Matteo Salvini tenta di disinnescare lo scontro interno alla Lega aprendo ai governatori del Nord sulla definizione delle liste per le prossime elezioni politiche. L’obiettivo è arrivare al raduno di Pontida con un partito compatto, evitando contestazioni che potrebbero trasformare l’appuntamento simbolo del Carroccio in una resa dei conti sulla leadership. La proposta prevede una gestione collegiale delle candidature, concedendo maggiore peso ai presidenti di Regione nella scelta dei nomi da presentare alle urne.
La proposta ai governatori per evitare lo scontro
L’offerta di Salvini punta a coinvolgere Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga nella composizione delle liste elettorali. In cambio, il leader chiede che Pontida diventi un momento di rilancio politico e non un’occasione per mettere in discussione la guida del partito. Secondo le ricostruzioni, il palco del 20 settembre dovrebbe essere riservato soprattutto ai governatori, senza la presenza di ospiti internazionali, per riportare al centro la classe dirigente del movimento.
Il rischio di una frattura nel Carroccio
Se la trattativa dovesse fallire, tornerebbe d’attualità l’ipotesi di una struttura autonoma dei cosiddetti “nordisti”, destinata a rappresentare l’ala critica nei confronti della linea nazionale impressa da Salvini. Nelle ultime ore il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha incontrato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, mentre è previsto un confronto tra Salvini e i governatori per cercare una mediazione prima di Pontida.
Restano tensioni sulla leadership e sulla linea politica
Il clima resta comunque teso. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, tra i dirigenti più critici verso il segretario, non parteciperà al vertice. Intanto continua il confronto anche sull’identità politica della Lega. La deputata Simonetta Matone ha preso le distanze dall’entusiasmo espresso da Salvini per il risultato dell’AfD in Germania, sostenendo che la Lega debba mantenere una propria identità senza rincorrere altre forze politiche europee. Silvia Sardone, invece, ha invitato a spostare l’attenzione dalle polemiche interne ai temi politici e all’azione del partito.







