Voleva essere un duro ed è semplicemente un genio anticonformista. Mentre tutti inseguono il successo, lui conserva una chitarra piena di buchi, si costruisce uno studio vintage e rifiuta la fretta di pubblicare. Lucio Corsi svela il suo mondo più autentico. L’artista, dopo il successo di Sanremo e dell’Eurovision, ha scelto di rallentare, proteggere la propria libertà creativa e tornare alle cose che ama davvero: scrivere canzoni e suonare dal vivo.
Il cantautore toscano ha trovato a Milano un luogo tutto suo, uno studio di registrazione dall’anima vintage che sembra uscito da un’altra epoca. E’ proprio tra le mura della sua tana milanese che ha preso forma “Napoleone Buonanotte”, il nuovo singolo in uscita venerdì 30 ottobre 2026. Niente rincorsa alle classifiche e nessuna fretta di pubblicare un album. Lucio Corsi vuole prendersi il tempo necessario, senza piegarsi alle regole dell’industria musicale.
Lo studio segreto di Lucio Corsi a Milano
La nuova tana del cantautore si trova in zona Città Studi, a Milano, nei pressi del Bar Doria. È un ex studio jazz degli anni ‘Settanta’70 che Lucio Corsi ha rilevato a maggio insieme a Tommaso Ottomano, il suo storico compagno di avventure musicali. Un posto con un’anima precisa, lontano dagli ambienti impersonali che spesso caratterizzano le sale di registrazione moderne: «Si dice che Dizzie Gillespie e Chet Baker siano passati da qui», racconta l’artista, che ha preferito conservarne l’atmosfera originale dall’anima vintage. Proprio come la sua. Ascoltando Lucio ci sembra proprio che il cantautorato italiano non sia del tutto morto!
Lucio ha detto che per fortuna nel corso degli anni nessuno lo aveva reso “asettico come uno studio da dentista”. I lavori sono stati essenziali: moquette, zoccolini nuovi e tanti strumenti. Tra questi spicca un pianoforte a coda di fine 800, dal suono che gli ricorda Elton John e i Queen. Un ambiente costruito anche con le proprie mani, tra tavoli, battiscopa e piccoli interventi di falegnameria.

«Napoleone Buonanotte», il singolo nato giocando a scacchi
È proprio in questo rifugio che è nato «Napoleone Buonanotte», il singolo che anticipa un album ancora senza titolo e senza una forma definitiva. L’ispirazione è arrivata ascoltando Alessandro Barbero raccontare Napoleone, mentre Corsi giocava a scacchi con Francis Delacroix. Da lì è nato un personaggio che mescola avventura, amore, fughe e ritorni.
Al centro della canzone c’è un uomo che rimanda continuamente gli impegni e che parte per la Francia per amore di «una ragazza in fissa con il rock and roll». Quando la relazione finisce, torna al paese da cui era scappato. Il risultato, nelle parole del cantautore, è «un Napoleone glam rock decadente e una canzone d’amore per la solitudine». Per il nuovo disco non ci sono scadenze imposte: «serve tempo per un disco», ribadisce Corsi. L’obiettivo è pubblicare soltanto quando sarà davvero soddisfatto del risultato.
Lucio Corsi non vuole inseguire le regole dell’industria
La notorietà conquistata nel 2025 non ha cambiato il suo modo di intendere la musica. Dopo mesi trascorsi in tour, Lucio Corsi continua a difendere il proprio spazio personale: «Mi sembra importante, ma mi sento anche fortunato di essere stato sempre circondato dai ragazzi con cui sono cresciuto: mi tengono e ci teniamo a vicenda con i piedi per terra».
Il successo, insomma, non deve trasformarsi in un obbligo a essere sempre visibili. Corsi non sembra temere neppure le domande di chi potrebbe chiedergli: «ma dove sei sparito?». La sua priorità resta scrivere e suonare, senza produrre brani soltanto per assecondare le radio o le aspettative del mercato. Che, considerato di quanto marciume è composta la musica italiana, Lucio fa più che bene a proteggersi e proteggere la sua musica.

