Emmy 2026, trionfo di The Pitt e Hacks: HBO Max domina, Apple TV+ vola e la tv americana si prende la scena

La televisione americana si prepara alla sua grande notte e lo fa con una lista di nomination che racconta molto bene dove sta andando l’industria delle serie: medical drama, comedy d’autore, horror, fantascienza e piattaforme streaming ormai padrone assolute del gioco. La 78ª edizione degli Emmy si celebrerà il 14 settembre e, a guardare i numeri, il duello vero sarà soprattutto tra HBO Max, Netflix e una Apple TV+ mai così forte.

A dominare la corsa è The Pitt, il drama targato HBO Max che conquista 25 candidature e si prende il ruolo di favorita della stagione. Subito dietro arriva Hacks, sempre HBO Max, con 24 nomination e una conferma ormai definitiva: la comedy con Jean Smart resta una delle serie più amate e rispettate dall’Academy.

The Pitt e Hacks partono davanti a tutti

The Pitt guida la categoria drama e piazza candidature pesanti anche tra gli attori. Noah Wyle entra nella cinquina dei protagonisti maschili, mentre la serie riempie le categorie di supporto con Taylor Dearden, Fiona Dourif, Katherine LaNasa, Sepideh Moafi, Patrick Ball, Shawn Hatosy e Gerran Howell. Un dominio quasi muscolare, che conferma la forza del racconto ospedaliero quando riesce a parlare al pubblico con tensione, ritmo e umanità.

Sul fronte comedy, Hacks continua a correre fortissimo. Jean Smart torna tra le candidate principali, Hannah Einbinder e Megan Stalter entrano tra le attrici non protagoniste, mentre Paul W. Downs rappresenta la serie tra gli attori di supporto. Il risultato è una macchina da Emmy ancora perfettamente oliata.

Apple TV+ esplode con Widow’s Bay e Pluribus

La vera sorpresa arriva però da Apple TV+, che piazza due titoli tra i più forti dell’anno. Widow’s Bay, new entry horror, conquista 19 nomination e si impone come uno dei fenomeni della stagione. Matthew Rhys entra tra i protagonisti comedy, mentre Dale Dickey, Kate O’Flynn e Stephen Root portano la serie nelle categorie di supporto.

Benissimo anche Pluribus, la serie fantascientifica che conquista 18 candidature e porta Rhea Seehorn tra le protagoniste drama. Per Apple TV+ è una consacrazione: 87 nomination complessive, un risultato che conferma la crescita della piattaforma e il suo peso sempre più evidente nella serialità americana.

Zendaya, Gary Oldman e le grandi conferme

Tra i nomi più attesi tornano Zendaya per Euphoria, già due volte vincitrice dell’Emmy, e Gary Oldman per Slow Horses, ormai uno dei volti più solidi della serialità britannica prestata al mercato globale. In corsa anche Keri Russell per The Diplomat, Carrie Coon per The Gilded Age, Sterling K. Brown per Paradise e Mark Ruffalo per Task.

Tra le novità spiccano A Knight of the Seven Kingdoms, considerata drama, e Margo’s Got Money Troubles, che entra invece tra le comedy portando in gara Elle Fanning, Michelle Pfeiffer e Nick Offerman. Restano invece fuori alcuni titoli dati per più competitivi, a partire da Dutton Ranch e Half Man, che raccolgono meno di quanto ci si aspettasse.

HBO Max regina, Netflix insegue

La classifica per piattaforme parla chiaro: HBO Max guida con 128 nomination, Netflix segue con 111, Apple TV+ sale a quota 87 e dimostra di non essere più soltanto una realtà elegante ma laterale. Oggi gioca da protagonista.

Gli Emmy confermano anche la vitalità degli show tradizionali. Dopo dieci anni torna in gara Dancing with the Stars nella categoria reality competition, accanto a RuPaul’s Drag Race, Survivor, Top Chef e The Traitors. Un segnale che dovrebbe far riflettere anche l’Italia: forse sarebbe ora di ripensare seriamente premi capaci di valorizzare non solo fiction e serie, ma anche programmi, varietà, talk, talent e grandi show televisivi.

Perché mentre la tv americana celebra sé stessa con una macchina industriale perfetta, da noi manca da anni un grande appuntamento popolare e riconoscibile capace di raccontare davvero chi fa televisione. C’erano il Telegatto, c’erano i premi di una volta, c’era un’idea di festa nazionale del piccolo schermo. Gli Emmy, ancora una volta, ricordano che la tv può essere industria, spettacolo, memoria e potere culturale. Tutto insieme.