Saldi estivi, gli italiani spenderanno oltre 3 miliardi di euro. Le regole da seguire per un acquisto sicuro

Saldi estivi 1

Di fronte a un’inflazione che non ferma la voglia di acquisti, l’Italia si prepara alla stagione dei saldi con una spesa stimata di 3,2 miliardi di euro. Mentre l’e-commerce vola e i volumi di vendita tengono, il commercio di prossimità prova a contrastare lo strapotere dei marketplace e delle app.

Da un lato, il rito collettivo dei saldi estivi, dunque, pronti a partire domani 4 luglio in quasi tutta la penisola, dall’altro, la fotografia scattata dall’Istat e analizzata dall’ufficio studi di Confcommercio, che rivela un Paese che, nonostante l’aumento dei prezzi, non rinuncia a consumare, pur mutando profondamente le proprie abitudini d’acquisto.

Nei negozi fisici, preferiti alle piattaforme di vendita online, previsti 2 acquisti su 3. La metà della spesa complessiva riguarderà abbigliamento e calzature, seguiti dagli accessori, dagli articoli sportivi e dai prodotti legati al tempo libero e alla stagione estiva.

La mappa e i numeri della stagione degli sconti

Secondo le stime elaborate dall’ufficio studi di Confcommercio, l’appuntamento con i saldi estivi 2026 coinvolgerà circa 16,1 milioni di famiglie, con una previsione di spesa complessiva che si attesta sui 3,2 miliardi di euro. Le famiglie destineranno agli sconti mediamente 201 euro, una spesa pro capite di circa 91 euro.

La partenza è fissata per il 4 luglio nella quasi totalità delle regioni, dall’Abruzzo alla Lombardia, dalla Sicilia al Veneto, con una durata compresa tra i 45 e i 60 giorni e oltre. Farà eccezione la sola Provincia autonoma di Bolzano dove i saldi inizieranno il 16 luglio nella maggior parte dei comuni, terminando il 13 agosto, mentre nei comuni turistici la finestra sarà spostata tra il 21 agosto e il 18 settembre. A Trento e provincia, vige una maggiore libertà: i commercianti possono determinare autonomamente i periodi di sconto per una durata di 60 giorni. La durata della stagione degli sconti varia sensibilmente da regione a regione: se in Liguria il periodo è di 45 giorni, in Friuli-Venezia Giulia e in Valle d’Aosta si arriva fino al 30 settembre.

Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, sottolinea come i saldi non debbano essere visti solo come una caccia al prezzo più basso, ma come un’opportunità di consumo consapevole. «I saldi sono sicuramente un momento di convenienza, ma anche un invito a comprare meglio», afferma Felloni, spingendo verso un modello che premi la qualità e la durata rispetto ai prodotti “usa e getta”. Il valore aggiunto del negozio fisico, secondo la Federazione, risiede nell’assortimento e nella consulenza, elementi che permettono di sostenere il tessuto economico dei territori.

Le regole d’oro per un acquisto sicuro

Per garantire trasparenza e che i saldi siano un’opportunità reale sia per chi vende che per chi compra, Confcommercio e Federazione Moda Italia ricordano i principi cardine che regolano il settore, aggiornati alle più recenti normative europee.

Trasparenza del prezzo (Direttiva Omnibus): È forse la novità più importante degli ultimi anni. I negozianti hanno l’obbligo di indicare non solo lo sconto e il prezzo finale, ma anche il prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti l’inizio dei saldi. Questa norma mira a contrastare i “finti sconti” e a garantire la massima correttezza verso il consumatore.

Cambi e Difetti: Se il cambio di un prodotto non difettoso è a discrezione del negoziante, la riparazione o sostituzione è invece obbligatoria per legge in caso di prodotto danneggiato o non conforme (Codice del Consumo). Il consumatore ha due mesi di tempo dalla scoperta del difetto per denunciare il vizio.

Pagamenti: I negozianti sono tenuti ad accettare carte di credito e a favorire pagamenti cashless.

Prova dei capi: Non esiste un obbligo legale; la possibilità di provare i vestiti è rimessa alla discrezionalità dell’esercente.

Tipologia di prodotti: I beni in saldo devono avere carattere stagionale o di moda e subire un effettivo deprezzamento se non venduti durante la stagione.