I primi palazzetti della carriera e le prove nei bar
In vista dei suoi primi tre palazzetti della carriera (il 27 novembre a Firenze, il 5 dicembre a Roma e l’11 dicembre a Milano-Assago), il cantautore e i suoi otto musicisti stanno provando anche nei bar, luoghi che per lui hanno un valore speciale.
Lucio incalza e da questa sua dichiarazione si denota la sua grande umiltà e la sua voglia di rimanere sempre con i piedi ben saldi al terreno: «Abbiamo pensato alle prove aperte per arrivare rodati ai palazzetti e perché i bar sono il luogo dove lavora il 90% dei musicisti, e vanno onorati tanto quanto un palasport. Abbiamo suonato per anni in contesti del genere e va fatto ancora».
Durante questi appuntamenti potrebbe arrivare anche qualche sorpresa. Tra i brani che Lucio Corsi sta già facendo ascoltare dal vivo c’è «Figurati un po’», una canzone che racconta l’intera vita di un personaggio chiamato Charlie. Provarla davanti al pubblico, prima ancora di registrarla, gli permette di capire quali passaggi funzionano e quali devono essere migliorati. Un’abitudine che Lucio porta avanti fin dagli esordi.
Trucco bianco e chitarra rovinata: perché Corsi non cambia?
Anche l’immagine di Lucio Corsi fa parte del suo universo artistico. Per molti sembra “un’extraterrestre” ma è questo il quid che lo rende il più autentico fra tutti. Sulla copertina del nuovo singolo torna il trucco bianco sotto il maestoso cappello napoleonico. Prepararsi così prima di salire sul palco significa entrare nella dimensione giusta e accentuare le espressioni. La stessa autenticità si ritrova nella chitarra consumata che continua a usare con orgoglio. Secondo quanto si legge sull’Ansa, Lucio scherza dicendo che la sua chitarra «a forza di plettrate suona un po’ meno, però suona ancora. Uno la cambierebbe, invece no, perché è un attestato di tanti concerti».
Sanremo 2027?
Il Festival di Sanremo 2027, almeno per ora, non risiede tra i suoi principali pensieri. Corsi non esclude in assoluto un ritorno, ma non vuole trasformarlo in un appuntamento da inseguire a ogni costo. Per lui servono il brano giusto e il momento adatto. Senza queste condizioni, meglio aspettare: «Va fatto con criterio, altrimenti meglio non farlo».
Una posizione coerente con la scelta di dedicarsi al nuovo album senza pressioni e di continuare a sperimentare dal vivo, anche attraverso pezzi che il pubblico non ha ancora ascoltato.
Lucio e il messaggio ai giovani in piazza
Dietro le atmosfere fiabesche delle sue canzoni, Corsi non nasconde uno sguardo attento alla realtà. La fantasia, spiega, non serve a fuggire dai problemi, ma a imparare a guardare il mondo in modo diverso.
«Il mondo va cambiato quando lo canti, con l’immaginazione: abituandoti a usarla incontri delle cose diverse da te, fai l’abitudine ad avere un rapporto con queste cose e non ne hai più timore». Il cantautore anticonformista parla anche dei giovani scesi in piazza per chiedere un futuro migliore, distinguendo le proteste pacifiche dagli episodi di violenza.
«La violenza è da condannare ma credo che debba esserci una luce su tutti quei ragazzi che sono scesi in piazza, incazzati neri, ma in maniera pacifica, per chiedere un futuro migliore». Per Corsi, quelle manifestazioni rappresentano un segnale positivo. Conclude con un’immagine che sembra appartenere proprio al suo mondo poetico: i ragazzi che lottano pacificamente per il proprio futuro sono già «musica per gli occhi».
Lucio parla ai giovani e sembra provenire da un’altra epoca proprio come il suo covo milanese. Se solo ci fossero più Lucio Corsi in questo mondo, le giovani generazioni avrebbero certamente maggiore cultura musicale e gusti più autentici.







