Benzina più economica grazie ai distributori comunali: fino a 50 centesimi in meno al litro, il modello si diffonde in tutta Italia

rincari benzina e diesel

Fare il pieno risparmiando anche decine di centesimi al litro non è più soltanto un’eccezione. In diverse aree interne d’Italia stanno infatti prendendo piede i distributori comunali di carburante, impianti acquistati o gestiti direttamente dalle amministrazioni locali per assicurare un servizio essenziale dove il mercato privato non riesce più a garantire la propria presenza.

L’esempio più noto è quello di Valle Castellana, piccolo Comune in provincia di Teramo, dove il distributore pubblico è diventato un punto di riferimento anche per gli automobilisti provenienti dalle province vicine. Qui il carburante viene venduto praticamente a prezzo di costo, con risparmi che possono arrivare fino a mezzo euro al litro rispetto ad altri impianti della stessa zona.

Il caso di Valle Castellana: il distributore salvato dalla chiusura

L’iniziativa è nata nel 2022, quando l’unico distributore del paese rischiava di abbassare definitivamente le serrande. Per gli abitanti avrebbe significato percorrere decine di chilometri anche solo per acquistare una tanica di carburante destinata ai mezzi agricoli. L’amministrazione comunale ha così deciso di rilevare la licenza, riqualificare l’impianto e gestirlo direttamente con un sistema self service, eliminando i costi del personale e contenendo il prezzo finale.

L’operazione ha prodotto risultati superiori alle aspettative. Se nel 2024 il distributore registrava un fatturato di circa 75 mila euro, nel 2025 ha raggiunto i 500 mila euro, mentre il 2026 si avvia a chiudersi con numeri ancora più elevati grazie anche all’incremento del turismo nelle aree montane. Tra i progetti annunciati c’è anche l’introduzione di una carta carburante destinata alle famiglie economicamente più fragili, con un credito compreso tra 500 e 1.000 euro.

Dalle Marche alla Calabria cresce la rete delle pompe comunali

Il modello si sta rapidamente estendendo. Attualmente sono una quindicina i distributori comunali già operativi o approvati, distribuiti in diverse regioni italiane, mentre altri progetti sono in fase di studio. Nelle Marche sono già attivi gli impianti di Force, Montedinove e Penna San Giovanni, mentre Castignano e Ripatransone si preparano ad avviare nuove strutture. In Abruzzo esperienze analoghe sono presenti anche a Cortino e Castelli.

Anche il Molise, con Petrella Tifernina, offre da anni carburante a prezzi particolarmente competitivi, mentre in Calabria nuovi distributori pubblici sono stati annunciati nei Comuni di Bocchigliero e Polia, dove gli automobilisti sono spesso costretti a percorrere decine di chilometri per trovare una pompa di benzina. Esperienze consolidate si registrano inoltre in Lombardia, Piemonte e Campania, mentre Umbria e Toscana stanno valutando nuovi investimenti per replicare il modello nelle aree più isolate.

Perché i Comuni possono gestire un distributore

La normativa europea sulla concorrenza consente l’apertura di distributori comunali soltanto in particolari condizioni: aree montane, territori svantaggiati o località completamente prive del servizio, dove nessun operatore privato è interessato a investire. In questi casi il distributore non rappresenta soltanto un’attività economica, ma diventa un presidio indispensabile per garantire la mobilità dei cittadini, sostenere le imprese locali e limitare lo spopolamento dei piccoli centri.

Con il recente aumento dei prezzi dei carburanti, questa soluzione sta attirando sempre più attenzione anche da parte di altre amministrazioni e associazioni di categoria, che vedono nella gestione pubblica uno strumento per calmierare i costi e mantenere vivi i servizi essenziali nelle aree interne del Paese.