Il Governo rinnoverà i tagli sulle accise per altre due settimane

Distributori accise

Altre due settimane di tagli alle accise sui carburanti, poi solo aiuti mirati come chiede Bruxelles. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha anticipato la strategia del governo per sostenere famiglie ed imprese nel difficile tentativo di contrastare gli effetti della crisi energetica. «Ora non c’è bisogno di una norma né del consiglio dei ministri» ha detto Giorgetti.

Il nuovo sconto sui carburanti

Il quarto decreto emergenziale è agli sgoccioli: il taglio delle imposte su gasolio e benzina è fissato per sabato 6 giugno. Ci sarà il rinnovo e sarà l’ultimo. Gli sconti al distributore che entreranno in vigore già a partire da domenica saranno finanziati con gli introiti derivanti dall’extragettito Iva di maggio. Poi, come richiesto dalla Commissione europea, il Governo dovrà fare ricorso ad aiuti mirati. Una delle ipotesi al vaglio dei tecnici del ministero dell’Economia è il bonus carburanti da 100-200 euro.

Lo stop di Bruxelles al taglio delle accise

La Commissione europea ha dato l’ok alla flessibilità di bilancio in materia energetica vietando però l’utilizzo degli sconti sulle imposte sui carburanti. Quello sulla benzina vale 6,1 centesimi al litro mentre quello sul gasolio 12,2 centesimi. Il ministero dell’Economia sta terminando il calcolo degli introiti per definire la quota di extragettito Iva che potrà essere impegnata in questo ultimo round. Finito questo dovremo tutti fare i conti con il prezzo pieno alla pompa.

L’apertura dell’Ue

Bruxelles consentirà una flessibilità fiscale “limitata” per consentire ai Paesi di far fronte alla crisi energetica causata dal conflitto in Medio Oriente. «Fino allo 0,3% del Pil all’anno per 3 anni, con un limite cumulato dello 0,6%» e «si dovrà rispettare il limite dell’1,5% del Pil previsto dalla Clausola nazionale di salvaguardia per le spese destinate alla difesa».

Il tesoretto del Governo

Il ministero dell’Economia conta di avere a disposizione fino a 2 miliardi di euro per mantenere il rapporto deficit/Pil al di sotto della soglia del 2,9% già fissata come obiettivo per l’anno corrente. «Risorse da usare saggiamente», ha detto il ministro dell’Economia, la cui destinazione necessiterà «un confronto in Parlamento». Questa cifra servirà, ha detto Giorgetti, per finanziare «sostegni a famiglie e imprese per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere la decarbonizzazione» e per «interventi per accelerare l’elettrificazione, investimenti nella rete elettrica e nella espansione della capacità delle fonti di energia pulita». Che è quello che chiede la Commissione europea.