: «L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso».

Non è ancora chiaro chi abbia inviato la comunicazione né se la sigla utilizzata corrisponda a un’organizzazione reale. Gli investigatori stanno cercando di risalire all’origine del messaggio e di verificare eventuali collegamenti con le altre segnalazioni registrate in Europa.

Il volo Dublino-Roma dirottato in Normandia: 157 persone evacuate

Il volo Aer Lingus diretto a Fiumicino avrebbe dovuto raggiungere Roma intorno alle 10.30. L’aereo, però, cambia rotta mentre attraversa lo spazio aereo francese.

Dopo aver sorvolato la zona dell’Essonne, a sud di Parigi, il velivolo compie alcune manovre e viene indirizzato verso la base militare di Évreux-Fauville, in Normandia.

Un caccia Rafale dell’aviazione francese lo scorta fino all’atterraggio. A bordo ci sono 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, che vengono evacuati prima dell’intervento degli artificieri.

Tra i viaggiatori c’è Nicola Timpone, direttore generale del Gal La Cittadella e tra gli organizzatori del Festival Marateale, che racconta i momenti di tensione vissuti durante il volo.

«Ci hanno comunicato che l’aereo, per problemi tecnici, doveva atterrare in uno scalo francese e a un certo punto abbiamo visto jet militari a fianco dell’aereo: lì abbiamo iniziato a pensare che qualcosa non stava andando nel verso giusto».

Una volta raggiunta la base, i passeggeri si trovano davanti a un imponente dispositivo di emergenza, con polizia, vigili del fuoco e ambulanze schierati sulla pista.

Malpensa nel mirino: un aereo atterra a Vienna, controlli su altri tre voli

L’allarme coinvolge pesantemente anche Milano Malpensa. Un Airbus A321 della Wizz Air, decollato alle 7 e diretto a Varsavia, deve interrompere il viaggio e atterrare a Vienna dopo una segnalazione relativa alla possibile presenza di una bomba.

La compagnia conferma il dirottamento e precisa che l’equipaggio ha seguito le procedure di sicurezza previste.

Un secondo aereo Wizz Air, partito da Malpensa e diretto a Bucarest, riceve un’analoga segnalazione. Il velivolo raggiunge regolarmente la capitale rumena, dove le autorità fanno sbarcare 182 passeggeri e sette membri dell’equipaggio prima di effettuare le verifiche. I controlli non individuano minacce.

Altri due allarmi riguardano voli in arrivo nello scalo milanese: un Aegean Airlines proveniente da Salonicco e un Ryanair decollato da Oporto. Entrambi atterrano tra le 9.30 e le 10.30, mentre la polizia attiva le operazioni di bonifica su passeggeri, bagagli e personale di bordo.

A Fiumicino, intanto, gli artificieri controllano il Finnair proveniente da Helsinki, arrivato regolarmente alle 9.30. La compagnia finlandese conferma che anche il collegamento Helsinki-Vienna ha ricevuto una minaccia, poi risultata infondata. Complessivamente, sui due aerei viaggiano 321 passeggeri e tredici membri dell’equipaggio.

Allarmi a Praga, Sofia, Bruxelles e Parigi: l’Europa mobilita i caccia

L’ondata di segnalazioni attraversa gran parte del continente. A Praga la polizia ceca riceve allarmi riguardanti quattro voli in arrivo e dispone ispezioni sui velivoli, pur valutando bassa la credibilità delle minacce.

In Bulgaria scattano procedure straordinarie per tre aerei. Due collegamenti provenienti da Copenaghen e Madrid raggiungono Sofia sotto la scorta dei Mig-29 dell’Aeronautica militare, mentre un terzo volo partito da Londra atterra a Plovdiv. Le prime verifiche non individuano oggetti pericolosi.

Anche il volo Lot LO235, partito da Varsavia e diretto a Bruxelles, riceve una segnalazione. L’equipaggio effettua i controlli previsti senza trovare nulla di sospetto.

Un altro aereo della compagnia polacca, diretto a Parigi, viene fermato durante il rullaggio a Varsavia. Le autorità ispezionano il velivolo e non trovano pacchi sospetti.

La sequenza di episodi arriva dopo una serie di allarmi analoghi registrati nei giorni precedenti, che avevano già provocato dirottamenti, verifiche straordinarie e temporanee interruzioni delle attività aeroportuali.

L’ombra degli attacchi ibridi: qualcuno sta organizzando i falsi allarmi?

La frequenza delle minacce rappresenta uno degli aspetti più inquietanti della vicenda. Nei primi quattro giorni di novembre si erano già verificati più di dodici falsi allarmi, contro una media storica indicata in circa due episodi al mese.

Secondo alcuni esperti, una concentrazione simile potrebbe suggerire un’operazione coordinata di swatting, una tecnica che consiste nell’inviare false segnalazioni di emergenza per provocare interventi delle forze dell’ordine, mobilitare risorse e creare disagi.

Nel settore aeroportuale, le conseguenze possono diventare particolarmente pesanti: basta una minaccia credibile per costringere un equipaggio a cambiare rotta, far decollare caccia militari e bloccare temporaneamente le operazioni di uno scalo.

L’ipotesi si inserisce nel più ampio clima di preoccupazione europeo per le cosiddette operazioni ibride, che comprendono sabotaggi, attacchi informatici e iniziative finalizzate a destabilizzare infrastrutture e servizi essenziali.

Al momento, tuttavia, non esistono elementi pubblici sufficienti per attribuire gli episodi a un’unica regia.

Il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas invita alla prudenza: «È comunque troppo presto per trarre conclusioni sul fatto che gli incidenti segnalati siano collegati».

E ribadisce che «qualsiasi minaccia nei confronti dei civili è inaccettabile. Garantire l’incolumità e la sicurezza rimane una priorità».

Per gli investigatori, la questione decisiva riguarda ora l’identità degli autori delle comunicazioni e l’eventuale coordinamento tra i diversi messaggi. La mail in italiano arrivata a Fiumicino costituisce uno dei punti di partenza dell’indagine, mentre le autorità europee cercano di capire se la raffica di minacce sia opera di singoli emulatori oppure di qualcuno intenzionato a trasformare il traffico aereo in un gigantesco bersaglio di falsi allarmi.