Sigfrido Ranucci prepara la controffensiva e si dichiara pronto alla battaglia legale contro i vertici di Viale Mazzini. Rispondendo alla drastica e improvvisa rimozione dalla guida di Report, il giornalista chiarisce la sua posizione: «In assenza di passi indietro da parte della Rai, la via del tribunale diventerà inevitabile. Stanno andando avanti con la soppressione del format e il mio trasferimento ad horas senza fornire alcuna spiegazione. Faremo di tutto per difenderci da quello che riteniamo un puro atto d’arbitrio».
Le ingerenze della politica
La tensione, tuttavia, non si limita alle stanze della TV pubblica. Ranucci denunzia una vera e propria operazione di accerchiamento che travalica i confini televisivi, trasferendosi sul piano della sua attività culturale e pubblica. Durante la sua tournée estiva in Sicilia, il conduttore ha segnalato ingerenze dirette da parte della politica volte a ostacolare le sue esibizioni dal vivo, come il tentativo promosso da esponenti di maggioranza per negargli la disponibilità del teatro di Agrigento. Un clima che lo stesso giornalista definisce come una volontà aperta di fare «terra bruciata» attorno alla sua figura.
I contatti con Lavitola
Al centro delle polemiche aziendali si pongono i contatti di Ranucci con il faccendiere Valter Lavitola. Tuttavia, il giornalista evidenzia come l’audit e il lavoro del comitato etico interno abbiano già dimostrato l’assenza di condizionamenti o condotte scorrette nel suo operato d’inchiesta. A sostegno della sua linea si schierano diverse voci del settore: Beppe Giulietti di Articolo 21 sottolinea come la volontà di ridimensionare il format precedesse di gran lunga gli ultimi avvenimenti, mentre Roberto Natale, membro del Cda Rai, rimarca che in mancanza di condizionamenti accertati la rimozione rischia di trasformarsi in una copertura politica per affondare un programma scomodo.
In uscita un nuovo libro
Mentre all’interno della redazione si diffonde il malcontento e diversi inviati ventilano l’ipotesi di dimissioni in blocco, restano aperti i punti interrogativi sul futuro di Ranucci. Nonostante le indiscrezioni su possibili passaggi ad altre emittenti o candidature politiche, la versione ufficiale smentisce qualsiasi progetto imminente fuori dalla Rai. Nel frattempo, il conduttore concentra le sue energie sulla scrittura: nelle prossime settimane si concluderà la stesura del suo nuovo libro per Bompiani, dal titolo Il bianco e il nero, in uscita all’inizio del 2027, destinato a ripercorrere le trame del potere, le zone grigie dell’informazione e le sue recenti vicende personali.







