Il legame tra il grande spettacolo e la memoria archeologica di Roma si rinnova, ma cambia temporaneamente coordinate. Con le Terme di Caracalla chiuse per importanti interventi di restauro, il cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma trova una nuova, monumentale casa: il Circo Massimo. Dal 29 giugno al 31 luglio 2026, il più grande edificio per spettacoli dell’antichità diventerà un teatro a cielo aperto da circa 6.000 posti, offrendo una programmazione trasversale che intreccia lirica, balletto, saggistica teatrale, pop d’autore e cinema sinfonico.
L’annuncio ufficiale della stagione coincide con una svolta istituzionale per la fondazione capitolina: la nomina di Alessandro Galoppini come nuovo Direttore Artistico dell’Opera di Roma. Sotto la sua guida, il festival si propone di intercettare pubblici eterogenei attraverso una politica di prezzi accessibile (biglietti dai 15 ai 170 euro, disponibili da venerdì 13 marzo 2026) e una narrazione culturale priva di barriere di genere.
L’apertura affidata alla storia: la divulgazione di Alessandro Barbero
A inaugurare la stagione, lunedì 29 giugno, non sarà un’opera lirica ma un esperimento di divulgazione d’alto profilo. Lo storico Alessandro Barbero salirà sul palco con Francesco. Un santo scomodo, una conferenza-spettacolo tratta dal suo omonimo volume. Il medievista offrirà un ritratto vivo, umano e privo di agiografie stereotipate del Patrono d’Italia, unendo il rigore della ricerca scientifica alla forza della narrazione teatrale, inaugurando così la linea transdisciplinare del festival.
Il ritorno di «Aida»: il kolossal visionario di Livermore all’aperto
Il cuore operistico del festival è rappresentato da Aida di Giuseppe Verdi, che scandirà il calendario con sei recite a partire da domenica 12 luglio (con repliche il 15, 18, 22, 26 e 28 luglio). Si tratta dell’allestimento fortemente tecnologico e visionario firmato da Davide Livermore, nato per lo spazio al chiuso del Costanzi nel gennaio 2023 e ora riadattato per la prima volta per un grande palcoscenico all’aperto.
Le scene di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi e le installazioni video di D-Wok dialogheranno con le imponenti vestigia del Circo Massimo, sotto la direzione d’orchestra del maestro Daniele Callegari e il coordinamento del coro affidato a Ciro Visco. Il cast vocale vede alternarsi eccellenze internazionali:
- Aida: Elena Stikhina (al suo debutto con l’Opera di Roma), Yolanda Auyanet e Aleksandra Kurzak.
- Amneris: Il celebre soprano Angela Meade, che affronta eccezionalmente questo registro mezzosopranile, in alternanza con Valentina Pernozzoli.
- Radamès: Fabio Sartori e Luciano Ganci.
- Amonasro: Ernesto Petti e Ludovic Tézier.
- Ramfis: Alex Esposito.
Il grande cinema in concerto: «Il Gladiatore» con Lisa Gerrard
Il 3 e 4 luglio, il Circo Massimo tornerà idealmente all’epoca imperiale ospitando la proiezione integrale del capolavoro di Ridley Scott, Il Gladiatore (vincitore di 5 premi Oscar). La pellicola sarà presentata in italiano con sottotitoli in inglese, ma la vera eccezionalità risiede nell’esecuzione live della colonna sonora: l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera, diretti dallo specialista Ludwig Wicki, eseguirà la partitura in sincrono con le immagini. Sul palco, come ospite d’onore e co-autrice delle musiche insieme a Hans Zimmer, ci sarà la leggendaria voce di Lisa Gerrard.
La grande danza: dal gala di Roberto Bolle al lirismo di Cranko
Il corpo di ballo del Teatro dell’Opera, guidato da Eleonora Abbagnato, sarà protagonista di due tra gli appuntamenti più attesi dagli appassionati di danza:
- Roberto Bolle and Friends (14 luglio): L’ormai iconico gala della stella della danza italiana che, insieme a interpreti di fama internazionale, proporrà un viaggio tra tradizione classica e coreografia contemporanea.
- Romeo e Giulietta (24 e 25 luglio): La celebre coreografia di John Cranko sulle note immortali di Sergej Prokof’ev. Uno dei capisaldi del Novecento coreografico che restituisce la tragedia shakespeariana attraverso intensi pas de deux e spettacolari scene di massa. Sul podio dell’Orchestra salirà il maestro Ido Arad.
La chiusura d’avanguardia: i «Carmina Burana» secondo Anagoor
Il festival si chiuderà il 31 luglio alle 21.30 con la potenza monumentale dei Carmina Burana di Carl Orff. La direzione musicale è affidata alla bacchetta di Wayne Marshall, ma l’evento si preannuncia unico grazie alla collaborazione con Anagoor. Il collettivo veneto di teatro di ricerca firmerà un’installazione video originale che dialogherà con la partitura di Orff, integrando arti visive e tecnologia contemporanea per ripensare i temi universali della Ruota della Fortuna, della natura e dell’eros.
L’esecuzione vedrà schierati il Coro dell’Opera (diretto da Ciro Visco), il Coro di Voci Bianche e i solisti Alessandra Marianelli (soprano), Thomas Lehman (baritono) e Ivan Borodulin (controtenore).
Il pop d’autore come completamento di cartellone
A dimostrazione della natura eclettica dello spazio del Circo Massimo per l’estate 2026, la proposta classica sarà affiancata da tre eventi speciali dedicati alla canzone d’autore e al rock internazionale: il 6 luglio sul palco salirà Riccardo Cocciante, il 20 luglio sarà la volta del rock eclettico di Edoardo Bennato, mentre il 27 luglio l’arena accoglierà la sacerdotessa del rock Patti Smith.
Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.00, a eccezione dei Carmina Burana programmati per le 21.30.







