Aldo Cazzullo vince il Premio IusArteLibri Il Ponte della Legalità con il saggio su San Francesco, il primo italiano

Aldo Cazzullo conquista il Premio IusArteLibri Il Ponte della Legalità 2026 con Francesco. Il primo italiano, il saggio edito da HarperCollins dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. Il libro si è aggiudicato la sezione Virtus Animi del premio ideato dall’avvocata Antonella Sotira Frangipane, confermando la forza di un’opera capace di raccontare Francesco non soltanto come santo, ma come figura fondativa dell’identità italiana, ponte tra spiritualità, cultura, lingua e umanità.

La cerimonia di premiazione si è svolta nella Sala del Senato di Santa Maria in Aquiro, in un clima di grande partecipazione. Il pubblico ha seguito con attenzione l’intervento di Cazzullo, accolto poi da un lungo momento di incontro, brindisi, dediche e autografi.

Il premio e il dialogo tra diritto e letteratura

Il Premio IusArteLibri Il Ponte della Legalità nasce come spazio di incontro tra diritto, arte e parola scritta. Anche l’edizione 2026 ha confermato questa vocazione, realizzando il motto poetico «Che la bella parola sappia farsi sempre bell’azione».

Al centro della giornata il valore del dialogo, richiamato nelle relazioni del manager Francesco Greco, consigliere del direttivo IusArteLibri, e del reverendo fra Sergio Galdi d’Aragona, commissario generale della Custodia di Terra Santa a Napoli fino al 2025.

Il Libro d’Artista per Cazzullo

Aldo Cazzullo ha ricevuto anche il prezioso Libro d’Artista Laudes creaturarum, creato dalla sociologa e poeta Antonella Pagano. L’opera, manoscritta in calligrafia su seta con i versi del Cantico di Francesco, viene presentata come esempio di Letteratura Agita, espressione concettuale cara alla stessa Pagano.

Il lavoro artistico sintetizza il senso profondo del premio: una fratellanza tra diritto e letteratura, tessitura e poesia, parola e regola. Una visione in cui la parola diventa misura della carità umana e la regola si fa strumento di responsabilità.

Francesco, ponte tra Oriente e Occidente

Antonella Sotira Frangipane ha ricordato anche San Francesco di Paola e la sua tenacia, legandola alla forza identitaria calabrese e alla figura di Jacopa Frangipane de’ Settesoli, la nobildonna che Francesco chiamava “frate Jacopa”. Simbolo del rapporto rivoluzionario del santo con le donne, Jacopa esaudì il desiderio di Francesco morente di mangiare i suoi biscotti preferiti e contribuì anche ai suoi viaggi in Terra Santa.

Nella motivazione del riconoscimento, Francesco viene attualizzato come «uomo senza tempo, ponte fra Oriente e Occidente, fra Umanesimo e Oscurantismo». Una figura che continua a parlare al presente attraverso l’integrazione culturale e religiosa, la povertà come scelta, la fraternità come metodo e la parola come azione.

La giornata si è arricchita anche dei video-saluti della vicesindaca di Pontremoli, Clara Cavallini, e del presidente della Fondazione Città del Libro-Premio Bancarella, Ignazio Landi. Il premio guarda ora a Pontremoli, sulla via Francigena lunigiana, dove proseguiranno le celebrazioni anche in occasione dell’ottavo centenario del transito di San Francesco.

A suggellare la giornata è stata una frase dello stesso Cazzullo: «A Francesco non vengono chiesti miracoli. Il Santo di Assisi insegna a tutti noi che ognuno di noi può essere migliore».