Grande partecipazione al Senato della Repubblica per la presentazione di Non chiamatelo amore. Quei bravi ragazzi che uccidono, il volume scritto dalla giornalista Rai Vittoriana Abate e dall’avvocato e docente universitario Cataldo Calabretta, pubblicato da Graus Edizioni.
L’incontro si è svolto nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro su iniziativa della senatrice Tilde Minasi e ha visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, dell’avvocatura, del mondo dell’informazione e delle associazioni impegnate nella tutela delle donne vittime di violenza.
Ad aprire i lavori è stata la stessa Minasi, che ha richiamato la necessità di un impegno comune sul piano culturale, sociale e legislativo per contrastare la violenza di genere. A moderare il dibattito è stata la giornalista Rai e presidente di Giornaliste Italiane, Paola Ferazzoli, che ha guidato il confronto tra i relatori.
Semenzato: «Un’opera preziosa per comprendere il fenomeno»
Tra gli interventi più significativi quello dell’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, che firma anche la prefazione del volume.
Nel suo intervento ha definito Non chiamatelo amore «uno dei migliori lavori realizzati negli ultimi anni su questo tema», aggiungendo che rappresenta «uno strumento estremamente utile» per comprendere le radici della violenza contro le donne, promuovere una nuova consapevolezza culturale e rafforzare le politiche di prevenzione.
Parole che hanno evidenziato il valore di un’opera nata dall’incontro tra l’inchiesta giornalistica di Vittoriana Abate e l’approfondimento giuridico di Cataldo Calabretta.
Un’analisi tra cronaca, diritto e prevenzione
Il volume affronta il fenomeno del femminicidio attraverso l’analisi di alcuni tra i più importanti casi di cronaca italiana, affiancando al racconto una riflessione sulle più recenti evoluzioni normative, dal Codice Rosso fino all’introduzione del reato autonomo di femminicidio.
Al dibattito hanno preso parte anche l’avvocata Claudia Eccher, componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura, il magistrato Valerio De Gioia, l’onorevole Ilaria Cavo, le avvocate Laura Sgrò e Micaela Ottomano, la presidente dell’associazione Edela Roberta Beolchi, la presidente di AIDE Anna Silvia Angelini e l’autrice Rai Lorena Magliocco.
I diversi interventi hanno evidenziato la necessità di un approccio multidisciplinare al contrasto della violenza di genere, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, magistratura, professionisti, scuola, informazione e società civile.
La presentazione si è così trasformata in un momento di confronto sul valore della prevenzione e della cultura del rispetto, confermando come il contrasto alla violenza sulle donne non possa limitarsi agli strumenti repressivi, ma debba partire dalla conoscenza e dall’educazione.







