Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato il completamento della norma volta a istituire il “fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati con figli a carico, non assegnatari dell’abitazione familiare“. Il Mit ha confermato l’invio di una nota ufficiale al ministero dell’Economia e delle Finanze per sbloccare le risorse finanziarie e avviare le procedure operative nel più breve tempo possibile.
I fondi stanziati e la platea dei beneficiari
La misura, fortemente voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026. L’iniziativa prevede uno stanziamento complessivo di 60 milioni di euro in tre anni, suddivisi in 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028.
Secondo le stime del ministero, la platea complessiva raggiungerà circa 15.000 beneficiari, con un primo gruppo di almeno 5.000 genitori che dovrebbe iniziare a percepire il contributo già nei prossimi mesi. La misura è appunto rivolta ai genitori non assegnatari dell’abitazione familiare.
Requisiti d’accesso: Irpef al posto dell’Isee
Il bonus mira ad alleggerire la pressione economica sui genitori che, a seguito della separazione, non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare e si trovano a dover pagare un secondo alloggio. Il contributo coprirà il 50% delle spese di locazione, fino a un massimo di 6.000 euro all’anno.
Per accedere al fondo, i richiedenti dovranno rispettare precisi parametri e requisiti. La soglia di reddito è fissata a 35mila euro all’anno. Quindi farà fede l’Irpef e non l’Isee. Nel nucleo familiare dovrà essere presente almeno un figlio a carico fino al compimento dei 21 anni. Il genitore richiedente deve essere in regola con i versamenti dell’assegno di mantenimento. È necessario dimostrare di non possedere altre proprietà immobiliari in un raggio di 50 chilometri dalla vecchia casa familiare. Sarà obbligatorio documentare l’esistenza di un regolare contratto d’affitto registrato.
Il Mit ha inoltre precisato che il bonus non sarà cumulabile con altri sussidi statali o locali destinati all’affitto.
Tempistiche e modalità di presentazione delle domande
Sebbene non sia ancora stata fissata una data ufficiale per l’apertura dei termini, il Mit ha chiarito che le domande dovranno essere presentate esclusivamente online.
Attualmente, i tecnici del Mit e del Mef sono al lavoro per finalizzare il decreto attuativo con l’obiettivo di accelerare l’iter e consentire l’erogazione dei primi fondi entro la fine dell’anno. Una volta sbloccate le risorse, l’erogazione seguirà un criterio di priorità territoriale, favorendo le regioni con il maggior numero di genitori separati o divorziati e con una più marcata emergenza abitativa.
Un intervento di “equità e buonsenso”
Il provvedimento nasce per dare una risposta concreta a un fenomeno trascurato. Spesso il genitore non assegnatario della casa si trova a dover sostenere contemporaneamente sia la propria quota del mutuo sulla vecchia abitazione sia il costo del nuovo affitto.
Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato l’imminente attivazione del fondo definendolo una “misura di equità e buonsenso“. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare una forma di disagio economico e abitativo silenziosa, supportando concretamente madri e padri nel ricostruire la propria quotidianità senza dover rinunciare alla vicinanza e alla presenza attiva nella vita dei propri figli.







