Ogni maturità ha il suo rito finale: gli orali, l’attesa del voto, la liberazione dopo anni di interrogazioni e compiti in classe. Ma ogni maturità ha anche il suo controcanto involontario, quello degli strafalcioni destinati a sopravvivere più dei programmi ministeriali. Anche nel 2026 l’Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.net ha raccolto il meglio, o il peggio, delle risposte arrivate davanti alle commissioni, tra segnalazioni, auto-denunce degli stessi studenti e racconti finiti persino su TikTok.
Il risultato è un campionario irresistibile di errori, lapsus, confusione, panico da esame e improvvisazione creativa. Non si tratta di intelligenze artificiali in piena allucinazione, ma di intelligenze umane, alle prese con l’atto finale del percorso scolastico. E così il Pantheon finisce ad Atene, Ungaretti nasce a Recanati, Verga scrive La coscienza di Zeno e Samantha Cristoforetti diventa la prima donna capitano dell’Isis invece che della Stazione spaziale internazionale.
Da Manzoni-Mengoni a Vitangelo Mostarda
Il fronte più ricco resta quello della letteratura italiana. Luigi Pirandello, come spesso accade, paga il prezzo più alto. Il protagonista di Uno, nessuno e centomila, Vitangelo Moscarda, viene trasformato in Vitangelo Mostarda. Mattia Pascal subisce invece una serie di mutazioni: diventa Il fu Mattia Pasquale, poi Il fu Mattia Bazar, fino alla versione televisiva con Pedro Pascal, attore di Narcos, Il Trono di Spade e The Last of Us.
Anche Giovanni Pascoli non se la cava meglio. La poetica del “Fanciullino” diventa “fanciullaggine”, mentre X Agosto viene letto come “Ics Agosto”. Ancora più spiazzante la trasformazione della poetica dell’assiuolo nella “poetica dell’uccello”, con inevitabile gelo in commissione.
Sul terreno dei Promessi sposi la confusione raggiunge livelli notevoli. Alessandro Manzoni diventa Alberto Manzoni e, soprattutto, viene ricordato come “quello che canta L’Essenziale”, con evidente cortocircuito con Marco Mengoni. Don Rodrigo viene descritto come “un prete che vuole farsi Lucia”, mentre Lucia finisce addirittura nella Divina Commedia. Giovanni Verga, da esponente del Verismo, diventa “espositore del Verismo”, mentre La lupa viene interpretata da un candidato come un riferimento alla Roma. A un altro studente, invece, lo scrittore siciliano viene attribuita La coscienza di Zeno, che appartiene a Italo Svevo.
Risorgimento hard e Costituzione creativa
Lo stupidario 2026 offre il meglio anche nella storia. Le Leggi Siccardi, i provvedimenti del 1850 che abolirono alcuni privilegi ecclesiastici nel Regno sabaudo, diventano “Leggi Siffredi”, dando al Risorgimento un taglio decisamente inatteso. Badoglio viene sostituito dal generale “Campidoglio” e la Guerra dei sette anni si trasforma nella Guerra dei sette nani.
Non mancano gli errori sull’Italia contemporanea e sulla Costituzione. Per qualcuno il nostro Paese è una Repubblica democratica “fondata sulla Costituzione”, invece che sul lavoro. Per un altro studente, invece, l’Italia sarebbe ancora una monarchia, con Sergio Mattarella nel ruolo implicito di re. Dentro la Carta costituzionale, secondo una diplomanda, ci sarebbero perfino i Dieci comandamenti. La Camera dei Deputati diventa poi la “Camera dei Detenuti”, mentre il Pd viene sciolto in “Partito Destro”.
L’epoca dei totalitarismi produce altri capolavori. Hitler viene indicato come capo delle Camicie nere e Mussolini del Terzo Reich. In un altro caso, il Mein Kampf diventa addirittura “Minecraft”, con il tragico testo hitleriano confuso con il celebre videogioco a cubi.
Cristoforetti, il Pantheon ad Atene e Pablo Escobar pittore
Le scienze e la geografia non sono da meno. Samantha Cristoforetti, astronauta italiana e prima donna europea al comando della Stazione spaziale internazionale, viene indicata come “prima donna capitano dell’Isis”, confondendo la Iss con l’organizzazione terroristica. La Terra, invece di essere geoidale, diventa un rombo.
In geografia il Pantheon viene trasferito ad Atene, al posto dell’Acropoli, mentre a Parigi non si passeggia sui boulevard ma tra i “bungalow”. Anche l’arte regala momenti notevoli. Alla richiesta di nominare un importante pittore spagnolo, con il suggerimento “Se le dico Pablo…?”, un candidato risponde senza esitazione: “Escobar”, invece di Picasso. In un altro orale, davanti alla richiesta di citare un pittore astrattista, lo studente propone Van Gogh; quando il professore scuote la testa, rilancia con Gauguin.
A chiudere il quadro ci sono gli inciampi sui poeti moderni e sugli autori contemporanei. Ungaretti perde Alessandria d’Egitto e rinasce a Bologna o a Recanati. Montale diventa “genoano” invece che genovese. D’Annunzio, da esteta, si trasforma ancora una volta in “estetista”. Andrea Sperelli diventa Andrea Spinello. Vitaliano Brancati viene storpiato in Brancale, mentre Cesare Pavese diventa Pavesi, come i biscotti.
Il bestiario della maturità fa ridere, ma racconta anche qualcosa di più serio: il panico dell’esame, la fragilità delle conoscenze, l’effetto frullatore di anni di programmi accumulati e talvolta mai sedimentati. Resta però una certezza: finché ci sarà un orale, ci sarà anche qualcuno pronto a spostare il Pantheon ad Atene, a trasformare Manzoni in Mengoni e a riscrivere la storia d’Italia con una “Camera dei Detenuti”.







