Il debito complessivo delle famiglie italiane verso gli istituti di credito ammonta a 612,6 miliardi di euro. La quota principale è rappresentata dai mutui per l’acquisto dell’abitazione, che ammontano a 447,5 miliardi con circa 3,8 milioni di contratti. Aumenta il ricorso al credito al consumo. I finanziamenti erogati dalle sole banche per questa tipologia sono pari a 127 miliardi. Se a questa cifra si sommano i 51 miliardi concessi da società finanziarie e intermediari non bancari, il debito totale delle famiglie per il credito al consumo raggiunge quota 178 miliardi (177,5 miliardi al 31 dicembre 2025).
Lo dice l’analisi dell’ufficio studi Cgia, elaborati su dati Banca d’Italia e Istat.
I numeri dell’indebitamento evidenziano che a fronte di una crescita complessiva dei prestiti bancari del 16,5% e dei mutui del 18,4%, il credito al consumo ha registrato un balzo del 56,9%. Nell’ultimo anno compreso tra il 2024 e il 2025, i finanziamenti al consumo erogati dalle banche sono cresciuti del 4,3%, contro un incremento del 2,9% dei mutui immobiliare.
La stangata dei tassi d’interesse: il Taeg supera il 10%
A rendere più gravoso l’impatto del debito a breve termine sulle finanze domestiche è il costante incremento del costo del credito. Il Taeg medio sul credito al consumo è passato dal 7,64% del 2021 a una crescita progressiva fino al 10,16% del 2023.
Dopo essersi stabilizzato attorno alla soglia del 10% tra il 2024 e il 2025, a luglio 2026 il tasso per i finanziamenti al consumo è salito ulteriormente fino al 10,38%. Tra la fine del 2025 e luglio 2026, mentre il tasso applicato sui mutui casa è rimasto invariato, quello sul credito al consumo, dice la Cgia, ha subito un rincaro di 41 punti base. Questo aumento del costo dei finanziamenti è stato guidato dalle spinte inflazionistiche nell’Eurozona e dai conseguenti interventi della Banca centrale europea, che ha fissato il tasso sui rifinanziamenti al 2,65%.
Sostegno ai consumi e rischio di insolvibilità
La diffusione dei debiti a breve termine presenta risvolti complessi per il sistema economico nazionale, dal momento che i consumi delle famiglie costituiscono circa il 60% del Pil italiano.
Quando il ricorso ai prestiti o alle carte di credito avviene in un contesto di stabilità, il credito incentiva la spesa delle famiglie e supporta la crescita economica. Tuttavia, se l’indebitamento cresce a ritmi più sostenuti rispetto agli stipendi reali, il prestito cessa di essere una scelta di investimento e diventa una necessità per affrontare imprevisti e arrivare a fine mese. Se il rapporto tra le rate da restituire e il reddito reale percepito supera i livelli di guardia, aumenta sensibilmente il rischio di insolvenza da parte delle famiglie, con potenziale impatto negativo sull’intera economia.
Le regioni e le province più indebitate
Nel 2025 l‘indebitamento medio al consumo (banche e finanziarie) per ciascuna delle 26,6 milioni di famiglie italiane si attesta a 6.657 euro, in aumento del 4,9% su base annua. La distribuzione sul territorio evidenzia spiccate differenze geografiche.
A livello regionale, la quota più elevata di debito medio al consumo si riscontra in Umbria con 7.514 euro per famiglia, seguita da Toscana (7.399 euro), Sicilia (7.383 euro), Lazio (7.251 euro) e Calabria (7.060 euro). Al contrario, la regione con il livello di debito più contenuto risulta il Trentino-Alto Adige con una media di 3.824 euro per nucleo familiare.
Analizzando la classifica delle singole province, la realtà più esposta d’Italia per debito al consumo è Siracusa, con 8.437 euro a famiglia (+4% sul 2024). Alle sue spalle figurano Massa-Carrara con 8.373 euro (+5,8%), Lodi con 8.280 euro (+6,5%) e Pistoia con 8.168 euro. Quest’ultima, insieme alla provincia di Ravenna, registra inoltre l’incremento percentuale annuo più elevato del Paese (+7,1%).
Tra le aree provinciali più “virtuose”, caratterizzate dai valori d’indebitamento per famiglia più bassi, si posizionano Trento con 4.524 euro (+5,9%), Sondrio con 4.400 euro (+6,1%) e Bolzano con 3.106 euro (+5,3%).
La geografia dei mutui immobiliari
Per quanto concerne i finanziamenti per l’acquisto della casa, nel corso del 2025 sono stati sottoscritti in Italia 382.389 mutui immobiliari.
La Lombardia si conferma la prima regione italiana per numero di nuovi mutui accesi con 93.994 contratti. Seguono a distanza il Veneto, che ne conta 39.753, e l’Emilia-Romagna con 38.453 mutui stipulati.







